Il nuovo corso dell’Under 21: come giocherà l’Italia di Nicolato

Dopo la delusione agli Europei disputati in casa, con il conseguente esonero di Gigi Di Biagio dal ruolo di commissario tecnico, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha deciso di ripartire da Paolo Nicolato, uno degli artefici della bella favola dell’Under 20, che ha ottenuto un prestigioso 4° posto agli scorsi Mondiali di categoria. La scelta, vista così, appare logica e dettata dalla volontà di garantire continuità a un gruppo, quello dell’Under 20, che verosimilmente sarà protagonista del nuovo corso dell’Under 21. Ma non era poi così scontata.

Innanzitutto, perché quello di Paolo Nicolato è un profilo “basso”, poco altisonante, vuoi per il suo passato da calciatore non professionista, vuoi soprattutto per una carriera da allenatore ancora priva di esperienze di un certo livello, se si esclude appunto la partecipazione con gli Azzurrini ai recenti Mondiali in Polonia. Eppure, il cinquantaduenne di Lonigo, in provincia di Vicenza, sembra essere l’uomo giusto al posto giusto, perché giunge sulla panchina dell’Under 21 dopo aver fatto tutta la trafila come cittì nelle Nazionali giovanili. Dall’Under 18 nel 2016, all’Under 20, appunto, passando per il secondo posto ottenuto con l’Under 19 agli Europei del 2018. Chi meglio di lui conosce l’ambiente e il materiale umano a disposizione?

L’esperienza non gli manca, dunque, e potrà sicuramente garantire quella “continuità nei progetti tecnici” tanto auspicata da Gravina, e che ha come fine massimo quello di rifornire la Nazionale maggiore di nuovi campioni. Un processo che finora sta riuscendo alla grande, dobbiamo dire. Ma come giocherà la nuova Under di Paolo Nicolato? Lecito attendersi una squadra che non si discosti troppo, sia per atteggiamento tattico che per gli interpreti, dall’Under 20 ammirata in Polonia. Dunque sotto con i moduli più cari al tecnico veneto: il 4-3-3 e il 3-5-2, due schieramenti non proprio sovrapponibili, che testimoniano una certa duttilità tattica e probabilmente la capacità di sapersi adattare in base ai giocatori a disposizione.

A proposito di giocatori, Nicolato attingerà a piene mani dal gruppo dell’Under 20, senza chiudere le porte ai ragazzi che sono nel giro delle altre Nazionali giovanili. Convocherà soprattutto i calciatori nati nel 1998, nel 1999 e nel 2000 e fra questi, probabilmente, punterà sui reduci della gestione Di Biagio, che ancora potranno far parte dell’Under 21. In particolare, ci riferiamo a Bastoni (classe 1999), Adjapong (1998), Locatelli (1998), Tonali (2000), Zaniolo (1999), Cutrone (1998) e Kean (2000). Oltre a loro, lo zoccolo duro proveniente dall’Under 20: il portiere Plizzari (2000), i terzini sinistri Pellegrini (1999) e Tripaldelli (1999), i difensori centrali Gabbia (1999), Bettella (2000) e Del Prato (1999), il terzino destro Bellanova (2000), i centrocampisti Frattesi (1999) e Salvatore Esposito (2000) e le punte Scamacca (1999) e soprattutto Pinamonti (1999), fulcro dell’attacco dell’Under 21 che verrà.

A questo gruppo potrebbero aggiungersi giocatori come il difensore atalantino Varnier, i centrocampisti juventini Portanova e Nicolussi Caviglia, l’esterno d’attacco clivense Vignato e l’enfant prodige del Monaco, Pietro Pellegri. Occhio poi alla Primavera dell’Inter, nella quale si stanno mettendo in mostra gli attaccanti Sebastiano Esposito (2002) ed Eddie Salcedo (2001), o quella del Torino, dove spicca Vincenzo Millico (classe 2000), un giocatore capace di occupare tutte le posizioni dell’attacco. Sarà poi il campionato (compreso quello di Serie B), come sempre, a dettare a Nicolato la strada da intraprendere, con la speranza che il movimento calcistico italiano possa sfornare subito nuovi Zaniolo e nuovi Kean.

Due possibili ipotesi di schieramento per l’Under 21 di Nicolato:
(tra parentesi i possibili ballottaggi)

4-3-3
Plizzari;
Adjapong (Bellanova), Varnier (Gabbia), Bastoni, Pellegrini (Tripaldelli);
Zaniolo, Tonali (Frattesi), Locatelli;
Pinamonti (Vignato), Cutrone, Kean (Capone/Millico).

 

 

 

 

 

 

3-5-2
Plizzari;
Varnier (Del Prato), Gabbia, Bastoni;
Adjapong (Bellanova), Zaniolo, Tonali (Frattesi), Locatelli (Sa. Esposito), Pellegrini (Tripaldelli);
Cutrone (Scamacca), Pinamonti (Kean).

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Sardo di origini sicule, ama il calcio dalle “notti magiche” di Italia ’90. È laureato in Lingue con una tesi sulla lingua del calcio. Pubblicista, ha collaborato col periodico Vulcano e la tv sarda Videolina.