Lugano, è il momento dell’umiltà

La sconfitta di domenica, a Lugano, non ha lasciato strascichi polemici particolari. La differenza di valore tra le due compagini è apparsa così evidente da fare andare in secondo piano gli errori tattici commessi da Jacobacci nella preparazione della partita.

L’analisi tecnica effettuata praticamente da tutti gli addetti ai lavori (e da molti tifosi presenti) aveva infatti dimostrato come l’idea di mettere Dalmonte sulla fascia destra a supporto di Yao si fosse rivelata errata, consentendo infatti ai renani di fare, in quella zona di campo, ciò che volevano.

Le azioni fotocopia, in occasione dei due primi gol, erano lì a dimostrarlo, fermo restando anche gli errori di piazzamento di più di un difensore bianconero. La conseguenza è stata la sostituzione del giovane attaccante italiano dopo circa mezz’ora: un chiaro (seppure tardivo) segnale di ravvedimento. Ma, a quel punto, la partita era già pesantemente compromessa.

Intendiamoci: un gran bel Basilea. Era la prima volta che vedevamo dal vivo la squadra renana in questa stagione, e ci hanno impressionato, più che la disciplina tattica, il possesso di un’ottima tecnica individuale da parte, praticamente, di tutti gli elementi schierati. Attenzione a Cabral: il giovane brasiliano (viene dal Palmeiras e ha solo 21 anni), pur partendo spesso dalla panchina, ha messo a segno 4 reti in 7 apparizioni, tra campionato ed Europa League. Crediamo che sentiremo parlare di lui nei prossimi anni, e anche in palcoscenici più prestigiosi.

Tornando alla compagine ticinese, domenica sono emersi i limiti più volte visti sinora, che le due buone prestazioni di Lucerna e San Gallo (Europa League) non hanno fatto venir meno. La squadra, oltretutto priva di Sabbatini, fatica moltissimo in fase di costruzione del gioco offensivo. Domenica, tra l’altro, è venuta meno anche la solidità difensiva che, sinora, aveva perlomeno consentito, in diverse occasioni, di non perdere.

Le cifre sono impietose: a Cornaredo, i bianconeri hanno messo assieme, in 7 incontri, 3 pareggi e 4 sconfitte, e hanno segnato solo 2 gol, subendone 9: sono numeri da retrocessione. Domenica sera, infatti, si rimarcava la necessità di invertire con urgenza questa dinamica. Tuttavia, vista l’impossibilità di tornare sul mercato, perlomeno sino a gennaio, vanno trovati correttivi tattici.

La sensazione, condivisa da parecchi, è la problematica legata al centrocampo. Ci si aspettava un maggiore contributo a livello qualitativo che, sinora, non è arrivato. Gli uomini sono anche fisicamente leggeri (a parte Vécsei) rispetto a tanti altri pari reparto delle rivali, e questo incide parecchio nei duelli individuali. La sensazione, anche ascoltando il presidente Renzetti, è che, nelle prossime settimane, possa trovare maggiore spazio Čovilo il quale, perlomeno, può dare chili al reparto, oltre a essere temibilissimo di testa sulle palle ferme.

Ma è davanti che i bianconeri devono risolvere i problemi. Mancano i gol da parte di tutti gli appartenenti al reparto. Gerndt (neppure una rete in campionato sinora) non è mai stato una prima punta: tuttavia, andava in gol parecchio sui calci piazzati. Junior (che pure non doveva esserci, perché dato in uscita quest’estate) non segna in campionato dal 22 settembre, Holender dal 25 agosto.

Sicuramente è anche un problema di testa: a volte sembra che manchi la necessaria cattiveria sotto porta. Jacobacci, parlando con i giornalisti al termine dell’incontro, non ha fatto giri di parole: “Avremo due settimane per lavorare su vari aspetti, cercheremo delle soluzioni. Gli attaccanti sono qui per segnare: lavoreremo e anche tatticamente per farci trovare pronti con il Thun fuori casa.”

Quello tattico è sicuramente un rebus: la squadra ha giocato con diversi schemi, e questo può essere un problema. Junior, per esempio, a volte è molto lontano dalla porta, e lo sforzo fatto per portarsi nei 16 metri offensivi potrebbe inficiarne la precisione nelle conclusioni.

Sempre Jacobacci così si è espresso domenica, soprattutto rispetto alla qualità della rosa: “Mi serve tempo per analizzare bene il gruppo: queste due settimane saranno importanti. I giocatori vogliono apprendere e migliorare, speriamo di trovare soluzioni importanti, senza stravolgere tutto perché ciò creerebbe solo confusione. Lavoreremo sui movimenti, soprattutto quelli offensivi: dobbiamo gestire meglio il pallone, fare bene le cose semplici soprattutto a centrocampo, e aumentare l’efficacia sotto porta.”

Le statistiche, delle quali si parlava ieri sera a Fuorigioco, il popolare salotto televisivo del lunedì sera su TeleTicino, rivelano come i bianconeri sbaglino il 75% dei passaggi. Si tratta di una cifra impressionante, che vanifica di fatto molti tentativi di ripartenza, una volta riconquistata la sfera. Forse questo è il datto che più deve far pensare, soprattutto rispetto alla qualità della rosa.

Renzetti, in più occasioni, ha fatto notare come la prova del campo abbia rivelato come i nuovi arrivati, sinora, non abbiamo alzato il tasso tecnico della compagine bianconera rispetto allo scorso anno. Questo nonostante lo stesso presidente avesse, in estate, più volte rimarcato il fatto che questa squadra fosse la più forte da lui allestita nel corso della sua gestione.

Questa superiorità, tuttavia, è rimasta sinora solo sulla carta: le sentenze scritte dal campo, come spesso accade nel calcio, sono state differenti. Ora si tratta di prendere in mano la situazione con decisione, e trovare una via per ripartire: la zona tranquilla della classifica dista come l’ultimo posto e, tra due settimane, i ticinesi andranno proprio nella tana del Thun lanterna rossa, rilanciatosi con una bella vittoria in casa dello Xamax penultimo. Oltretutto, si giocherà sul campo sintetico, supoerficie non amata dai giocatori bianconeri.

Forse, bisogna davvero iniziare a ragionare in termini differenti: la lotta, quest’anno, sarà per mantenere la categoria. Al di là della qualità vera o presunta, appare evidente che quella degli avversari diretti è, nella migliore delle ipotesi, simile. Da qui alla sosta invernale, i ticinesi sono attesi in campionato dal Thun e dallo Xamax in trasferta, mentre ospiteranno Servette e Young Boys: non proprio una passeggiata. Inoltre, ci saranno due impegnative partite di Europa League contro Copenhagen e Dynamo Kiev.

Sarà importante, a metà dicembre, trovarsi al di sopra del nono posto, in modo da affrontare in tranquillità la lunga sosta invernale, nel corso della quale il tecnico potrà provare a dare la propria impronta alla squadra. Da febbraio in poi, in via Trevano si augurano di poter vedere un film diverso. Con la stessa dirigenza? Anche questo è un’enigma che potrebbe essere risolto nelle prossime settimane. Affaire à suivre, come si dice da queste parti.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.