Che cos’è il movimento End-SARS, supportato anche dai calciatori della Nigeria

Sono giornate estremamente calde dal punto di vista politico e sociale in uno Stato complesso, ricco di disuguaglianze sociali e ben poco democratico nella gestione del potere come la Nigeria. In tutte le principali città del Paese, numerosi cittadini si sono riversati nelle strade da pochi giorni con una domanda ben precisa: mettere fine alla violenza arbitraria delle Forze dell’Ordine nell’esercizio delle loro funzioni. Sono queste le voci del movimento sociale End-SARS, nato per chiedere al Governo di cancellare la Special-Anti-Robbery Squad, un’unità della Nigerian Police Force da tempo nel mirino dei cittadini.

Il movimento è nato online, in particolare su “Nigerian Twitter”, con l’hashtag #ENDSARS, che ha accompagnato tante storie e prove video che mostrano sequestri arbitrari, uccisioni, rapine, stupri, torture, arresti arbitrari, umiliazioni, detenzioni arbitrarie, uccisioni extragiudiziali ed estorsioni da parte della SARS. I membri di questa unità creano spessi blocchi stradali illegali, conducono operazioni di ricerca illegali e operano senza alcun mandato. Le loro vittime sono spesso anche i cittadini nigeriani più abbienti: indossare vestiti di fascia alta, usare iPhones o guidare macchine costose può portare all’arresto e all’accusa di truffa.

La SARS, però, è nota anche per la sua corruzione sistematica, contro cui le varie amministrazioni nazionali non hanno saputo rispondere con adeguate riforme. Anzi, spesso tornano utili per realizzare atti intimidatori e di manipolazione dei risultati durante le elezioni. Già Amnesty International aveva accusato la SARS di detenere illegalmente giovani Nigeriani per estorcere soldi dalle loro famiglie: oltre 10mila persone hanno firmato una petizione che chiedeva all’Assemblea Nazionale della Nigeria di smantellare l’unità. Ma, finora, il Governo è arrivato a parlare al massimo di riforme, mai di eliminazione.

A far scattare la protesta online è stato un video, pubblicato il 3 ottobre, in cui un ufficiale di polizia spara a un giovane, trascinato giù dal proprio veicolo (un Lexus SUV), di fronte al Wetland Hotel a Ughelli. Da lì, è cominciata una vera e propria raccolta di storie di violenze, brutalità, ingiustizie che, di fronte al silenzio del Governo, ha portato inevitabilmente alle manifestazioni in piazza. Una protesta guidata soprattutto dai giovani, assieme ad alcune star nazionali: l’attivista per i diritti umani Seguo Awosanya, il rapper e attore Falz, la cantante Tiwa Savage e molti altri. In queste ore, poi, si sono aggiunti anche alcuni giocatori della Nazionale di calcio, impegnata proprio ieri contro l’Algeria in Austria: ne hanno parlato tutti, utilizzando i propri social, anche se non sono state fatte vere e proprie azioni simboliche. Martedì, nella sfida contro la Tunisia, potrebbe essere l’occasione per mostrare ulteriormente il proprio sostegno al popolo nigeriano.

Il capo della Polizia Nigeriana Mohammed Adamu ha intanto vietato a tutte le unità tattiche, compresa la SARS, di realizzare blocchi stradali, controlli e pattugliamenti. Non si tratta, però, di un primo divieto, perché già nel passato la SARS era stata bloccata da vari provvedimenti temporanei. Ma, da allora, poco è cambiato, nonostante l’adozione di un atto contro la tortura del 2017 che, in teoria, tutelerebbe i cittadini, compresi i sospetti e detenuti, da torture e trattamenti inumani e degradanti. E questo movimento, così apertamente supportato anche da celebrità, può diventare essenziale per portare nuova pressione al Governo e far terminare le violenze della SARS.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.