La nuova Champions prende il via. Con il Liverpool ancora sul trono

Tra i tanti paradossi di questa stagione 2019/2020, la più lunga che il calcio professionistico ricordi nella sua storia, vi è quello relativo alla Coppa dei Campioni. Mentre a Lisbona si ritrovano le candidate a ereditare dal Liverpool il posto sullo scranno più alto d’Europa, è infatti partita a Nyon la stagione 2020/2021, inaugurata dall’ormai tradizionale torneo preliminare tra i Campioni nazionali delle quattro Federazioni dal più basso ranking UEFA.

Unica variazione rispetto alle ultime edizioni, un cambio tra le Federazioni coinvolte: in virtù delle buone prestazioni delle proprie rappresentative nelle scorse edizioni Gibilterra scala la classifica, e l’Europa F.C. si qualifica direttamente al turno successivo condannando per la prima volta dal cambio di formula i Campioni dell’Irlanda del Nord del Linfield al Preliminary Round. Tre Fiori (San Marino), Linfield (Irlanda del Nord), Drita (Kosovo) e Inter Club d’Escaldes (Andorra), si ritrovano in campo neutro a Nyon per giocarsi il ticket per il primo turno preliminare. Il sorteggio dell’UEFA dipinge un tabellone nel quale i Campioni di San Marino trovano quelli dell’Irlanda del Nord, lasciando Inter e Drita nella seconda semifinale.

La prima semifinale in ordine di tempo è quella tra Tre Fiori e Linfield. La gara, disputata a porte chiuse come ormai da prassi consolidata, nel primo tempo non regala grandi emozioni e le squadre tornano negli spogliatoi sul risultato di partenza con i ragazzi del Monte Titano che non subiscono oltremodo il Linfield. Nel secondo tempo, però, si gioca ad una porta sola: sono i britannici a fare la partita chiudendo il Tre Fiori all’angolo, con un monumentale Simoncini che salva il Tre Fiori in almeno due nitide occasioni con l’aiuto dei legni della propria porta. Il Linfield percepisce le difficoltà del Tre Fiori, e a venti minuti dalla fine riesce a sbloccare la gara: è Manzinga a recuperare sulla trequarti un pallone che gioca ai propri compagni, che con Héry trovano dal limite la saetta che si insacca sbloccando la partita traducendosi nella prima marcatura della nascente edizione della Champions League, tra le proteste dei sanmarinesi per un presunto fallo a inizio azione di Manzinga su Ficone non ravvisato dal direttore di gara. Il gol è una dura mazzata per il Tre Fiori, che cerca di pervenire al pari senza mai però spaventare Johns, e al contrario incassa nel finale il 2-0 di Manzinga, bravo ad approfittare dell’unica (grave) incertezza di Simoncini, che dal rinvio dell’estremo difensore avversario si fa ingannare dal rimbalzo del pallone ed esce fuori tempo permettendo a Manzinga di infilare nella porta vuota il pallone che chiude la prima semifinale.

La seconda semifinale è quella tra i Campioni del Kosovo del Drita (vincitori del Preliminary Round nella stagione 2018/2019) e gli esordienti andorrani dell’Inter Club d’Escaldes. Entrambe le compagini, a differenza di quelle coinvolte nella prima semifinale, hanno ripreso il proprio Campionato al termine del lockdown e ciò è evidenziato da una gara da subito più accesa: tutte nel primo tempo le reti che decidono la contesa, con i kosovari in vantaggio con lo splendido sinistro a giro della stellina Shabani ma ripresi dalla deviazione vincente di  Emili Garcia a ridosso della mezz’ora. Decisivo, allo scadere del primo tempo, è un altro tentativo da fuori: è Namani a trovare il jolly, con un destro dalla lunetta dell’area di rigore che supera Gomes e vale il definitivo 2-1.

Il gol del  numero 7 del Drita manda in finale per il terzo anno consecutivo una compagine kosovara nel Preliminary Round; saranno balcanici o nordirlandesi a regalarsi la sfida contro il Legia Varsavia, mentre la perdente proseguirà in Europa League il proprio cammino assieme a Tre Fiori e Inter d’Escaldes.

CHAMPIONS LEAGUE 2020/2021 – Preliminary Round

Semifinali – 08/08
Tre Fiori-Linfield  0-2  71′ Héry, 83′ Manzinga
Drita-Inter Club d’Escaldes  2-1  21 Shabani (D), 29′ Emili Garcia (I), 45’+3 Namani (D)

Finale – 11/08
Linfield-Drita

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.