Vuelta a España 2019, il vademecum delle tappe – 2/a puntata

La 2/a puntata del vademecum delle tappe della Vuelta a España 2019, che scatta sabato prossimo 24 agosto. Oggi ci concentriamo sulle frazioni che vanno dall’8/a alla 15/a.

Sabato 31 agosto 2019, 8/a tappa, Valls-Igualada, 166,9 km – Dopo la prima tre giorni da circoletto rosso, una tappa relativamente semplice in questa Vuelta. Solo un Gran Premio della Montagna di 2/a categoria da scalare, il Puerto de Monserrat, 7,4 chilometri al 6,6% di pendenza media. Cima piazzata a 27,5 chilometri dalla conclusione caratterizzati da un falso piano e da una lunga discesa che termina a 5 km dall’arrivo. Tappa dalla duplice interpretazione: o se la giocano i componenti di una fuga da lontano oppure una squadra che ha in gruppo un uomo veloce capace di passare senza difficoltà il Puerto de Monserrat potrebbe decidere di chiudere la corsa per un’eventuale volata.

Domenica 1 settembre 2019, 9/a tappa, Andorra la Vella – Cortals d’Encamp, 94,4 km – Una mini frazione pirenaica non priva di insidie. Pronti, via e si va in salita verso il colle di 1/a categoria dell’Ordino. Discesa, si ripassa da Andorra la Vella e ha inizio il Col de la Gallina. Una montagna “Categoria Especial“, 12,2 chilometri con pendenza media dell’8,3% e punte del 14%. Lunga discesa di 14 chilometri e poi una dietro l’altra ci sono due montagne di 2/a categoria, l’Alto de Cornella e l’Alto de Engolasters. Prima dell’erta finale, che rappresenta il quarto arrivo in salita della Vuelta. Si tratta dell’Alto de Cortals d’Encamp, 5,3 chilometri all’8,3% di pendenza media e primo chilometro tutto al 12%. La classifica sarà rivoluzionata. E se qualcuno andrà in crisi, rischia di dire addio ai sogni di gloria, non essendoci spazio per un minimo recupero.

Martedì 3 settembre 2019, 10/a tappa, Jurançon-Pau, 36,2 km (cronometro individuale) – Evidentemente Pau nel 2019 è stata proclamata Capitale Mondiale delle Cronometro. La cittadina francese che sorge nel cuore dei Pirenei, dopo quella del Tour, ospita una nuova prova contro il tempo anche alla Vuelta. Tappa per specialisti, essendo il percorso veloce e senza insidie altimetriche. I cronomen proveranno a rosicchiare terreno in classifica agli scalatori.

Mercoledì 4 settembre 2019, 11/a tappa, Saint-Palais – Urdax-Dantxarinea, 180 km – La classica frazione di mezza montagna destinata a una fuga composta da uomini fuori classifica. Tre GPM, due di 3/a categoria (Col d’Osquich e Col de Oxtondo) e una di 2/a categoria, il Col de Ispéguy. Salite che certo non fanno prevedere battaglie tra gli uomini di classifica ma che altrettanto non possono essere facilmente superate dai velocisti. Ecco perché la fuga è lo scenario che potrebbe mettere d’accordo tutti.

Giovedì 5 settembre 2019, 12/a tappa, Circuito de Navarra – Bilbao, 171,4 km – Una Liegi o un Lombardia catapultato in piena Vuelta. Quattro salite di 3/a categoria in programma, le ultime tre una dietro l’altra negli ultimi 39 chilometri della frazione. Prima l’Alto de Urrutzimendi, poi l’Alto el Vivero, infine l’Alto de Arraiz. Un muro di 2,2 chilometri con pendenza media del 12,2%. Cima collocata a 7,6 km dall’arrivo tutti in discesa. Gli uomini di classifica dovranno stare attentissimi altrimenti si rischia di perdere secondi (se non minuti) preziosi.

Venerdì 6 settembre 2019, 13/a tappa, Bilbao – Alto de Los Machucos, 166,4 km – Quinto arrivo in salita di questa Vuelta. Un arrivo preceduto da un ricco antipasto di ben sei GPM, due di 2/a categoria e quattro di 3/a categoria. A 6,8 chilometri dal traguardo, ha inizio l’ascesa finale, classificata “Categoria Especial“. Pendenza media del 9,2% ma punte del 25%. No, non è un refuso, avete letto bene, punte del 25%. Dopo l’Angliru, un altro “Mostro” si aggira per la Spagna. E dovrà essere scalato. Senza retorica, chi esce in Maglia Rossa da questa tappa, si mette in tasca mezza Vuelta.

Sabato 7 settembre 2019, 14/a tappa, San Vicente de la Barquera – Oviedo, 188 km – Una salitella di 3/a categoria, l’Alto la Madera, 8 km al 3,5%, non dovrebbe essere ostacolo per i velocisti. Almeno, per quelli che, arrivati a questo punto della Vuelta, saranno ancora in corsa.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.