In Messico non ci saranno promozioni e retrocessioni per 5 anni: come cambiano le leghe

Per i prossimi cinque anni, in Messico non esisteranno più promozioni e retrocessioni, seguendo così il modello della Major League Soccer. La decisione è stata ufficializzata dal presidente della Liga MX Enrique Bonilla, tra l’altro reduce dalla guarigione da Covid-19: nel calcolo dei voti dei 18 club della massima divisione calcistica, più i 12 della Liga de Ascenso (la seconda divisione), è risultata questa scelta di mettere fine al sistema di salita e discesa nelle due serie.

Alla base della chiusura ci sono principalmente ragioni economiche. In parte dovute proprio all’emergenza Coronavirus, ma il calcio messicano è entrato da tempo in una fase di enorme fragilità economica, ormai ingestibile. Un sistema che ormai era vicino al collasso e che si è provato a salvare negli anni anche con l’introduzione di un sistema di certificazioni in grado di garantire la solidità economica di tutti i club, soprattutto per quelli che arrivavano dalla seconda serie. Per giocare in massima serie è necessario dimostrare di avere soldi a sufficienza per gestire la stagione, avere delle strutture idonee e garantire la provenienza lecita dei soldi investiti. Quest’ultima, una questione particolarmente delicata in un Paese spartito tra i cartelli della droga e dove i livelli di corruzione e criminalità sono tra i più alti al mondo. E, secondo le ultime voci, nessun club di quelli attualmente in Liga de Ascenso (comunque già considerata terminata e annullata nell’attuale stagione) avrebbe ottenuto una certificazione.

Qualche voce dissenziente, in realtà, c’è stata: si è segnalata soprattutto quella di Carlos Vela, stella del calcio messicano e oggi attaccante dei Los Angeles Galaxy, che su Twitter ha provato a lanciare una campagna di sensibilizzazione “Senza promozione non c’è sviluppo” e “SiamotuttiAscenso”. E, in effetti, sospetti su questa mossa della lega ce ne sono, sostenendo che alle spalle ci sarebbero interessi ben diversi: uno di questi, l’idea di unire il campionato messicano proprio alla Major League Soccer, un’idea che da anni continua a girare senza aver mai trovato attuazione.

Che ne sarà dunque delle squadre di seconda divisione? Intanto, Bonilla ha garantito un pagamento annuale di 845 mila dollari come ricompensa e c’è anche l’idea di trasformare quel campionato in una lega, che prenderà il nome di “Liga de Desarollo” diretta allo sviluppo di giovani calciatori messicani, includendo dei limiti per i calciatori di oltre 23 anni. Solo idee, per il momento, perché ancora non è chiaro come effettivamente si svilupperanno.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.