Il Subbuteo ieri e oggi – Le regole dell’Old Subbuteo

Spiegare le regole del Subbuteo (specificamente dell’Old Subbuteo) potrebbe apparire banale. In realtà, visto che ci rivolgiamo non solo a un pubblico di nostalgici ex ragazzi degli anni ’70/’80, crediamo sia quanto meno doveroso, in attesa di potervi illustrare le attività attuali degli appassionati in modo che, chi lo volesse, giovane o diversamente giovane, possa avvicinarsi a questo mondo, trovando degli entusiasti compagni di gioco.

Essendo una riproduzione del calcio vero, si gioca su un piano in tessuto (simile a quello del biliardo) che riproduce un campo da football, delle misure di circa 140 per 91 cm, e con due squadre, rappresentate da miniature in plastica con, alla base, una semisfera appesantita da un piccolo peso all’interno, e appiattita sul fondo.

Foto
da https://conankrom.jimdofree.com/

La forma della base di appoggio, così particolare, permette il cosiddetto “girello”, vale a dire un movimento curvo della miniatura, che consente alla medesima di aggirare quella dell’avversario interposta davanti alla palla. Siccome è più facile vederlo che spiegarlo, vi invitiamo a guardare il filmato qua sotto.

La capacità di eseguire questo colpo in modo efficace divide i giocatori tra quelli di livello e il resto del mondo. Il “tocco a punta di dito” è la regola principale e l’unico ammesso per spostare le miniature e colpire la sfera (di plastica, e di dimensioni enormi rispetto a un pallone eventualmente proporzionato alle dimensioni delle miniature medesime), come vedremo dettagliatamente in seguito.

Il movimento impresso, abbassando il baricentro della riproduzione del calciatore, se fatto correttamente, mantiene in piedi la stessa al termine dell’azione. Il tutto sottintende allenamento e pazienza per imparare e affinare la propria tecnica. Ma una delle cose belle del Subbuteo è proprio questa: la possibilità di far crescere la propria abilità attraverso la pratica . In fondo, è una metafora della vita; e, soprattutto i più giovani, potranno imparare che l’impegno e l’allenamento fanno crescere. Un insegnamento che potranno poi applicare in tutti i campi dove saranno chiamati a “giocare”.

Le miniature di movimento sono tutte uguali. Il portiere (riprodotto solitamente in tuffo) viene manovrato dal giocatore per mezzo di un’asticella. In determinate fasi del gioco, stabilite dal regolamento (un documento dettagliato piuttosto lungo), può essere sostituito dal “portierino”. Volendo semplificare in modo estremo, i giocatori mantengono il possesso palla finché la miniatura utilizzata (che ha però il limite massimo di tre tocchi della sfera) resta in contatto con la medesima, o con un’altra della squadra.

Foto da https://conankrom.jimdofree.com/

Si perde palla quando la stessa tocca una miniatura dell’avversario. Il tiro in porta è possibile quando la sfera supera la “linea di tiro”. Questa (che non esiste nel calcio vero, ovviamente) è tracciata parallelamente alla linea di fondo, dalla quale dista circa 30 cm. Come a San Siro o a Wembley, bisogna fare gol, naturalmente. Le porte hanno reti reali, pali rotondi in determinate versioni (in quella di base sono quadrati) e vederle gonfiarsi riempie di gioia (o di sconforto: dipende se le fai o le subisci). Provare per credere.

Ma ascoltiamo il nostro esperto Maurizio su questo fondamentale: “La mano si mette sul panno ‘a ragno’ appoggiata sul panno con i 4 polpastrelli in appoggio e solo l’indice per colpire l’omino con l’unghia tenendo il dito perpendicolare al campo e non inclinato. Le dita devono assicurare la mano ferma sul campo infatti è vietato strisciare, cioè accompagnare il colpo di dito con il polso o, peggio, con la spinta dell’avambraccio.”

“Nel posizionare la mano sul campo bisogna prestare la massima attenzione a non toccare le miniature dell’altra squadra. In quel caso, la palla passa all’avversario. Questo spesso avviene quando la foga agonistica è al parossismo perché ci si appresta a tirare in porta. Un buon giocatore lo sa, e cercherà di fare densità di miniature in difesa per non permettere all’avversario di potersi piazzare comodamente e calibrare il tiro.”

Al di là di quanto abbiamo diffusamente spiegato, siccome è più semplice vedere, alleghiamo (soprattutto a uso dei più giovani) un video, per facilitare la comprensione di quanto sopra esposto e dare uno spunto per cercarne altri in rete. Magari per scoprire, dopo un po’, di avere voglia di provare a giocare dal vero.

La disposizione in campo delle squadre è regolamentata anch’essa, ovviamente. Sarà quindi possibile spostare una o più miniature a palla ferma, prima che l’azione riprenda (tre a testa prima di un calcio d’angolo ecc.). Tuttavia, se con una miniatura, anziché la palla, si va a colpire una dell’avversario si commette fallo e, come nella realtà, il gioco riprenderà con una punizione contro il giocatore autore dell’infrazione, nella posizione dove è stata commessa. In area, naturalmente, sarà calcio di rigore.

Potrebbe apparire difficile: in realtà, come in tante cose, serve fare pratica. Allenarsi, esercitarsi, magari sotto la guida di qualcuno già in possesso di buone abilità. Nelle prossime settimane, attraverso il nostro contatto Maurizio, webmaster del sito https://conankrom.jimdofree.com/, vi daremo qualche indicazione su come accedere a questo affascinante mondo.

3 – Continua. Qua la prima e seconda parte

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.