Dopotutto, perché cambiare?

Il sogno di una notte di mezza estate, a Firenze, non si concretizzò. In realtà, non è che ce ne fosse uno in particolare, più che altro si sperava che dalla sede viola a stelle e strisce insomma da casa Commisso, il vento potesse cambiare per veder trasformata, nell’imminente futuro, anche l’identità di una Fiorentina che invece, in un pomeriggio di fine luglio, conferma Iachini, così, a sorpresa, spiazzando tutti, per scelta stessa di Commisso, e per il buon lavoro fatto dall’allenatore secondo presidente e dirigenza viola. Nulla contro Iachini, ma fu Commisso a scegliere di continuare con Montella, lo scorso anno, e insomma, dai, non facciamo paragoni, semplicemente speriamo che per la viola le cose vadano diversamente, l’anno prossimo. A sorpresa, Iachini, così come a sorpresa, Pioli, che si prende i meriti di un post lockdown che ha reso finalmente grande il Milan, che se il campionato fosse durato qualche giornata in più magari la Roma l’avrebbe perfino acciuffata. Pioli rinnova, Ibra magari resta, e insieme a gestire l’anima rossonera, che ha bisogno di ritrovare rabbia e convinzione, e prepararsi con calma e precisione.

Roma, resteranno Inzaghi e Fonseca, Napoli: De Laurentiis blinderà Gattuso, l’Inter ha Conte e bene così nonostante qualche chiacchiericcio recente, Cagliari: forse Liverani, ma è presto adesso, prima bisognerà capire come finirà la stagione in Salento, e poi, Torino, per una situazione double face: Giampaolo ai Granata per il post Longo, situazione in dirittura soprattutto se l’allenatore sarà accontentato sul mercato, chiosa sull’uomo più discusso: Maurizio Sarri. Tutt’altro che osannato dal popolo juventino, ma alla fine, lo Scudetto è arrivato, Coppa e SuperCoppa son ricordi, ormai, e la Champions? Ecco: quello può sembrare un crocevia, anche se quel #SarriOut che spopola, sui social, non collima con le intenzioni di una dirigenza che, per adesso, è convinta di continuare così.

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