Right here, right now: WWE cerca la luce, NXT unica gioia. Troppo caos

Il caos sta regnando sovrano. Le continue interferenze di membri di Raw a Smackdown e viceversa, storylines nate improvvisamente e interrotte senza un perchè, ritorni di leggende ormai troppo lontane dal top della condizione, talenti gettati nel dimenticatoio, contentini come rinnovi contrattuali a lungo termine a profili non di primo piano, pesante calo degli ascolti e difficoltà nella vendita dei biglietti ppv, il fastidio rappresentato dall’entusiasmo e dalle potenzialità AEW, i nuovi direttori esecutivi.

È questo lo scenario attuale in casa WWE a grandi linee. Si ha la netta sensazione che buona parte della gestione venga affidata all’improvvisazione, molte decisioni importanti siano prese all’ultimo momento alla disperata ricerca di invertire la rotta, lasciare tutti quanti a bocca aperta (stavolta in senso positivo). La divisione dei roster è andata a farsi benedire in maniera permanente, tutti possono apparire ovunque, alla fine sono però i main eventer, presunti o reali, ad occupare buona parte degli show, lasciando le briciole a diversi profili talentuosi già in astinenza dalla luce della ribalta.

Sami Zayn è uno dei tanti esempi di grandi prospetti completamente svalorizzati nel roster principale, gli avversari ai titoli massimi vengono scelti e sostituiti con una velocità incredibile senza le giuste motivazioni, con Kingston ad affrontare Owens, il rientrante Ziggler e Samoa Joe. Gli atleti vengono scaraventati da una storyline ad un’altra all’improvviso, ad esempio proprio l’ex simbolo TNA passato dalla perdita del titolo USA contro Ricochet a sfidare il ghanese per la cintura WWE.

Alla lunga anche la “stable” creata attorno a Shane McMahon sta stancando, Drew Mcintyre ha dimostrato, dentro e fuori di ring, di meritare ben altra considerazione, Bobbie Lashley sta avendo un duello interessante a livello di big man con Strowman, Elias può essere un personaggio interessante ma destinato a non rappresentare un valore aggiunto, Corbin non convince fino in fondo come alternativa ai campioni, i Revival continuano a vivere nel limbo tra disinteresse dei bookers e apparente considerazione. Soltanto il tempo potrà dirci se si tratterà di un The Club bis, seguendo o meno la strada di Anderson e Gallows, ex potenziali partenti e poi blindati con lunghi rinnovi. Da seguire il nuovo turn heel di AJ.

Qualche nota positiva esiste e ci mancherebbe pure, si tratta però di piccole sorgenti d’acqua nel deserto. Gente del calibro di AJ Styles, Rollins, Ziggler, Ricochet, Cesaro, Owens sono un’autentica garanzia e il buon prodotto sul ring si porta sempre a casa, la categoria di coppia vanta numerosi rappresentanti di elevato livello, anche qui però regna troppa confusione.

La divisione femminile continua a rientrare tra i motivi per mantenere il sorriso, con sfide ampiamente godibili tecnicamente parlando. Becky si sta confermando un’autentica garanzia, un’atleta completa e in parte ancora da scoprire, un personaggio solido. A Smackdown Bailey ha avuto finalmente la chance di gestire il titolo, le prestazioni non sono sempre all’altezza delle aspettative e pare che i bookers siano i primi a non crederci fino in fondo.

Fin troppo scontato ribadire che NXT resti il miglior show a mani basse, non fa più notizia. HHH, confermato nel suo ruolo lasciando spazio a Heyman e Bischoff come direttori esecutivi degli show principali, sta facendo un ottimo lavoro. Sarà importante limitare le interferenze dall’alto ed evitare che troppi talenti vengano “promossi” in anticipo, rischiando di essere bruciati nei quartieri alti, senza aver completato il processo di valorizzazione a NXT.

Lo scenario rischioso finirebbe per non portare contributi nel main roster e privando lo show giovane di alcuni suoi capisaldi. In attesa di decifrare la posizione di Gargano, bisogna complimentarsi con Adam Cole, capace di conquistare il titolo con una prestazione maiuscola, ribadendo lo status di leader indiscusso della stable. Velveteen Dream sta crescendo a vista d’occhio, Riddle e il ritrovato Tyler rientrano tra le principali alternative, senza scordare Strong, da tempo immemore meritevole di luce propria.

La divisione femminile e la categoria tag – team stanno contribuendo all’eccelsa dello show; Shayna Baszler deve ringraziare la buona sorte per non essere capitolata nello steel cage match, Shirai ha tirato fuori dal cilindro l’ennesima prestazione top, andando perfino oltre ogni limite. Un finale rocambolesco le ha negato l’agognata conquista della cintura e il turn heel può costituire la fine, almeno provvisoria, della corsa al titolo, con una nuova rivalità contro la dolce metà di Johnny Gargano.

Gli Street Profits, da potenziali macchiette, hanno invece dimostrato sul ring di che pasta sono fatti. Angelo Dawkins e Montez Ford hanno l’invidiabile qualità di mantenere costantemente il match su ritmi forsennati, offrono un completo mix di dinamismo e potenza in grado di consolidarli nel wrestling che conta. I Forgotten Sons la prima minaccia, fino a questo momento senza però lasciare il segno, le interferenze e il caos sono però fattori a loro favore.

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DIrettore e ideatore di Sampdorianews.net, collaboratore di Alfredopedulla.com. Laureato in Economia e Commercio.