Il Lugano è salvo con un turno d’anticipo: 3-1 al Servette

Dal nostro inviato a Lugano (CH).

Ultima partita in casa, per l’undici ticinese, di questo campionato tormentato, per le note vicende legate alla pandemia. In palio, contro un Servette già qualificato per l’Europa League, con qualche rincalzo nell’undici iniziale, la salvezza matematica per la compagine bianconera. Ne esce una sfida tutto sommato ben giocata, con un Lugano in difficoltà nella prima frazione (chiusasi sull’1-1, in virtù dei gol di Kone e dell’autogol dell’ex Roullier) ma decisamente più disinvolto nella ripresa. I ticinesi, infatti, vanno a segno nel secondo tempo con Gerndt e Marić, guadagnandosi una meritata salvezza in anticipo di una giornata. 

Si parte su ritmi blandi (fa molto caldo), coi ginevrini che dimostrano, sin dalle prime battute, una buona proprietà di palleggio. I bianconeri, con la maglia verde dedicata alla fondazione Greenhope, chiudono però bene gli spazi agli avanti avversari. Sono dei sottocenerini le prime palle gol dell’incontro: al 13′, Lovrič, lanciato in area, supera Kiassumbua in disperata uscita, ma la difesa ginevrina salva sulla linea. Al 17′, bella ripartenza ancora di Lovrič, che mette a centro area per Gerndt, tutto solo: lo svedese non c’arriva per un soffio. Al 20′ passa però il Servette: elegante discesa di Imeri sulla sinistra, lanciato da Stefanović con un pallone col contagiri, che mette al centro. Velo intelligente di Cognat, e pallone che arriva sui piedi di Kone: sinistro rasoterra preciso dell’ivoriano sul palo opposto, e pallone che s’insacca alle spalle di Baumann. I ticinesi accusano il colpo: i ginevrini sono più rapidi, e Lavanchy, in particolare, soffre molto sulla sua fascia la dinamicità di Imeri. Al 40′ è infatti ancora lui, grazie a un errore in disimpegno di Marić, a entrare in area e concludere: ci pensa Daprelà, sul secondo palo, a spazzare. Nel loro momento più difficile, però, al 42′, i padroni di casa trovano il pareggio: Lungoyi, ricevuta palla sulla destra da Lovrič, supera Henchoz e calcia verso il centro dell’area. Roullier, nel disperato tentativo d’intercettare il pallone, mette invece lo stesso alle spalle di Kiassumbua.

Ripresa senza cambi, ma con un Lugano che scende in campo con maggiore decisione, alzando i ritmi. E al 50′ i bianconeri passano: Sabbatini manovra al limite dell’area, e serve Custodio. L’ex Lucerna vede Gerndt appostato sul secondo palo, e lo serve con un lancio preciso: Kiassumbua resta tra i pali, e lo svedese lo infila con un potente colpo di testa. Il gol del vantaggio fa bene ai padroni di casa, che acquistano fiducia: Lungoyi in particolare, con la sua stazza fisica, e la sua rapidità, è una minaccia costante per la difesa Grénat. Con l’avvicinarsi della fine dell’incontro, i ginevrini provano a pressare: i ticinesi, però, reggono l’urto abbastanza agevolmente e, anzi, all’82’, mettono il risultato in cassaforte. Custodio, ricevuta palla da Sabbatini sulla trequarti vede, ben piazzati in area, Marić e il nuovo entrato Janga. Centro perfetto dell’ex Lucerna, e colpo di testa vincente del difensore bianconero. La partita ormai non ha più storia: c’è così spazio per qualche rincalzo, ma il risultato non cambia più. Il 3-1, per i ticinesi, significa ancora una volta salvezza.

LUGANO-SERVETTE  3-1  (1-1)

Lugano (4-4-2): Baumann 6; Kecskés 6, Marić 6.5, Daprelà 6, Lavanchy 5; Yao (90′ Jefferson sv), Custodio 6.5 (90′ Čovilo sv), Lovrič (67′ Guidotti 6), Sabbatini 6.5; Gerndt 6.5 (80′ Janga sv), Lungoyi 6.5 (90′ Macek sv). A disp.: Da Costa, Untersee. All.: Jacobacci 7
Servette (4-4-2): Kiassumbua 5; Sauthier (76′ Mazzolini 6), Roullier 5.5, Henchoz 5.5, Iapichino 6 (59′ Gonçalves 6); Stefanović 6.5 (70′ Ajdini 6), Martial 6, Maccoppi 6.5 (59′ Holcbecher 6), Imeri 7; Cognat 6.5 (70′ Guerin 6), Kone 6.5A disp.: Frick, Vouilloz. All.: Geiger 5.5
Arbitro: San
Marcatori: 20′ Kone (S), 42′ aut. Roullier (L), 50′ Gerndt (L), 82′ Marić (L)
Note – Ammoniti: 63′ Lovrič, 76′ Marić, 78′ Baumann (L); 88′ Ajdini (S)

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.