Italia, quanta qualità tra i pali

Il lento tramonto che sta attraversando un mostro sacro del nostro calcio come Gianluigi Buffon ha dato il via a un fiorente ricambio generazionale. Oltre al più esperto Sirigu che, a 32 anni, ha disputato una stagione eccellente con il Torino, nelle ultime stagioni si sono messi in luce con prepotenza molti altri giovanissimi portieri, capaci di guadagnarsi una maglia da titolare in una squadra di Serie A.

Il giocatore che ha maggiormente attirato le luci della ribalta è ovviamente Gianluigi Donnarumma, ventenne da meno di quattro mesi ma già capace di collezionare 164 presenze con la maglia del Milan e 12 con quella della nazionale maggiore, un predestinato. La porta degli azzurri sembra essere affar suo per i prossimi tre lustri e, se il suo rendimento dovesse continuare a migliorare, non ci sono molti dubbi a riguardo.

Oltre all’estremo difensore del Milan nelle ultime due stagioni si è messo in risalto anche Alex Meret, di due anni più vecchio rispetto al collega di Castellammare di Stabia e già titolare nella SPAL e nel Napoli in Serie A. Alcuni infortuni hanno rallentato l’esplosione del ragazzo di Udine di cui si parla un gran bene: la società di De Laurentiis punta forte su di lui e la prossima stagione si preannuncia quella della consacrazione. Tra pochi giorni Meret sarà impegnato nell’Europeo Under 21, anche se Di Biagio potrebbe preferirgli Emil Audero. Il portiere della Sampdoria, titolare indiscusso con ii blucerchiati, è del 1997 come Meret ma vanta ben 10 presenze con la Nazionale Under 21. Il prezzo pagato dal Napoli e dalla Sampdoria per questi due portieri (20 milioni il primo, 27 milioni il secondo nel pacchetto che comprendeva anche Karnezis) la dice lunga sul loro valore, soprattutto in prospettiva.

Meno giovane e forse per questo sottovalutato rispetto ai colleghi, il classe 1994 Alessio Cragno si sta rendendo assoluto protagonista con la maglia del Cagliari da più di una stagione. Il suo rendimento è in continuo miglioramento e in quest’estate potrebbe anche cambiare squadra, dal momento che più di una big del nostro campionato ha bisogno di guardare al futuro per quanto riguarda il ruolo di portiere (si pensi alla Roma ma anche all’Inter, considerando che Handanović ha già trentacinque anni).

In questo contesto vanno inseriti altri due nomi, uno in rapida ascesa e uno che si sta, suo malgrado, eclissando: il giovanissimo estremo difensore del Milan Alessandro Plizzari, di cui molti esperti decantano le lodi già da un paio d’anni, sta vivendo un mondiale Under 20 da protagonista. Il suo futuro è legato a doppio filo a quello di Donnarumma: finché Gigio resterà al Milan, sembra difficile che Plizzari possa trovare spazio; in caso di cessione del numero 99, ipotesi più che plausibile, Plizzari potrebbe prendersi la porta dei rossoneri, magari scontando un primo periodo di alternanza con l’esperto Reina. Chi sta perdendo quotazioni, invece, è Mattia Perin: un anno fa sembrava essere in ballottaggio con Donnarumma per diventare il titolare della nazionale; ora, dopo un anno trascorso in panchina con la Juventus, Perin sembra essere stato tagliato dal giro azzurro.

Una generazione così promettente di portieri italiani non si vedeva da molti anni e l’idea di poter tornare ai fasti dei primi anni 2000, quando in Serie A giocavano contemporaneamente gente del calibro di Buffon, Toldo, Peruzzi e Pagliuca, stuzzica le fantasie dei tifosi. Possiamo dirlo, il futuro della porta dell’Italia è in buone mani.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.