Castrovilli onora il 10. La Fiorentina piace nella prima uscita

La maglietta viola con il numero dieci tornata al gol all’Artemio Franchi di Firenze avrebbe meritato il boato caloroso della Curva Fiesole. I tempi però ci hanno abituato a ben altri scenari, silenzi e piccoli rumori di indicazioni da bordo campo oppure suggerimenti tra compagni. Un buon inizio di stagione comunque per la Fiorentina, una vittoria di misura in un incontro giocato con ottimo spirito e con la volontà giusta di cercare il risultato. Negli ultimi tempi veder giocare la compagine gigliata lasciava sempre tanta perplessità, sabato sera invece questo velo di incertezza è andato via via cadendo.

Il ritorno di Biraghi, impegnato sulla corsia di sinistra, è stato senza dubbio l’aspetto più interessante della partita contro il Torino. Il calciatore ha mostrato notevoli miglioramenti, ha raffinato i suoi cross trovando in area un elemento come Kouamé in grado fisicamente di sovrastare sul gioco aereo; forse è ancora presto per fare paragoni però rivedere alcune giocate ha riportato alla mente le pennellate di Pasqual indirizzate alla testa di un certo Luca Toni. La Fiorentina ha ritrovato finalmente Castrovilli; il centrocampista si era perso alla ripresa dello scorso campionato, il lockdown lo aveva trasformato, ma la fiducia della dirigenza e l’assegnazione del numero dieci, un riconoscimento importante, hanno sbloccato finalmente qualcosa. In difesa invece c’è da appuntare la prestazione disputata da Milenkovic che, nonostante la spada di Damocle del cartellino giallo, non ha mai lesinato agonismo in campo: chiedere a Belotti per una conferma. Un atteggiamento tra l’azzardo e la consapevolezza dei propri mezzi.

Diversi punti di riflessione e una pillola di ottimismo in un ambiente che vuole riportare entusiasmo e ritornare a respirare calcio europeo. La Fiorentina è attesa sabato prossimo dalla dura trasferta milanese contro l’Inter dell’ex Dalbert. Nel frattempo c’è un mercato da gestire: in queste ore si è concentrato su Federico Chiesa, come prevedibile. Il talento della nazionale è nel mirino di diversi club di alto spessore mentre i media si prodigano nel descrivere diversi scenari di mercato possibili, trascendendo spesso nel fantamercato. La dirigenza viola avrà bisogno di prendersi tutto il tempo necessario perché quella che ha a disposizione è una mossa importante e non deve sprecarla con scelte carenti di valutazione.

La difesa viola negli ultimi tempi è stata bersagliata da rumors di mercato. Pezzella, dato partente in estate, è pronto invece al rinnovo; la pista di un Milenkovic diretto al Milan si è spenta. Adesso è il momento di Ceccherini, titolare a sorpresa sabato contro il Torino. Il difensore centrale sin dal suo arrivo a Firenze ha trovato ingiustamente poco spazio e questo non gli ha permesso di ottenere continuità; con Iachini qualcosa è cambiato e il feeling c’è. La scelta con il Torino con relativi commenti del tecnico a fine partita confermano questa tesi. Il giocatore in passato ha anche espresso la volontà di restare e far parte del progetto. Eppure in queste ultime ore aumentano le voci che lo vogliono lontano da Firenze. La cessione di un difensore non è più una necessità dopo il mancato arrivo di Thiago Silva; la strada più realistica verso la rinuncia a Ceccherini fa pensare alla possibilità dei viola di avvicinarsi a un obiettivo di mercato dell’ultima ora.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.