Bentornata Super League: nel fine settimana parte il campionato svizzero

Bentornata, Raiffeisen Super League. Anche in Svizzera, infatti, come in gran parte dei Paesi europei, questo fine settimana vedrà la partenza dei campionati professionistici di calcio. Qua, come ovunque, bisognerà fare i conti con il Coronavirus. Tuttavia, già da qualche settimana la Swiss Football League si è preparata alla gestione dell’emergenza.

Dal 1° ottobre, infatti, il limite di 1.000 persone presenti ai grandi avvenimenti sportivi potrà essere abbattuto. Di conseguenza, come abbiamo già scritto tempo fa, il pubblico potrà tornare ad affluire negli stadi svizzeri, anche se con alcune limitazioni. Non sarà consentito rimanere in piedi, ci sarà divieto di trasferta per i tifosi ospiti, e la capienza sarà limitata ai 2/3 di quella massima. Chi volesse approfondire le regole, le troverà qui (il testo è in francese, ma è ovviamente disponibile anche la versione in tedesco).

Ma non solo: si è anche provveduto all’aggiornamento dei regolamenti (testo francese – vedi sopra). In particolare, sono state prese importanti decisioni in caso d’interruzione forzata del torneo, che potrà derivare da una decisione della SFL o del governo elvetico.

Se saranno state giocate meno di 18 giornate, il torneo verrà annullato, e non ci saranno retrocessioni. Oltre la 18/a giornata, verrà congelata la classifica del momento, rispetto alla squadra campione, alle retrocessioni e ai posti validi per le competizioni europee. Per ciò che concerne quest’ultimo aspetto, nel primo caso, le partecipanti saranno determinate da una media dei piazzamenti nei cinque tornei precedenti, fatte salve diverse valutazioni da parte dell’UEFA.

Dal punto di vista sportivo (che ci appassiona decisamente di più) il torneo che prenderà il via sabato alle 19.00, con i due anticipi Lugano-Lucerna e quello tra i campioni in carica dello Young Boys e lo Zurigo, vede i bernesi, guidati da Gerardo Seoane, come favoriti, nonostante la dura sconfitta di questi ultimi ieri sera in Danimarca, nel turno preliminare di Champions League, a opera del Midtjylland. I gialloneri, infatti, sono riusciti a mantenere una rosa di ottimo livello, rispetto almeno ai parametri elvetici.

Chi invece si è indebolito è il San Gallo che, pur mantenendo lo staff dello scorso anno, capeggiato dall’ottimo Peter Zeidler, si presenta sulla griglia di partenza senza i suoi pezzi pregiati Itten, Demirović e il capitano Hefti, passato proprio alla squadra della capitale. Tuttavia, non escludiamo che il tecnico tedesco possa essere in grado di lanciare qualche nuovo giovane, considerato che i sangallesi, già lo scorso anno, avevano un’età media tra le più basse del torneo.

I tradizionali rivali del Basilea, che si stanno dibattendo in una crisi societaria senza precedenti negli ultimi anni, tecnicamente sono un’incognita. In panchina hanno nuovo tecnico, l’ex Inter e Bayern Monaco Ciriaco Sforza, che torna in Super League dopo l’esperienza di Thun, datata 2015. La rosa è buona ma, a nostro parere, un gradino più sotto di quella dei campioni in carica. La partenza di Omlin, tra l’altro, ha creato una carenza rispetto al portiere, che l’arrivo di Lindner, a nostro parere, non ha risolto del tutto.

Per quanto riguarda le altre, la sensazione è che, come ogni anno, l’equilibrio la farà da padrone, e che saranno pochi i punti a dividere le posizioni che contano da quelle per la lotta per non retrocedere. Con sole 10 squadre, la Super League è campionato duro e selettivo, e basta poco per passare da posizioni tranquille al fondo della graduatoria.

La lotta per non retrocedere vedrà quasi sicuramente come protagonista il neopromosso Vaduz, mentre pensiamo che il Losanna, se non perderà troppi pezzi per strada, potrà fare un torneo abbastanza tranquillo, fermo restando che la concorrenza, quest’anno, sarà piuttosto dura. C’è curiosità rispetto a Fabio Grosso, che ha scelto Sion per crescere: panchina e ambiente difficile, ma stimolante.

Tutte le compagini stanno soffrendo molto dal punto di vista economico, e questo ha inciso sulla campagna di rafforzamento estiva. Manca comunque ancora qualche giorno alla chiusura del mercato, e quindi vedremo ancora, sicuramente, qualche trasferimento, in entrata e in uscita, che daranno una fisionomia più precisa alle squadre. Il Servette, questa sera impegnato nei preliminari di Europa League, potrebbe fare un buon campionato.

Anche per il FC Lugano, ovviamente, vale quanto sopra specificato. La rosa è buona, e si fonda su uno zoccolo duro di elementi che si trovano in riva al Ceresio già da qualche stagione. Al di là delle polemiche degli ultimi giorni, che hanno fatto seguito alla prestazione non esaltante di Sciaffusa, in Coppa svizzera, il tecnico Maurizio Jacobacci appare in sella e seguito dal gruppo.

Certo, bisognerà capire se alcuni elementi chiave (Lovric e Guidotti, ma ce ne sono anche altri, come il portiere Baumann) rimarranno o meno in rosa. Il nuovo responsabile dell’area tecnica, Gianni Lovato, si sta infatti dando da fare per cercare di recuperare liquidità attraverso la cessione di alcuni elementi. Tuttavia, la società si è messa al riparo mettendo sotto contratto altri giocatori che potrebbero fare bene, anche qualora partissero alcune pedine di buon livello.

Per ora, abbiamo assistito dal vivo a un test della squadra in una sola occasione, contro il Bellinzona, accontentandoci poi di vederla per immagini. Al di là del fatto che le amichevoli sono sempre piuttosto interlocutorie, la sensazione è che la squadra sia solida, e che possa ben figurare in un torneo dove, a parte (forse) lo Young Boys, tutte le altre hanno un peso tecnico molto simile.

Senza voler strafare o avventurarci in pronostici (se fossimo bravi sotto quest’aspetto faremmo fruttare quest’abilità in ben altro modo…), ci piace pensare che quella bianconera sia tra le squadre destinate a fare meglio, visto che racchiude in sé esperienza in tutti reparti, qualche giovane interessante, e una guida tecnica collaudata.

La vera incognita è la situazione societaria: questa stagione potrebbe essere quella che sancirà il passaggio di consegne tra Renzetti e una nuova proprietà. Il Pres non ha mai fatto mistero di voler cedere il club, confermando, in più occasioni, l’esistenza di trattative in tal senso.

Il momento, però, non è dei migliori per investire nel calcio. Tuttavia, il massimo dirigente bianconero ha sempre confermato che non lascerà il club nelle mani di avventurieri: e questa, è una garanzia non da poco, per tifosi e appassionati ticinesi. A questo punto, non ci resta che augurare (e augurarci) buon campionato.

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.