La Challenge League svizzera è terminata: Losanna in Super League, Vaduz allo spareggio

Ieri, in Svizzera, si è chiusa la Challenge League dominata, in questa stagione, dal Losanna di Contini. Una vittoria meritata, per una compagine che abbiamo anche visto giocare dal vivo, in questa stagione, contro il Lugano in Coppa svizzera. Certo, non può una sola partita essere del tutto rappresentativa della stagione: tuttavia, in quella occasione, ci impressionarono favorevolmente la velocità, la proprietà di palleggio e la disciplina tattica.

Il progetto di risalita nella massima serie della società romanda, una delle più blasonate del panorama calcistico d’oltre confine (fondata nel 1896, 7 campionati e 9 coppe nazionali vinte) viene da lontano. Lo scorso anno fallì d’un soffio (l’Aarau, poi clamorosamente sconfitto nello spareggio dallo Xamax, precedette i vodesi di un solo punto); in questa stagione, invece, è stato raggiunto con grandissima determinazione.

Il condottiero in panchina, innanzitutto: Giorgio Contini, che abbiamo conosciuto ai tempi del Vaduz, e sul quale la società ha sempre creduto, anche dopo il mancato raggiungimento dell’obiettivo, lo scorso anno. Tecnico preparato e pacato, ha trovato un ambiente entusiasta, e una proprietà ansiosa di tornare nella massima serie, con uno stadio nuovo in costruzione (i colleghi romandi, venerdì a Cornaredo, ci hanno detto che l’inaugurazione è prevista per novembre).

Si dirà che fare risultati con un grosso budget è scontato. In realtà, non è sempre così: quando le aspettative sono elevate, bisogna saper reggere le pressioni, se si presentano problemi all’orizzonte. E, quest’anno, di situazioni critiche, ce ne sono state un’infinità. Tante incertezze sulla ripresa o meno, con tutto ciò che questo ha comportato, calendari ristretti e chi più ne ha più ne metta.

E, infatti, i guai sono arrivati, alla ripresa. Dopo la stupenda prestazione di Coppa contro il Basilea, che è stata di fatto la riapertura ufficiale del calcio in Svizzera, il Losanna, in campionato, ha infilato un filotto negativo di 3 pareggi e due sconfitte. Sembrava il preludio di un crollo clamoroso.

Il tecnico, invece, ha saputo scuotere i suoi: risultato, 4 vittorie consecutive. Poi ci sono state le due battute d’arresto contro il Vaduz e il Winterthur, dopo le quali è arrivata la squillante affermazione nel derby contro il Lausanne-Ouchy, che ha sancito il ritorno nella massima serie dei romandi, e che vi avevamo annunciato nell’immediato via Twitter.

Tra i protagonisti della stagione Aldain Turkes, bosnaico, 24 anni e 22 centri sinora: un profilo decisamente interessante assieme a Andi Zeqiri, che di anni ne ha invece 22, e di centri ne ha messi assieme 17. Una squadra a trazione anteriore, andata a segno in ben 84 occasioni (78 il Vaduz, secondo), con 36 reti subite: miglior attacco e miglior difesa del torneo.

Il Vaduz, invece, è in attesa di conoscere l’avversaria dello spareggio (una delle due tra Sion e Thun, come sappiamo). La squadra del Principato, dopo diverse stagioni anonime, messa nelle mani di Mario Frick (tra l’altro cittadino del Liechtenstein) ha sicuramente meritato il secondo posto, che contendeva al favoritissimo Grasshopper.

I biancorossi giocano normalmente con un efficace 3-4-1-2, che ha loro permesso di segnare molto, pur subendo qualche rete di troppo. Vantano uno stadio moderno (ci hanno giocato anche gli Azzurri), una società organizzata, e saranno un avversario temibile per la squadra di Super League che dovrà affrontarli. Con questi presupposti, non hanno certamente paura di affrontare la serie maggiore.

A proposito dello spareggio, la prima partita si giocherà nel Principato, e non si applicherà la regola del gol in trasferta: in caso di parità passerà chi avrà segnato più gol e, se al termine dei 180′ la parità fosse assoluta, si procederà con supplementari ed eventuali rigori. Sarebbe bello che questa novità venisse estesa anche alle Coppe europee

La grande delusione è invece il Grasshopper. Dato per favorito, ha dovuto presto cedere lo scettro di prima della classe al Losanna, apparso decisamente più forte. A Zurigo sono già iniziati i processi: l’amico Max Kern del Blick, oggi, ci è andato giù piuttosto pesante.

Certo, molte sono le responsabilità della passata gestione: però, di lavoro da fare ce ne sarà moltissimo. E non è detto che nella prossima stagione le cose saranno più semplici: molto dipenderà dall’esito finale della Super League e dalla squadra che retrocederà (o rimarrà, se fosse il caso del Vaduz) assieme allo Xamax, che è già di per sé un avversario temibile.

Due parole, infine, sul Chiasso. I rossoblù si sono salvati in virtù della sospensione dei campionati semiprofessionistici, avendo concluso malinconicamente all’ultimo posto, che occupavano prima della pandemia. Non esiste controprova, ma la sensazione è che difficilmente i ticinesi avrebbero potuto conquistare la salvezza sul campo.

Un’annata decisamente burrascosa, quindi, ma al temine della quale la squadra della cittadina di confine si è guadagnata il diritto di restare nel calcio che conta. Ora, dirigenza e staff tecnico dovranno trovare il punto d’equilibrio tra una situazione finanziaria non facile e la necessità di allestire una rosa che possa guadagnarsi, nella prossima stagione, una tranquilla salvezza.

Lo meritano soprattutto i tifosi che, nonostante tutto, hanno continuato a seguire la squadra che, nelle ultime settimane, ha dato qualche timido segnale di ripresa. È di ieri la vittoria casalinga con il Kriens, che ha chiuso il torneo e che ha fatto da culmine ad alcune buone prestazioni, dal punto di vista del gioco, in casa e in trasferta, anche se non sempre (per esempio al Riva IV contro il Vaduz) premiate da un risultato positivo.

CLASSIFICA DEFINITIVA CHALLENGE LEAGUE SVIZZERA

Pos. Squadra Diff. reti Punti | Pos. Squadra Diff. reti Punti
1 Losanna +48 73 | 6 Wil -1 49
2 Vaduz +25 64 | 7 Stade-Lausanne Ouchy -17 42
3 Grasshopper +17 61 | 8 Aarau -15 41
4 Winterthur -2 55 | 9 Schaffausen -28 32
5 Kriens -1 54 | 10 Chiasso -26 23

Legenda: promossa in Super League, ammessa allo spareggio promozione con la penultima della Super League

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.