Comunque vada, è un San Gallo da titolo

Peter Zeidler, tecnico tedesco del San Gallo, è uno dei personaggi che ci piace di più in questo ambiente calcistico d’oltreconfine. Sposiamo la sua filosofia di calcio, innanzitutto: pressing alto, palleggio, ricerca costante della porta avversaria. Il tecnico, originario del Baden-Württemberg, ha uno stile che ricorda un po’ quello di Klopp e di Rangnick.

Non a caso, tra l’altro, qualcuno lo darebbe come possibile braccio destro del futuro plenipotenziario di cose rossonere a Milanello: glielo hanno già chiesto, presumiamo, visto come ci ha sorriso quando gli abbiamo detto che venivamo da Milano, anticipandoci con cortesia che, se glielo avessimo domandato, non ci avrebbe risposto: ma, del resto, fa parte del gioco delle parti.

Zeidler, in questo momento, ha in testa una sola cosa: arrivare davanti a Young Boys e Basilea. All’andata ci aveva detto che era contento della prestazione dei suoi (che avevano vinto 1-3), che il suo pensiero era salvarsi il prima possibile, e che la vittoria lo ripagava dell’amarezza di essersi visto sfuggire la qualificazione per l’Europa League proprio a Cornaredo, la scorsa stagione. Ironia della sorte, i ticinesi hanno poi giocato, come sappiamo, la fase a gironi della competizione europea proprio al kybunpark.

Oggi, le prospettive sono diverse. Certo, si deve confrontare contro una squadra esperta come quella bernese (il Basilea, vista anche la sconfitta di Sion, difficilmente potrà rientrare in gioco, secondo noi: dovrebbe inanellare una bella serie di risultati positivi e sperare nel crollo delle due battistrada), guidata da un tecnico intelligente e preparato come Seoane (e anche lui sempre cortese e disponibile). Tuttavia, noi che le abbiamo viste giocare dal vivo tutte e 3, la nostra scelta l’abbiamo già fatta.

Del San Gallo, come abbiamo detto, ci piace la proprietà di palleggio. L’azione con la quale si è arrivati al rigore del pareggio, sotto questo aspetto, è stata esemplare. Ruíz va in pressing su Lavanchy, Muheim raddoppia, e il San Gallo prende palla. Lo stesso Ruíz serve Demirovic che, di prima, lancia Ribeiro in profondità sulla fascia, tagliando fuori la difesa avversaria. Pallone a centro area, con Guidotti che trattiene Görtler (forse il migliore dei suoi) che si stava avventando sulla sfera. 3 passaggi da centro campo per arrivare in porta, con la difesa avversaria schierata.

Già, la difesa del Lugano. I ticinesi, in questa stagione, vantavano una delle difese meno battute del torneo (le ultime due partite hanno un po’ rovinato la media: ma resta comunque la quarta, con 36 reti subite). Ecco, di queste 36, 12 le hanno messe a segnoBrodisti, nelle 4 sfide di quest’anno. Il tutto per un totale di 63 gol segnati in 29 partite (come lo Young Boys).

Il San Gallo, insomma, segna. Subisce anche (43 i gol incassati, contro i 35 dei bernesi: pesano, in questa fase post Covid19, i 4 presi in casa con lo Zurigo, i 2 dal Thun, i 3 ieri sera in Ticino). In definitiva, però, vederli giocare è decisamente piacevole: palleggio, nessuna paura di cercare i duelli individuali, velocità, carattere. Raramente vediamo, tra l’altro, fare una sostituzione tattica dopo meno di mezz’ora: Zeidler, invece, dopo aver visto Létard andare in difficoltà contro Janga e Gerndt, non si è fatto problemi a toglierlo dal campo. È giovane (un ’98), avrà tempo di riflettere e di recuperare.

A inizio ripresa, i Brodisti hanno incassato il gol a freddo di Gerndt, astuto a superare il portiere avversario con un pallonetto di testa, dopo aver chiuso il primo tempo meritatamente avanti. Due minuti più tardi, si erano già riportati in vantaggio: gol annullato su intervento del VAR. Come se niente fosse, sono ripartiti azzannando i sottocenerini, e al 51′ sono passati di nuovo. Certo, ci sono state responsabilità della retroguardia di Jacobacci: però, Demirović era lì, come un falco, in mezzo tra Marić e Kécskes.

Quando i ritmi sono calati, i biancoverdi hanno anche provato a gestire la partita. Ed è stato bravo Jacobacci a centrare in pieno i cambi, gettando nella mischia il quasi inedito, per la Super League, Lungoyi che, secondo noi, a Zeidler piacerebbe avere tra i suoi: rapido, potente, con tanta voglia di cercare l’uno contro uno.

Uno così non poteva che spaccare la partita. Dal suo piede è partita l’azione che ha portato al pareggio bianconero: e il tecnico biancoverde, a fine partita, si è detto felice di non aver perso. Perché questo tedesco pragmatico, mai banale anche quando parla di cose extracalcistiche, nonostante abbia ai suoi ordini una squadra superiore, sa rendersi conto di quando le cose girano storte. E quindi, punto guadagnato, senza recriminazioni su ciò che avrebbe potuto essere.

In conclusione, del San Gallo (lo avevamo già scritto tempo fa) ci piace molto questo aver puntato sui giovani, valorizzandoli. Itten, tra i più esperti, già entrato nel giro della Nati, è un ’96 (nato a Santo Stefano tra l’altro: quasi un ’97): guardando il tabellino della rosa, vedrete che di nati prima del 1995 ce ne sono pochini.

La lotta, quindi, pensiamo che, da qua a fine mese, sarà tra l’usato garantito (e che usato…) di Seoane e il nuovo che avanza di Zeidler. Noi ci auguriamo che prevalga quest’ultimo, pur non volendo augurare nulla di male all’ex tecnico del Lucerna, che riteniamo persona preparata e mai sopra le righe. Però, una vittoria così importante questa squadra la meriterebbe, per tanti motivi. Non siamo soli: anche Sabbatini, in conferenza stampa, ha voluto sottolinearlo.

L’appuntamento tra i due tecnici, a fine agosto, è fissato alle 16.00 a BernaStade de Suisse. Ci piace pensare che, quel giorno, i giochi non siano fatti, e che i due tecnici possano guardarsi negli occhi, prima della partita, con un sorriso, battendo i pugni l’uno contro l’altro, e dicendosi “Vinca il migliore”. 

Ed è un peccato che, con tutta probabilità, saranno presenti solo 1.000 fortunati, estratti a sorte. Perché sarebbe stato bellissimo vedere lo stadio, uno dei più belli della Confederazione, ribollire di passione. Per i tifosi dell’Ostschweiz, tra i più caldi della Svizzera, così come la società, che ha messo in piedi un riuscito progetto di fidelizzazione dei tifosi, in occasione del Coronavirus, apprezzato dai fans. E lo meritavano sia Peter Zeidler che Gerardo Seoane. Sarà per la prossima volta.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.