Lugano, Jacobacci: “Umili ma efficaci”

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Incontriamo, come di consueto, il tecnico del Lugano Maurizio Jacobacci nella sala stampa di Cornaredo, al termine della sfida con il San Gallo. Ecco le sue principali dichiarazioni“Sapevamo che vincendo oggi saremmo arrivati a ridosso delle prime. Abbiamo fatto una partita umile, e abbiamo fatto un grande gol, in un’azione manovrata.”

“Loro hanno fatto vedere delle belle trame di gioco, ma siamo stati bravi noi a chiuderli. Peccato che nelle ripartenze abbiamo fatto fatica, sbagliando diversi palloni nell’ultimo passaggio. Abbiamo giocato bassi, ma questo è il nostro gioco con questi avversari: compatti a 20 metri dalla porta, per non dar loro profondità. Avrei preferito una squadra più alta: così abbiamo permesso agli avversari di giocare troppo vicini alla nostra area: bisognerà fare qualche correttivo. Non siamo stati abbastanza bravi a uscire da queste situazioni: dovremo diventare molto più cattivi.”

“Baumann meritava di tornare titolare, anche se Osigwe ha fatto bene in queste partite. Faccio i complimenti alla società per aver portato qua questo portiere, che potrebbe essere un ottimo sostituto del titolare, se dovesse partire.”

Abbiamo chiesto a Jacobacci un giudizio sulla prestazione del centravanti danese Odegaard: “Lui, a mio parere, ha fatto una buona partita. Deve crescere, era fermo da tanto tempo, e non dimentichiamoci che è molto giovane. Lui protegge la palla. Sa spizzare di testa, cerca il dialogo con la seconda punta. Penso che abbia dei buoni margini di crescita.”

Prima del Mister, ha parlato il portiere Baumann“Soddisfatto della mia prestazione al rientro, non era facile trovare il ritmo partita dopo tutto questo tempo. Abbiamo ottenuto una grande vittoria, contro una squadra molto forte. Per noi non cambia nulla: tuttavia, abbiamo dimostrato di poter vincere contro chiunque. Se ci guarderanno in modo diverso? Beh, siamo una piccola squadra, ma abbiamo ottenuto ottimi risultati. Sarebbe ora che si guardasse chi viene dal Ticino in modo differente, con maggiore rispetto.” 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.