Ciclismo, le grandi squadre italiane – Sammontana

L’emergenza coronavirus ha interrotto, come è giusto che sia, qualunque tipo di attività sportiva. Ciclismo compreso. In questo periodo di forzato stop, è bello aprire il libro della storia di questo meraviglioso sport e ripercorrere le vicissitudini delle più importanti squadre italiane. Quest’oggi è il turno della Sammontana.

Il richiamo della foresta nel ciclismo è stato pressoché un mantra. Come abbiamo avuto più volte modo di appurare, diverse aziende hanno tentato l’avventura nel mondo delle due ruote in due periodi. Una particolare categoria alla quale appartiene anche la Sammontana. La storica azienda empolese, specializzata nella produzione di gelati e di proprietà da sempre della famiglia Bagnoli, ha affrontato la sfida ciclistica in due occasioni.

Il primo periodo fu di durata biennale, nel 1973 e nel 1974. La Sammontana subentrò alla Ferretti come sponsor principale della formazione diretta da Alfredo Martini. Furono due anni in cui in gruppo comparve la splendida maglia gialla a inserti blu, mentre dal punto di vista dei risultati quello principale per la squadra empolese fu colta da Franco Bitossi. Cuore Matto corse con la Sammontana nel 1973, abbandonando la Filotex, e in quella stagione si impose al Giro dell’Emilia. Al Giro d’Italia del 1974, fu Giuseppe Perletto a regalare alla compagine gialloblu un successo, nella 14/a tappa, la Pietra Ligure – Sanremo (anche approfittando di una caduta che coinvolse il compagno di fuga Miro Panizza).

Nel 1981, il ritorno della Sammontana in gruppo. L’azienda empolese sponsorizzò la formazione diretta da Waldemaro Bartolozzi. Costruita attorno a un giovane neoprofessionista, un veneto di Sandonà di Piave, Moreno Argentin. Quest’ultimo fu l’autentico faro della formazione gialloblu che però nel 1985 divenne biancoceleste, in quanto si fuse con la Bianchi prendendo giustappunto il nome di Sammontana-Bianchi nel 1985 e nel 1986.

Argentin vinse 7 tappe al Giro d’Italia tra il 1981 e il 1984. Due frazioni nel 1981 (Cosenza e Livorno), una nel 1982 (Agrigento), due nel 1983 (Salerno e Gorizia), due nel 1984 (sul San Luca a Bologna e sul BlockHaus) con il terzo posto in classifica generale dietro Moser e Fignon. E poi, negli ultimi due anni con la Sammontana, 1985 e 1986, Argentin si trasformò in Duca di Liegi, imponendosi nelle sue prime due (delle quattro totali) Liegi-Bastogne-Liegi. Nel 1985, il veneto bruciò in uno sprint ristretto Criquelion e Roche, mentre l’anno dopo fu sempre il più veloce battendo in volata Van der Poel, Pedersen e ancora Criquelion. A completare il tutto, arrivò nel 1983 il titolo italiano vinto a Camaiore e il Mondiale del 1986, quando Argentin si impose sulle strade statunitensi di Colorado Springs.

Sì, praticamente la seconda versione ciclistica della Sammontana fu tutta Moreno Argentin. Eccezioni? Paolo Rosola, velocista di Gussago che nel 1985 vinse al Giro d’Italia le tappe di Crotone e Domodossola. E poi Claudio Torelli, trionfatore nel 1983 al Trofeo Laigueglia.

Alla fine del 1986, la Sammontana lasciò definitivamente il ciclismo, cedendo il testimone alla Gewiss. Ma, chissà, un noto proverbio afferma che non ci sta due senza tre.

Carta d’identita e palmarès

Nome: Sammontana
Periodo di attività: 1973-1974; 1981-1986
Colori sociali: gialloblu (biancoceleste nel 1985 e 1986)
Grandi Giri: 0
Podi nei Grandi Giri: 1; Giro d’Italia 1984, 3° Argentin
Tappe nei Grandi Giri: 10; tutte al Giro d’Italia, 1 nel primo periodo con Perletto nel 1974; 9 nel secondo periodo (7 Argentin, 2 Rosola)
Classiche Monumento: 2; Liegi-Bastogne-Liegi, 1985-1986 con Argentin
Altre grandi classiche internazionali: 0
Grandi classiche italiane: 2; Giro dell’Emilia 1973 con Bitossi; Trofeo Laigueglia 1983 con Torelli
Grandi corse a tappe di una settimana: 0

Condividi
Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.