Un Lugano operaio che sta ritrovando sé stesso

Il Lugano torna quindi da Thun con 3 punti pesantissimi. Una vittoria che ha visto una squadra in netta ripresa, dopo la sconfitta casalinga patita contro il Basilea anche se, a onor del vero, la differenza tra gli avversari è apparsa piuttosto netta. Tuttavia, per i ticinesi, non era facile andare a vincere su un campo tradizionalmente difficile (una sola vittoria dal ritorno in Super League, nel 2017): successo importante, quindi, in attesa della sfida di Europa League di giovedì contro il Copenhagen a San Gallo.

Jacobacci ha avuto il merito di schierare un undici compatto, che è sceso in campo con una certa decisione. Una volta tanto, poi, la Dea bendata ha rivolto il viso verso i ticinesi: bello il tiro di Aratore, ma certo la deviazione della difesa bernese ha impresso alla sfera una traiettoria davvero diabolica. La seconda rete di Bottani è invece stata frutto di un pasticcio difensivo della coppia Gelmi-Faivre: tuttavia, nulla da togliere alla freddezza del Figlio della città, nel posto giusto al momento giusto.

Al 23′, invece, è stato il momento di Baumann, con un doppio intervento magistrale, prima su colpo di testa di Rapp, e poi su conclusione ravvicinata di Castroman. La successiva botta, a colpo sicuro, di Ahmed si è invece spenta sul palo, dopo essere carambolata sul corpo di Lavanchy. A quel punto, abbiamo pensato alla frase tante volte pronunciata da Celestini: il calcio dà, il calcio toglie ma, alla fine, restituisce sempre il dovuto. Ha però tolto anche ad Aratore, un minuto dopo, che si è visto respingere sulla linea da Stillhart una conclusione destinata in rete.

Nella ripresa, Thun a premere e un palo di Rapp a portiere battuto, a conferma dell’inerzia della gara, prima della rete del definitivo 0-3 messa a segno, di testa, da Daprelà, ancora con la complicità del portiere avversario. Jacobacci, concreto, un attimo prima aveva tolto Bottani per Yao, in linea con la propria filosofia operaia. Tutto ciò premesso, la vittoria ticinese è comunque apparsa più che legittima: troppo poco hanno fatto i bernesi per invertire il corso della sfida. E, in questi casi, il calcio toglie.

A fine partita, soddisfazione da parte del tecnico (FC Lugano)“Bravi i ragazzi: hanno messo in pratica quanto fatto in settimana. Siamo stati capaci di soffrire, ma la vittoria è sicuramente meritata. Devo complimentarmi anche con chi è entrato a partita in corso, dando il proprio indispensabile supporto. Abbiamo pressato alti, per non dar modo agli avversari di cercare Rapp con i lanci lunghi, e ha funzionato. La qualità c’è, in questo gruppo: qualche elemento, sinora, ha giocato meno, e speriamo possa inseririrsi al più presto.”

In definitiva, la scossa sembra essere arrivata. La squadra (come le accade sovente in trasferta, dove ha un rendimento da prima della classe) è scesa in campo con determinazione in una partita certamente non decisiva, ma importante per tanti motivi. Un’iniezione di fiducia importante, in attesa, soprattutto, delle ultime tre prove di campionato prima della sosta invernale. Domenica, a Cornaredo, arriva infatti il Servette, giustiziere di Young Boys e Basilea. Mancheranno, tra l’altro, oltre a Sabbatini, Vécsei e Custodio per squalifica: assenze pesanti, per qualità e prestanza fisica.

I ticinesi, poi, dovranno affrontare lo Xamax alla Maladière, e chiuderanno a Cornaredo con lo Young Boys campione. Renzetti, intervistato dal Marcello Pelizzari del Corriere del Ticino, ha detto come la pensa: “Al gruppo serviva energia nuova. Voglio però precisare che mi è dispiaciuto per Fabio: ho cambiato solo dopo la partita con il San Gallo, perché lo avevo visto esausto e senza più forze per andare oltre. Non canto vittoria ora, dopo queste due vittorie ottenute da Jacobacci e, soprattutto, voglio affermare di nutrire un grandissimo rispetto per il lavoro fatto in precedenza.”

Continuano, intanto, le trattative per la cessione della società. Sempre il Pres ha dichiarato al CdT che le trattative proseguono: “Al momento non c’è ancora nulla di definito: si va però verso un cambio di proprietà. Secondo me, quella del mio addio è la strada più seria.”

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.