Tour de France 2019 – Il gioco delle tre coppie

Prendete il gioco delle tre carte, espressione folcloristica e diffusissima del noto azzardo “carta vince, carta perde“. Unitelo con il “Gioco delle Coppie“, celebre trasmissione italiana di fine anni Ottanta – inizio anni Novanta, condotta dal baffuto Marco Predolin. E avrete una sorta di ibrido, che potremmo denominare “Il gioco delle tre coppie”. Un ibrido che può riassumere quello che ci aspetta nella terza e decisiva settimana del Tour de France 2019. Vediamo il perché.

1/a coppia, I Primi, ma non favoriti – Julian Alaphilippe e Geraint Thomas: Il primo è l’attuale Maglia Gialla, il secondo occupa l’attuale piazza d’onore con un ritardo di 1’35” dal capoclassifica. Eppure non sembrano essere quelli più accreditati a vestire la Maglia Gialla nell’ultima tappa a Parigi. Questo perché il francese, che alla vigilia di questo Tour avrebbe dovuto confermare il suo status di fuoriclasse delle classiche, puntando alle tappe e magari al bis della maglia a pois di vincitore della classifica del Gran Premio della Montagna, ha già compiuto un mezzo miracolo sportivo nell’arrivare in giallo all’inizio della terza settimana. E il fuorigiri che Alaphilippe ha avuto negli ultimi chilometri della scalata di Prat d’Albis non fa certo sperare in positivo. Su Thomas, trionfatore del Tour dello scorso anno, pesano due belle e pesanti spade di Damocle. In primis, il non aver messo nelle gambe in fase di preparazione l’intero Giro di Svizzera a causa di una caduta. In secundis, l’aver perso quasi sempre le ruote del compagno di squadra Bernal in salita, con la sola eccezione de La Planche des Belles Filles. Una situazione insolita per il britannico, vedremo quanto da lui gestibile.

2/a coppia, i più forti. Ma la foga della rimonta… – Thibaut Pinot ed Egan Bernal: I Pirenei hanno chiaramente detto che il francese della Groupama-FDJ e il colombiano del Team Ineos sono quelli che riescono a fare la differenza quando le pendenze e le altitudini si fanno decisamente impegnative. Dovessero entrambi confermare questo stato di forma sulle Alpi, poco da dire, il Tour de France 2019 sarà una questione privata tra loro due. Però entrambi sono indietro. Pinot è quarto a 1’50” (e il ritardo comprende quell’1’40” preso ad Albi causa ventagli), Bernal quinto a 2’02”. E quando devi rimontare, potrebbe accadere che la foga e l’ansia della rimonta possano impallare le gambe.

3/a coppia, attenzione al rischio “braccino” – Steven Kruijswijk ed Emanuel Buchmann: Il primo, olandese della Jumbo-Visma, te lo potevi anche attendere al terzo posto con 1’47” di ritardo. Il secondo, tedesco della Bora-Hansgrohe, è la vera sorpresa (dopo Alaphilippe) di questo Tour de France 2019 con il suo sesto posto a 2’14”. Entrambi in salita hanno fatto vedere cose egregie, ma anche qui di incognite ce ne sono. Innanzitutto, la tenuta nella terza settimana (soprattutto per quanto concerne Buchmann, non abituato a questi livelli). E poi, un inevitabile “spirito di conservazione” che potrebbe persuaderli a non rischiare più del dovuto allo scopo di portare a casa quello che sarebbe comunque un ottimo risultato.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.