Svizzera: discrete prestazioni nell’insieme, ma sono mancati i risultati

Luci e ombre, in queste prime due partite della Svizzera in Nations League. Dopo la deludente sconfitta con l’Ucraina, la Nati ha infatti ottenuto un buon punto a Basilea contro la Germania che, unito alla secca sconfitta degli uomini di Schevchenko contro la Spagna, tiene così gli elvetici a galla in questo durissimo Gruppo 4 della Lega A.

I meriti vanno senz’altro anche a Petković: l’ex tecnico della Lazio, infatti, si sta dimostrando, con il passare del tempo, più duttile tatticamente, oltre al fatto di avere acquistato coraggio nel far ruotare i protagonisti. Ben 3, infatti, sono stati i volti nuovi inseriti da Vlado nell’undici che ha sfidato la Mannschaft, dopo la trasferta a vuoto a Leopoli: Benito, Widmer e Steffen.

Messi in campo con lo stesso 5-4-1 visto in Ucraina, con Seferović unica punta, i rossocrociati hanno inizialmente sofferto il pressing alto e il maggiore tasso tecnico dei tedeschi, che sono infatti passati in vantaggio, al 14′, con Gündogan, su assist di Ginter. Tutto molto bello, ma la palla è entrata sul palo di Sommer, che ha così dimostrato di non essere in un buon momento di forma, come già visto nella gara d’esordio. Senza contare il fatto che il giocatore del City, tutto sommato, ha avuto troppo spazio per battere a rete.

I rossocrociati, punti sul vivo, hanno però preso in mano, col passare dei minuti, le redini del gioco. Peccato siamo emerse le tradizionali difficoltà nei sedici metri avversari, prima con Steffen e poi con Seferović (il quale ha preso anche un palo nella prima frazione), che è comunque apparso complessivamente in crescita (bello il gol del momentaneo pareggio contro l’Ucraina).

Nella ripresa, caratterizzata da molti errori in attacco dei tedeschi, la Svizzera è pervenuta al pareggio, al 58′, con Widmer, che ha infilato con un bel tiro rasoterra incrociato il portiere avversario, su assist di un Embolo che, finalmente, è apparso su livelli di eccellenza. Rivedibile, però, nell’occasione, la retroguardia germanica.

Rammarico elvetico, a fine partita, per una sfida che, con un po’ più di precisione sottoporta, avrebbe anche potuto terminare con un’affermazione clamorosa dei rossocrociati. Soddisfazione da parte di Vlado che, ai microfoni della RSI, ha elogiato i suoi: “Peccato per la classifica: se guardo le prestazioni, quattro punti dopo due partite li avremmo meritati. Loro ci hanno pressato molto all’inizio, mettendoci in difficoltà, ma poi ci siamo ripresi  e abbiamo fatto bene. Poca precisione sotto porta, è vero: tuttavia mi reputo soddisfatto per la qualità della prestazione. La rosa è ampia, ho diverse opzioni: quando tutti staranno bene, prevedo che ci sarà grande concorrenza per scendere in campo nell’undici iniziale.”

Molto diverso l’umore nello spogliatoio accanto. Pesanti le dichiarazioni di Gündogan alla ZDF: “Sono deluso. Abbiamo perso palle che dovremmo gestire con facilità. Troppi gli errori individuali che ho visto nei passaggi, e sono cose che, a questi livelli, non debbono accadere. Non siamo riusciti a dare la necessaria profondità, in una partita che dovevamo vincere con due o tre gol di scarto. È fastidioso, sono arrabbiato e deluso.”

Sulla stessa frequenza il Ct della nazionale Jogi Löw: “Facendo un bilancio complessivo di queste due partite, mi dico che non abbiamo sfruttato delle buone opportunità che ci siamo creati per segnare. Questo ha così consentito, in due occasioni, ai nostri avversari, di rimontarci dall’1-0, e questo è naturalmente un aspetto negativo. In ottobre cercheremo di essere più concreti.”

In definitiva, per Vlado e i suoi, un bilancio deficitario a livello di punti raccolti (solo 1 in 2 partite, che lascia così la Svizzera all’ultimo posto, sinonimo di retrocessione il Lega B), ma abbastanza soddisfacente a livello di prestazioni. Non era facile riprendere dopo 10 mesi di inattività (problema che avevano tutti, beninteso).

Il tecnico, però, ha dimostrato di avere affrontato la difficile situazione con la giusta mentalità, facendo ruotare i protagonisti, e dando loro le giuste motivazioni, soprattutto dopo la sconfitta in Ucraina, che poteva avere ripercussioni psicologiche importanti. Granit Xhaka, nuovo capitano rossocrociato, ai microfoni della RSI ha voluto proprio sottolineare questo aspetto: “Petković ci ha fatto vedere le statistiche, dopo la partita con l’Ucraina, e ci ha dimostrato che, a parte il risultato, avevamo fatto meglio noi. Questo ci ha sicuramente stimolati a fare ancora meglio stasera.”

Anche la scelta del nuovo capitano si è dimostrata indovinata. Seppellite, ormai, le polemiche del 2018, il giocatore dell’Arsenal, ormai nella piena maturità, ha risposto con due prestazioni di spessore, nelle quali ha dimostrato di meritare i galloni da leader. Non era scontato, ed è una buona base dalla quale partire per costruire il futuro.

Rispetto alla Nations League, bisognerà fare la corsa sugli ucraini, per evitare una retrocessione che, seppure senza gravi conseguenze pratiche, suonerebbe come un ridimensionamento per un ambiente che, invece, sogna da tempo di poter essere considerato in un modo diverso da ciò che accadeva negli scorsi decenni.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.