Il Lugano resta nelle mani di Renzetti

Si è chiuso, a Lugano, il fronte relativo al futuro societario. Angelo Renzetti rimane quindi al timone della società di via Trevano: oggi era la scadenza del termine entro il quale Leonid Novoselskiy doveva esercitare l’opzione sull’acquisto del pacchetto azionario di maggioranza del club bianconero. L’imprenditore russo, socio di minoranza del club (detiene il 40% della società) ha però gettato la spugna come riferisce il Corriere del Ticino.

Era stato molto difficile fare previsioni, anche se, domenica pomeriggio, presente alla prima uscita stagionale della squadra (vittoria 12-0 con i dilettanti del Sementina), il Pres era apparso tranquillo sul futuro, parlando coi giornalisti presenti (Ticinonews) Cosa vi devo dire? Aspetto anch’io come voi. Vorrei non diventasse un peso, devo andare avanti tranquillo. Con Leo ci siamo parlati l’ultima volta a inizio settimana. Credo che se le cose fossero a posto il versamento sarebbe stato fatto: così non è, aspettiamo il termine. Come mai non è ancora accaduto nulla? Non posso fare ipotesi su cose che non conosco, starà facendo le sue valutazioni: la palla è nel suo campo. Se deciderà per il sì, sarò contento; in caso contrario, sarei comunque felice di poter fare un’altra stagione con il Lugano.”

Oggi, dunque, la decisione. Secondo quanto riporta il quotidiano ticinese, “Leo”, sentito per telefono dai cronisti, si sarebbe così espresso: “No, non sono riuscito a rilevare il club. Ero in trattativa con un fondo di investimento, ma l’affare non è andato in porto. Peccato: sono dispiaciuto, ma continuerò a lavorare per il settore giovanile bianconero.” Viene quindi garantito il futuro dal punto di vista tecnico della squadra, cioè la cosa che (logicamente) sta più a cuore ai tifosi.

Secondo indiscrezioni giornalistiche fatte dal Corriere del Ticino, la scorsa settimana, vi era infatti il rischio di una rivoluzione. Si parlava dell’arrivo in panchina del belga Fangio Buyse, lo scorso anno protagonista del ritorno nella massima divisione dell’Olympiakos Nicosia, squadra cipriota di tradizione, ma con un passato recente difficile. E l’ipotesi non godeva del favore dei tifosi bianconeri, che non auspicavano certamente la sostituzione di Celestini con un tecnico senza esperienza nel calcio svizzero.

I problemi sul tavolo sarebbero stati tantissimi: un cambio di proprietà, per esempio, avrebbe costretto la società a rimettere mano al dossier relativo alla licenza per disputare il campionato. Visti i precedenti, infatti, le autorità calcistiche elvetiche vogliono delle garanzie: il caso Xamax è ancora troppo recente per essere stato dimenticato, a Muri. In Ticino, ovviamente, nessuno accostava l’imprenditore russo, che ha sempre dimostrato serietà e professionalità, a Chagaev. Però è oggettivo che, al di là delle parole, vi sia nei fatti diffidenza nei confronti degli investitori stranieri in Svizzera.

Nei giorni scorsi, Renzetti aveva rivelato alla stampa che Novoselskiy aveva chiesto un prolungamento dei tempi, al quale il Pres si era opposto: siamo troppo a ridosso della partenza della stagione, e all’ambiente servono certezze. I soldi dell’Europa League, poi, consentono di guardare al futuro con più tranquillità, almeno per i prossimi 12 mesi.

Sempre Renzetti, parlando domenica con i giornalisti, aveva azzardato delle ipotesi che, rilette oggi, hanno un che di profetico (CDT Sport) : “Forse Leo ha in parte sottovalutato la questione. Lugano è una piazza difficile, e mantenere una squadra in Super League non è semplice. Ci sono poi gli investimenti necessari per allestire una rosa in grado di giocare anche in Europa: vuol dire avere due giocatori per ogni ruolo. Le rivoluzioni delle quali si è parlato? Il tempo serve a fare riflettere le persone. Quello che voglio è che la squadra resti serena. Ne ho parlato con Celestini. Stiamo facendo degli sforzi enormi per costruire una squadra in grado di fare bene su tutti i fronti: non devono esserci alibi di sorta.”

Voltata pagina, dunque. Il gruppo, nel frattempo, dopo la sgambata di domenica, continua a lavorare. Celestini, intervistato dalla RSI dopo l’amichevole col Sementina, era apparso soddisfatto del lavoro fatto finora e del livello di preparazione raggiunto dai suoi. Come avevamo scritto la scorsa settimana, in occasione del raduno, il tecnico aveva costruito un muro tra lui e le problematiche societarie, dietro il quale i suoi ragazzi hanno lavorato, con calma e impegno. E ha avuto ragione, conquistandosi, in questo modo, la fiducia di tutto l’ambiente.

Mercato: come da nostri aggiornamenti via Twitter, partito Dragan Mihajlović per Cipro, alla corte di Tramezzani, e arrivato il terzino Obexer, restano tante le situazioni da definire. Quella più importante riguarda il capitano Sabbatini, il cui contratto scade a fine mese. C’è un accordo con Renzetti, a detta del presidente: ma il giocatore, evidentemente, ha aspettato la chiusura della trattativa societaria. Di sicuro, in più occasioni, il giocatore ci ha detto che rimarrebbe volentieri in Ticino: la famiglia si trova bene, conosce bene l’ambiente, la squadra è competitiva. Secondo noi, rimarrà: ovviamente, a 31 anni, ha davanti a sé l’ultimo contratto importante, e vuole avere garanzie in merito. Anche i tifosi, generalmente critici, gli riconoscono questa cosa, sugli spazi in rete a loro dedicati.

Altre trattative sono in atto, in arrivo e in partenza: manca circa un mese all’inizio del campionato, ma la chiusura del mercato è lontana. Ma il giorno più lungo della storia recente del Lugano si è chiuso, in questa calda mattinata di giugno, con la continuità: se sarà stato un bene o un male, lo dirà il pallone tra qualche tempo, con il suo verdetto definitivo e inappellabile. Da oggi pomeriggio, se non altro, si parlerà solo di calcio. E, detto tra noi, non è male questa cosa.

 

 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.