Inchiesta – Violenza, insulti, risse: ecco quanto costano per le squadre italiane ogni week-end

Per avere un reale panorama della situazione calcistica italiana, non c’è strumento migliore dei referti dei giudici sportivi. Documenti che raccontano storie di ordinaria follia, quella che segna ogni week-end dello sport più popolare nel nostro Paese, dai livelli scintillanti della Serie A fino alle categorie giovanili provinciali. Sono le storie di episodi drammatici e persone dimenticate, fatto salvo per qualche articolo nella stampa locale, ma che farebbero sdegnare chiunque se fossero maggiormente conosciute. Si parla troppo di moviola, arbitri, scelte di allenatori, campioni del nostro calcio e non, e troppo poco della violenza, fisica e verbale che sia, che macchia di vergogna i nostri campi. Immagini che in tanti abbiamo negli occhi, pur senza parlarne, anche quando sono esperienze che ci hanno toccati da vicino, in prima persona.

Gli unici davvero al corrente di questo dramma sportivo e umano sono i giudici sportivi, appunto. Perché sui loro tavoli arrivano tutte le settimane referti da incubo, storie raccontate minuziosamente anche nei dettagli più raccapriccianti. E a loro non resta che dare un senso, un ricordo di queste esperienze, assegnando multe più o meno salate alle società, professionistiche e non, nella speranza che episodi di una certa violenza non si ripetano mai più. Ma i numeri e le parole di chi vive in prima persona il calcio dicono qualcosa di molto diverso.

Per questa volta, faremo parlare i numeri. Più precisamente, la cifra che viene spesa in totale in Italia dalle nostre società per pagare multe relative a episodi di violenza, verbale e fisica, soltanto a livello dilettantistico (ovvero, dalla Serie D ai Giovanissimi provinciali): lo scorso week-end, si è arrivati a circa 43 mila euro. È questo il risultato della nostra ricerca fatta analizzando tutti i referti di gara regionali e provinciali in Italia, comprendendo soltanto quelle multe che hanno riguardato casi di insulti, risse e violenze fisiche, nella stragrande maggioranza dei casi rivolte agli arbitri, con anche tristi episodi di razzismo. Ciò significa che la cifra totale di multe è ben superiore in generale, perché la nostra inchiesta non ha riguardato i casi di errori per lo più burocratici (non presentazione al campo, ritardi, elenchi non perfetti, accesso al recinto di gioco di persone non ammesse, ecc…) e che non riguardavano violenza in senso stretto.

Di seguito, il dettaglio Regione per Regione, escludendo il Trentino Alto-Adige per mancanza di informazioni, a cui vanno aggiunti gli 8400 inflitti a squadre di Serie D, delle multe totali assegnate alle società:

Abruzzo = 1800
Basilicata = 700 euro
Calabria = 1255 euro
Campania = 4495 euro
Emilia-Romagna = 2700 euro
Friuli Venezia Giulia = 700 euro
Lazio = 3425 euro
Liguria = 700 euro
Lombardia = 4260 euro
Marche = 2880 euro
Molise = 0 euro
Piemonte-Valle d’Aosta = 1485 euro
Puglia = 600 euro
Sardegna = 1440 euro
Sicilia = 2750 euro
Toscana = 2600 euro
Umbria = 870 euro
Veneto = 2020 euro

Si tratta di numeri importanti, soprattutto considerando la situazione finanziaria di tante società in Italia, che spesso faticano ad arrivare fino in fondo alla stagione e che potrebbero riutilizzare questi fondi per ben altri scopi. Ovviamente, la cifra può divenire più alta anche a seconda del numero di squadre e di campionati presenti in una determinata Regione, ma in ben pochi casi si rimane sotto i 1000 euro, soltanto considerando un ordinario week-end di inizio febbraio.

In questo mare di multe, vengono accompagnate spesso squalifiche anche molto importanti per continui episodi di violenza, tanto da costringere i giudici sportivi a usare una mano sempre più pesante. Se per una volta vorrete parlare di qualcosa di diverso dal solito calcio di Serie A, settimana prossima leggetevi in settimana i referti della vostra zona o andate al campo di provincia più vicino a casa. E scoprirete che, dietro i riflettori dei più bei campi del nostro campionato, c’è un calcio malato che continua a lasciare segni nei conti delle piccole società dilettantistiche e nelle vite delle persone e noi fingiamo ancora di non saperne nulla.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.