Udinese, un’altra stagione di sofferenza

Non sono anni esaltanti per l’Udinese: la squadra bianconera, più o meno da quando ha smesso di giocare Totò Di Natale, è scesa nettamente di rango ed è solita frequentare i bassifondi della classifica. La sensazione è che negli ultimi anni i friulani si siano salvati per il semplice motivo che c’è sempre stato chi ha fatto peggio. Se si continua a correre sull’orlo del burrone, però, prima o poi si rischia seriamente di cadere.

Al momento l’Udinese si trova al quintultimo posto in compagnia di Lecce e Sassuolo, con 14 punti guadagnati in altrettante giornate. Il terzultimo posto dista 4 punti, l’ultimo 7 (anche se il Brescia deve recuperare la gara contro il Sassuolo). Ciò che preoccupa in questo momento è il trittico infernale che la squadra dovrà affrontare da qui a Natale: il calendario prevede Napoli, Juventus e Cagliari, non proprio delle passeggiate di salute. Il rischio di trascorrere le feste da virtualmente retrocessi c’è ed è alto e, una volta lì, negli ultimi tre posti, può anche capitare di sbandare irrimediabilmente.

Quando i risultati non arrivano l’ambiente può scollarsi, possono crearsi con più facilità crepe all’interno dello spogliatoio o tra le varie parti che compongono la società (dirigenti-allenatore-giocatori) e il momento del Napoli ne è l’esempio più prossimo. Proprio i partenopei andranno al Friuli in cerca di riscatto dopo la brutta sconfitta interna con il Bologna e gli assordanti fischi del San Paolo: trovarsi di fronte un Napoli ferito non è semplice ma questa sarà la partita più importante delle prossime tre per la squadra guidata da Gotti. I friulani devono fare quadrato e approfittare delle incertezze di Insigne e compagni, provando a colpirli duramente fin dal primo minuto della partita. Scendere in campo molli e impauriti sarebbe l’errore più grosso, perché darebbe coraggio al gruppo allenato da Ancelotti, mentre l’obiettivo dev’essere quello di minare le già incrinate certezze.

Senza dubbio il più grande problema dell’Udinese è la fase offensiva, dal momento che i bianconeri hanno il peggior attacco del campionato alla pari con la SPAL (9 reti realizzate), sebbene il reparto offensivo vanti dei nomi comunque di un certo livello: Lasagna è entrato nel giro della nazionale, Nestorovski ha sempre segnato con continuità, Okaka doveva rappresentare una soluzione per aggiungere peso davanti, mentre da Pussetto e De Paul ci si aspettava molto di più. La stagione è ancora lunga ed è presto per sparare sentenze ma dopo il trittico Napoli-Juventus-Cagliari, probabilmente, ci sarà da preoccuparsi seriamente.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.