Ciclismo, per il Mondiale una Nazionale “catenaccio e contropiede”

Il CT della Nazionale Italiana di ciclismo su strada Professionisti Uomini Davide Cassani ha reso noti i “magnifici 10”, 8 titolari e 1 riserva (l’altra sarà sicuramente Kristian Sbaragli della Israel Academy), che domenica prossima 29 settembre nel circuito inglese dello Yorkshire disputeranno in maglia azzurra il Mondiale di ciclismo. Questi i nomi: Alberto Bettiol della EF Education First, Davide Cimolai della Israel Academy, Sonny Colbrelli della Bahrain Merida, Davide Formolo della Bora Hansgrohe, Gianni Moscon e Salvatore Puccio del Team Ineos, Matteo Trentin della Mitchelton Scott, Diego Ulissi della UAE Emirates e Giovanni Visconti della Neri Sottoli.

Sulla carta, uno è il ballottaggio. Vale a dire quello che dovrebbe vedere in gioco il vincitore del Giro delle Fiandre Bettiol e il Campione Italiano Formolo a contendersi il posto da “battitore libero” per inserirsi nelle fughe. Certi del posto gli altri. Con ruoli pressoché assegnati. Come già scritto, Colbrelli e Trentin aspetteranno la volata con Cimolai ultimo uomo. Puccio farà l’uomo di fatica, Visconti sarà il regista d’esperienza in corsa (sebbene il siciliano abbia una bella gamba, come dimostra la vittoria al recente Giro di Toscana). Moscon e Ulissi dovrebbero marcare stretti belgi, olandesi e francesi ed essere pronti a partecipare alle azioni da loro proposte.

Già, azioni da loro proposte. Perché di azioni autonome italiane difficilmente ne vedremo. Ed è giusto che sia così. Diciamocela tutta, i favoriti sono altri. Dallo slovacco Sagan all’olandese Van der Poel, dal francese Alaphilippe al kazako Lutsenko, dal belga Gilbert allo spagnolo Valverde, campione uscente. Quindi è assolutamente corretto che siano queste Nazionali ad assumersi l’onore e l’onere della corsa. E, conseguentemente, l’Italia deve difendersi quando ci saranno attacchi e poi agire di rimessa.

Già, proprio così. Questo è ciclismo e non è calcio, ma l’Italia di Cassani dovrà prendere in prestito due tipiche parole del mondo del pallone e pedalare tutta…catenaccio e contropiede.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.