Il Tour de France più combattuto, grazie al Team Ineos

Negli ultimi anni il ciclismo internazionale, e il Tour de France in particolare, sono stati occupati dal dominio del Team Sky. Infatti, dal 2012 la formazione inglese ha fatto incetta di risultati prestigiosi, conquistando sei degli ultimi sette Tour de France. Bradley Wiggins prima, Chris Froome poi, Geraint Thomas per ultimo nel 2018. Nel mezzo solo Vincenzo Nibali e la sua Astana sono riusciti a interrompere questa striscia travolgente.

Ora il Team Sky ha cambiato il nome in Team Ineos, mantenendo per lo più intatta la struttura dirigenziale e dei ciclisti. Partiti per la Grande Boucle 2019 senza l’infortunato Chris Froome, Thomas ed Egan Bernal sono saldamente fra i primi cinque della classifica generale. Nonostante i buoni piazzamenti dei suoi due uomini migliori, fra i quali ancora non si sa chi sia il capitano unico, sui Pirenei il Team Ineos non è riuscito a ripetere quanto ha fatto quasi ininterrottamente dal 2012 a oggi. Difatti, per anni siamo stati abituati a una sola squadra al comando delle operazioni di ogni tappa, soprattutto in quelle di montagna. Un trenino davanti e tutte le altre formazioni nelle retrovie ad accontentarsi di inseguire. Un dominio basato sul controllo di ogni situazione.

Sui Pirenei, invece, la squadra britannica non è riuscita a mantenere questa propria decisiva caratteristica. Ciò si è notato in particolare sulla Blanche des Belles Filles e sull’ultima frazione pirenaica. In entrambi i casi, il gruppetto dei migliori si è autogestito in una situazione di attacchi continui, senza che alcuno riuscisse a fare dei propri compagni di formazione un’arma determinante. L’unico sussulto di questo genere, peraltro, lo sono riusciti a costruire i francesi della Groupama-FDJ, grazie al lavoro del giovane talento di David Gaudu, che ha tirato il proprio capitano Thibaut Pinot in più occasioni.

Personalmente ho pochi dubbi: il ciclismo così è molto più affascinante e divertente. Il tatticismo relativo alle sfide testa a testa fra gli uomini di classifica rende più imprevedibile il confronto fra questi fuoriclasse. Al di là di ciò, il Team Ineos tornerà presto a dominare le corse a tappe, grazie a una rosa – anche in prospettiva –  e a un portafoglio migliori di tutte le concorrenti. Per ora, godiamoci l’ultima settimana del Tour de France più aperto degli ultimi anni, ringraziando anche le debolezze (e le sfortune) del Team Ineos.

 

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Provinciale di nascita, ma cittadino del mondo. Innamorato dello sport, ma soprattutto del calcio e della Formula 1. Impazzisce per le montagne da scalare, i palloni da calciare e i fogli e le penne per scrivere.