ESCLUSIVA – Kuliev (Turkish Football News): “Turchia, ecco perchè è l’unico campionato attivo in Europa”

Alla fine, l’emergenza Coronavirus ha costretto non solo l’Italia, ma tutta l’Europa a chiudere i battenti nel mondo dello sport. Il virus si sta diffondendo sempre di più e ogni giorno emergono nuove positività anche all’interno delle società sportive, con alcuni atleti che hanno rischiato addirittura di contagiarsi tra di loro, magari partecipando agli eventi sportivi con la malattia in stato di incubazione.

L’unico Paese dove ancora si registra una forma di resistenza a questa chiusura complessiva è in Turchia. È proprio qui che, al momento, lo sport non sembra volersi fermare, in primis il calcio. Si è deciso per la chiusura degli stadi, ma le squadre continuano ad allenarsi e la Federazione ha dato l’ok per giocare anche il prossimo week-end. Ma proprio in queste ore, società e calciatori hanno iniziato a ribellarsi e a protestare, dando vita a un vero e proprio braccio di ferro con i dirigenti federali. Ce ne ha parlato in esclusiva Elnur Kuliev, giornalista turco che scrive per il blog Turkish Football News.

In molti Paesi europei sono state adottate in queste settimane delle misure molto restrittive nella vita delle persone, con l’obiettivo di salvaguardare il più possibile la popolazione dalla diffusione del Coronavirus. Cosa sta succedendo in Turchia e come ha risposto il governo?

Il Governo turco ha applicato misure piuttosto forti e dirette a prevenire la diffusione del Coronavirus. Sono stati chiusi tutti i locali notturni, bar, ristoranti e caffetterie e anche i centri commerciali hanno ridotto i propri orari, rimanendo di fatto aperti dalle 12 alle 20. Da domenica, si sta continuando a invitare i cittadini a rimanere a casa e mantenere le dovute distanze nei contatti sociali.

Il campionato turco è al momento l’unico in Europa a non essere stato bloccato e la questione è emersa nelle ultime ore, quando si è diffusa la notizia della rescissione consensuale del contratto di John Obi Mikel con il Trabzonspor. Quali sono le ultime novità e perché la Federcalcio non vuole fermare il campionato? In più, quali sono state le reazioni dal mondo dello sport e c’è qualcuno davvero qualcuno convinto che andare avanti sia la scelta giusta?

La Federazione di calcio in Turchia ha affermato, sulla base dell’analisi delle proprie istituzioni scientifiche, che la Turchia dispone delle organizzazioni più sicure. Il Galatasaray, in particolare modo il proprio allenatore (Fatih Terim, ndr), si è schierato in maniera apertamente contraria a questa decisione nel week-end. A parte loro, gli altri sono rimasti più cauti, anche a livello di organi, ma probabilmente perché ci si attendeva già da ieri che il campionato venisse sospeso. E, in effetti, già da ieri un certo numero di giocatori, allenatori, proprietari, l’Unione dei giornalisti sportivi e l’Unione dei giocatori hanno fatto appello per rinviare il campionato.

Ma quindi la decisione della Federazione non è in linea con quanto stabilito dal governo? C’è stata qualche forma di pressione da parte di Erdogan o dal governo al riguardo?

La settimana scorsa, il presidente della Federcalcio aveva stabilito che si sarebbe giocato regolarmente in campionato, anche a porte aperte, salvo cambiare parzialmente idea 3 ore dopo in seguito all’incontro con i ministri e lì si è deciso almeno di giocare a porte chiuse. Oggi Erdogan ha tenuto un nuovo incontro, ma non ha menzionato gli eventi sportivi nella conferenza seguente. Davanti alle critiche, la Federcalcio ha affermato in un comunicato che lo sport sta semplicemente seguendo le linee del governo. In ogni caso, è previsto un incontro domattina tra l’esecutivo della Federcalcio ed è possibile che si decida di sospendere anche qui il campionato.

In quanto giornalista, che cosa ti preoccupa di questa situazione? Credi che siano preoccupati anche giocatori, proprietari e tifosi?

Anche se la situazione non sembra essere più o meno troppo drammatica in Turchia, si sa poco del virus. Non è chiaro come si comporterà questo virus in Turchia come nel resto del mondo. Il primo caso è stato annunciato lo scorso giovedì sera e martedì notte risultavano 89 casi e un morto. Se consideriamo però gli inevitabili contatti nello sport, oltre ai vari viaggi e spostamenti, dal mio punto dista il rischio che calciatori e altri membri dello staff siano infettati deve essere preso in considerazione.

Nelle ultime ore, hanno fatto parecchio rumore le parole del presidente del Trabzonspor, Ahmet Agoglu, secondo cui “Se dovessimo sospendere il campionato, non troveremmo abbastanza giudici per le sentenze di divorzio”: qual è il tuo commento al riguardo? E cosa ci sai dire di lui?

Il Trabzonspor sta vivendo un ottimo momento e sono capolisti in campionato, hanno l’opportunità di vincere un trofeo che manca dal 1983. È possibile che sia preoccupato per una cancellazione totale del campionato. Credo sia la ragione di questo commento, dal mio punto di vista. Oggi però ha usato toni decisamente più pacati, affermando che avrebbe rispettato tutte le decisioni prese.

Credi che alla fine verrà fermato il campionato?

Come ricorderai, settimana scorsa la Bundesliga sembrava inizialmente determinata a giocare, poi ha deciso anch’essa di sospendere a causa della grossa pressione. Ora anche la Federcalcio sta ricevendo forti critiche da parte dei club, dei giocatori, giornalisti e, in ultimo ma non meno importanti, dagli esperti che lavorano nelle emittenti ufficiali. La Federcalcio ha perso la fiducia di questa autorità che certamente ci guadagnerebbe di più se si giocasse. L’Unione dei giornalisti sportivi, i giocatori e, secondo il proprietario del Kayserispor Berna Gozbasi, anche l’Unione dei Club attendono un annuncio da parte di organi superiori che presenti un piano d’azione da discutere nel caso il campionato non venga sospeso. Dal mio punto di vista, potrebbero esserci diversi atti da parte di questi gruppi, fino a un possibile boicottaggio. Tuttavia, potrebbero anche non arrivare a compiere queste azioni, ma principalmente per ragioni economiche. In ogni caso, è previsto un incontro domattina tra l’esecutivo della Federcalcio ed è possibile che si decida di sospendere anche qui il campionato.

 

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.