Boban torna al Milan: prospettive e speranze per il futuro del Diavolo

Da alcuni giorni, è ufficiale il ritorno, dietro a una scrivania, di Zvonimir “Zorro” Boban, indimenticato campione rossonero degli anni ’90, fino alla scorsa settimana dirigente alla corte di Infantino, nella sede elvetica della FIFA.

Croato, 51 anni, da tre anni alla FIFA, una brillante carriera imprenditoriale anche lontana dai campi da calcio: il ritorno di Boban è da vedersi, per il popolo rossonero, come una buona notizia. Certo, facciamo ancora parte della generazione che si esaltava per l’arrivo dei calciatori di nome, e l’analisi dei bilanci non ci esaltava neppure nel corso degli studi universitari. Però, nella Pedata, soprattutto di oggi, quello del dirigente resta un ruolo importante, visto che contano anche la strategia della proprietà e le risorse che verranno messe in campo.

E, proprio analizzando gli elementi oggettivi di questa operazione, i tifosi rossoneri possono abbozzare un timido sorriso. L’ex centrocampista, per venire in via Aldo Rossi, ha rinunciato a una carriera di primo piano nel governo del calcio (avevamo scambiato due parole con lui a Lucerna, al tradizionale Galà invernale della SFL). Solo pochi giorni fa, colleghi molto più informati di noi (come Stefano Olivari) avevano esternato delle forti perplessità rispetto alla possibilità che uno come lui, nella sua posizione, avrebbe accettato di fare il parafulmine per scelte impopolari (ma probabili, alla luce dei paletti imposti dal FPF) come la cessione di qualche pezzo pregiato (Donnarumma? Suso? Abbiamo provato più avanti a fare delle ipotesi).

Altro elemento oggettivo è lo spessore del personaggio: Boban non è solo una bandiera di una delle edizioni più vincenti del Milan. Il croato ha titoli di studio universitari, parla diverse lingue, ha una rete di contatti di primo livello, in questo mondo, affinata in questi 3 anni di presenza nel governo mondiale del calcio.

È persona intelligente e non banale (lo era anche da giocatore, come ricordiamo noi, che ahimè, abbiamo l’età per aver vissuto quegli anni di persona). Evidentemente, crede nel progetto di Eliott, e nelle sue prospettive future a breve e lungo termine. E questa, per i tifosi del Diavolo, non può che essere una buona notizia.

Probabilmente, accadrà qualcosa tra non molto tempo: è sempre apparso evidente, ai tanti analisti, che un fondo d’investimento non ha alcun interesse a mantenere la proprietà di una squadra, seppur prestigiosa come il Milan. Può darsi che ci sia all’orizzonte qualcosa di concreto, rispetto a un acquirente che voglia fare un discorso di lungo termine. E l’impegno di Boban, che dovrebbe andare più in là, perlomeno a livello temporale, può essere visto come segnale positivo in tal senso.

Certamente, le prossime settimane dovrebbero rivelare qualcosa in più. L’arrivo del croato, però, è in controtendenza rispetto a una situazione che, solo all’inizio della scorsa settimana, era quantomeno preoccupante. Personaggi affacciati alla porta di Casa Milan, ma non ancora ufficializzati. Notizie di fantamercato quantomeno da varietà televisivo, allo stato attuale (Barella, per esempio), e molto altro.

Ora, vi sono alcune certezze: Giampaolo ha rescisso il contratto con la Sampdoria, e anche Maldini ha firmato, assieme a Boban. Certo, c’è un certo ritardo nella programmazione della prossima stagione, anche se iniziano a girare alcuni nomi. Si parla dell’ex doriano Torreira, oggi all’Arsenal, e di Stefano Sensi, nazionale azzurro, in forza al Sassuolo. Per questa opzione, potrebbero essere importanti anche i buoni rapporti personali tra il neo direttore tecnico dei rossoneri Maldini con il procuratore del giovane dei neroverdi, Beppe Riso.

Molto conterà anche dalla futura disposizione tattica del Milan. Suso, uno dei giocatori più interessanti tra i rossoneri, potrebbe essere il sacrificato. Come riportava Milan News, l‘andaluso risponde in pieno all’identikit: è arrivato a parametro zero (quindi creerebbe una plusvalenza pura, in ottica FPF). Va inoltre tenuto conto che, a novembre, compirà 26 anni, con tutto ciò che questo consegue in termini di valore del cartellino.

L’altro aspetto, forse più importante, riguarda la disposizione in campo futura del Diavolo. Suso (7 reti e 10 assist per lui nella scorsa stagione), come sappiamo, gioca da esterno, e ha scarsa duttilità tattica. Se, come sembra, Giampaolo rinuncerà al 4-3-3 per un 4-3-1-2, modulo da lui usato in precedenza, non avrebbe più senso insistere con gli esterni in attacco, ruolo dove, tra l’altro, lo spagnolo non ha sostituti di livello adeguato che lo possano far rifiatare.

Tutti questi indizi, insomma, potrebbero portare all’ipotesi che sia il giocatore nato a Cadice la pedina da immolare sull’altare del FPF. Ovviamente, bisognerà valutare quanti saranno disposti a sborsare i 38 milioni della clausola di rescissione (valida per l’estero) contenuta sul contratto che lega l’attaccante alla squadra milanese.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.