Serie D, quali sarebbero le nove squadre promosse. Ma nel girone H si rischia il caos

Il tempo continua a passare e l’emergenza Coronavirus non lascia trasparire ancora segnali sufficientemente positivi per pensare di ricominciare con il calcio. Un discorso che non vale tanto per la Serie A, per cui si farà di tutto pur di farla terminare anche per gli importanti interessi economici che ci girano attorno, quanto più per le serie inferiori. E così, ieri la Lega Pro avrebbe creato una prima ipotesi su come concludere la stagione in Serie C, influenzando ovviamente anche la Serie D: promosse quattro squadra in Serie B (idealmente, Monza, Vicenza e Reggina, più una quarta da un sorteggio ancora da definire), a loro volta sostituite da quattro retrocesse dalla B, nessuna retrocessa in D e nove arrivi dai dilettanti.

Allo stato attuale, dunque, si profilerebbe una Serie C con 69 società, sempre che riescano ad arrivare all’iscrizione del prossimo anno tutte le squadre: un’ipotesi tutt’altro che scontata in un campionato che ogni anno fa emergere drammatici problemi economici e che rischiano di falsare la stagione stessa. Le nove in più rispetto al numero regolare sarebbero dunque tutte le nove capoliste dei rispettivi gironi in Serie D, con grandi ritorni tra i professionisti e anche alcune sorprese.

Una stagione conclusa così significherebbe rivedere subito tra i “pro” la Lucchese, retrocessa lo scorso anno, e il Palermo reduce dal fallimento, ma anche grandi squadre del passato che riuscirebbero finalmente a uscire da una crisi durata per anni: un discorso che vale per nomi storici come Pro Sesto, Mantova e Turris, così come per il Grosseto, che soltanto lo scorso anno militava ancora in Eccellenza. Ma, ovviamente, largo anche alle sorprese: in Serie C, infatti, andrebbero anche il Campodarsego, il Matelica (arrivato per la prima volta solo in Serie D nel 2013) e Bitonto, mai arrivato tra i professionisti.

Una soluzione che sarebbe complessivamente condivisa per alcune situazioni (in primis per Palermo e Mantova, le capoliste che hanno il maggior vantaggio sulle inseguitrici), ma molto meno in altre. E il girone che sembra promettere già guerra, aprendo già le porte a un’estate da passare nei tribunali, è l’H, quello che vede al momento capolista proprio una delle cenerentole di questa stagione, il Bitonto. Il gruppo che comprende squadre pugliesi, calabresi, campane e lucane è senza dubbio uno dei più difficili ed equilibrati di tutto il mondo dilettantistico, anche perché ha al suo interno società con nomi pesanti e storici: Foggia, Taranto, Cerignola, Fidelis Andria e così via.

In più, la parte altissima della classifica è tutto fuorché già definita: i neroverdi sono capolisti con 55 punti, ma Foggia, Sorrento e Audace Cerignola sono alle spalle rispettivamente a -1, -5 e -6. Insomma, una situazione ancora aperta, anche perché il Bitonto, dopo una strepitosa prima parte di stagione, era reduce da un momento non proprio positivo e il rischio di non riuscire a concludere il campionato da capolista era reale. Per questa ragione, l’idea di una promozione diretta della squadra di Taurino non piace e proprio Foggia e Cerignola sembrano essere decise a sfidare i vertici federali pur di evitare questa soluzione per loro sfavorevole.

La ragione è semplice. Il Foggia, fallito lo scorso anno dopo la retrocessione dalla Serie B e ripartito dai dilettanti, ha investito un’enorme quantità di soldi per provare a ritornare subito tra i professionisti, mentre il Cerignola ha avuto la situazione paradossale di ritrovarsi in dubbio addirittura a campionato già cominciato su un eventuale ripescaggio in Serie C, con la società che aveva intanto creato una compagine potenzialmente già pronta per una serie superiore a quella dei dilettanti. E se i gialloblù non sono riusciti a giocarsela per il titolo come avrebbero voluto è dovuto soltanto al disastroso inizio di stagione sotto la guida di Potenza, anche lui ingaggiato per un’eventuale campionato tra i “pro”.

Difficile pensare che queste due squadre, con ancora una parte importante della stagione avanti, decidano di accettare senza passare dalla giustizia una soluzione come quella ventilata ieri dalla Lega Pro. A maggior ragione se si chiudono tutte le porte a qualsiasi ripescaggio, visto che una Serie C in abbondanza con 69 squadre potrà perdere squadre, ma non guadagnarne di nuove. Insomma, non si potrà ripetere quella paradossale situazione avvenuta lo scorso anno nel Girone D, che vide ben tre promosse (Pergolettese campione, Modena e Reggio Audace ripescate). Ma l’impressione è che qualsiasi decisione verrà presa, con una Serie D quasi sicuramente (e, aggiungo, giustamente visti i rischi sanitari che si corrono a questi livelli con una pandemia in corso) già finita, darà vita a battaglie lunghissime ben lontano dal terreno di gioco.

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