Lugano, Celestini: “Vincere per ripartire”

È un Fabio Celestini fiducioso, quello che ha incontrato la stampa alla vigilia della sfida di Coppa svizzera tra il suo Lugano e il Losanna. Stasera, alla Pontaise (saremo allo stadio per raccontarvi le fasi salienti dell’incontro e per raccogliere le voci dei protagonisti), i ticinesi saranno però privi di Gerndt, Čovilo, Črnigoj e Rodríguez, tutti alle prese con fastidi fisici. In Svizzera romanda i bianconeri saranno in 18.

I sottocenerini iniziano, questa sera, una serrata serie di 7 partite che li vedrà impegnati su 3 fronti (FC Lugano)“Ho molta più fiducia adesso rispetto allo scorso anno, anche se ci sono alcune similitudini. Non conoscevo il giocatori, non sapevo se fosse passato il messaggio e mi preoccupava l’assenza di risultati. Quest’anno sto spendendo meno energie per convincere i giocatori a fare quello che chiedo in campo, ormai lavoriamo insieme da 8 mesi. Vedo, come lo scorso anno, che la squadra non è ancora unita e competitiva; dobbiamo andare a cercare qualcosa in più. Ci vogliono risultati: creano morale e coesione.”

Celestini ha apprezzato la sosta: “Fermarci ci è servito, per superare lo scoramento di queste ultime partite. Le prestazioni non sono state del tutto positive, ci manca ancora qualcosa. I risultati entrano in questa dinamica: lo scorso anno è stata la vittoria a Zurigo in dieci che ha fatto scattare il clic: ci serve anche quest’anno. Ho grande fiducia, con questa squadra si può fare molto bene, li vedo in allenamento e li conosco, sono ottimista. La Coppa, una partita secca, ci sono tutti gli ingredienti per fare scattare la scintilla. Non sarà facile gestire una partita ogni tre giorni: questo darà però a tutti una possibilità. Chiedo a tutti di dare il massimo, in campo dovremo essere in undici.”

“A Basilea ho visto una squadra poco compatta, con qualcuno sceso in campo per fare la partita, e altri che vivacchiavano. Noi dobbiamo sempre provare a vincere le partite: con un po’ più di voglia avremmo potuto fare qualcosa di più nelle ultime due trasferte. Ecco, se dopo prestazioni del genere qualche giocatore si risente per un rimprovero vuol dire che non ha ambizione. Io invece voglio farli crescere, sotto questo aspetto e come individui.” 

Condividi
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.