Lugano, un brodino caldo di ristoro: ma domenica si andrà a Ginevra

La filosofia del Lugano di Jacobacci è chiara: si gioca sempre per vincere ma, se non riesci, bisogna evitare di perdere. Lapalissiano, in fondo: però è un chiaro monito a giocare senza fronzoli. Sarà la qualità che a volte manca, sarà la caratteristica del campionato svizzero, che ti trascina in fondo con rapidità per via della classifica breve. Tuttavia, lo spazio per il fioretto si riduce sempre di più. E anche il pubblico, tutto sommato, si adatta.

Non è stato un grande Lugano, domenica pomeriggio. Tuttavia, era importante non perdere, e così è stato. Peccato, però, non avere incamerato l’intera posta. Perché contro un Sion che, quest’anno, ha incassato sinora 41 reti, si poteva segnare. Perché, bene o male, si trattava di uno scontro diretto. Perché le altre, dietro e davanti, avevano pareggiato tutte, e sarebbe stato un bel balzo in avanti n classifica. Perché avrebbe fatto bene al morale vincere due partite di seguito. E via di questo passo.

Guardando invece il bicchiere mezzo pieno, la squadra ha comunque fatto un piccolo passo in avanti. Il debutto di Janga è stato tutto sommato positivo, anche se l’occasione mancata a inizio gara ha avuto un peso importante nel prosieguo della stessa. Tuttavia, a onor del vero, ci sarebbe stata ancora tutta la partita per segnare. E, del resto, il giocatore ha assaggiato domenica il campo dopo diverse settimane d’inattività, e ci può quindi stare.

A fine partita lo abbiamo sentito assieme agli altri colleghi. Ecco le sue principali dichiarazioni, a fine partita: “Ho provato buone sensazioni a stare in campo. Peccato non aver trasformato quella bella occasione a inizio partita: avrei dovuto angolare il tiro, invece mi è venuto sul portiere. Mi manca ancora qualcosa per essere al 100%, ma ne ero consapevole: tuttavia, sono soddisfatto della mia prestazione. La prima impressione sul campionato svizzero è positiva: credo ci sia da lottare molto soprattutto fisicamente. Sono un giocatore che ha molto bisogno di traversoni in area, e mi auguro di riceverne di più in futuro, anche se i compagni, oggi, hanno cercato di inserirmi subito nel gioco.”

Abbiamo chiesto al nuovo acquisto come si trova a Lugano“La città è bella, tranquilla e piacevole. Il pubblico si fa sentire e, come dicevo prima, il campionato è interessante.”

La prestazione della compagine bianconera è stata a due facce, con un primo tempo che li ha visti in affanno, a causa delle difficoltà dei terzini di fascia e della prova opaca di Selasi davanti alla retroguardia. Il regista difensivo di scuola Juventus ha infatti sofferto molto la fisicità del reparto di metà campo avversario, sbagliando tantissimi appoggi. In questo non è stato troppo aiutato da alcuni compagni di squadra, anche loro in giornata no. Lovrič e Bottani non hanno offerto una grande prova, e anche Holender ha fatto un passo indietro, rispetto a domenica scorsa.

Ai ticinesi è mancata senz’altro la profondità data da Gerndt (ieri squalificato). Di sicuro, nella ripresa, gli ingressi di Čovilo e Aratore hanno migliorato la situazione, dando più sicurezza il primo alla difesa e un po’ più di velocità e imprevedibilità il secondo al reparto avanzato.

Chissà, forse sarebbe stato il caso di osare Lungoyi un po’ prima: tuttavia, Jacobacci aveva forse più paura di perdere che voglia di vincere, e Holender gli ha garantito un lavoro oscuro ma utile in chiave difensiva. E, come abbiamo citato all’inizio “Se non riesci a vincere una partita, a quel punto devi evitare di perderla.” In fondo, il tecnico bernese (ma di origine campana) è arrivato qua per fare questo lavoro: poi, a salvezza acquisita, chissà che non si possa vedere anche qualcosa di nuovo e, magari, di più piacevole rispetto all’estetica.

Domenica prossima, i bianconeri andranno a Ginevra, nella tana del Servette che, ieri, ha recuperato due gol di svantaggio al Basilea, confermandosi a pieno diritto quarta forza del campionato. Vero che i renani non sono più la corazzata di qualche stagione fa: tuttavia, resta sempre una bella impresa, tra l’altro ottenuta dopo una ripresa giocata a ritmi elevati, creando diverse occasioni da rete. Insomma, un cliente difficile: soprattutto, una squadra che corre parecchio. Vedremo, soprattutto, chi andrà in campo domenica.

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.