I messaggi che arrivano dal discusso Gran Premio del Canada, ma senza polemica

Per la prima volta in questa stagione, una Ferrari ha tagliato il traguardo davanti a tutti. Solo una penalità, tanto discussa, ha negato alla Rossa di Sebastian Vettel il successo al termine di un Gran Premio del Canada finalmente combattuto. Il terzo settore della pista di Notre Dame, infatti, ha permesso alla Ferrari di stare al livello di Mercedes, che però sul passo gara si è dimostrata più veloce e, infine, vincente.

Il primo messaggio che ci arriva da Montréal è che la Ferrari è ancora inferiore alla Mercedes. Nonostante la pole position, in gara Vettel ha faticato per quasi tutta il Gran Premio a tenere alle spalle Hamilton e, allo stesso tempo, Leclerc non è mai riuscito a infastidire il campione britannico. Sul giro secco Seb è riuscito a sfruttare al massimo il terzo settore, composto da rettilinei su cui la Ferrari raggiunge velocità strabilianti. In gara, però, il passo gara ha dimostrato la superiorità di Mercedes, che, grazie anche al lavoro di Lewis, ha potuto pressare Vettel dall’inizio alla fine. Insomma, la Ferrari è ancora in crisi di prestazioni e anche sui tracciati più adatti alle proprie caratteristiche non riesce a essere più prestazionale della scuderia di Toto Wolff.

Il secondo messaggio che ci arriva da Montréal riguarda Sebastian Vettel. Qui la questione è più complessa. Innanzitutto tutti quelli che si sono permessi di criticare il talento del tedesco nel corso dell’ultimo anno si saranno accorti dell’errore: Vettel è un campione di enorme talento. Oltre a ciò, le urla nel team radio di fine qualifica dimostrano il suo amore per il mondo Ferrari e la sua straripante voglia di stare davanti a tutti. Su questi punti sarebbe il caso di non tornare più nel prosieguo della stagione. Seb non può essere messo in dubbio per la volontà, la passione e il talento.

Contemporaneamente, però, non si può negare l’errore che ha sconvolto la gara e che ci conferma che il problema di Vettel rimane la testa. Tutti gli appassionati sanno che dopo lo scivolone del GP di Germania del 2018, Seb non è più riuscito a mantenere i nervi saldi come in passato. Probabilmente una vittoria avrebbe potuto rappresentare una svolta nella sua stagione, che necessita di una mente più libera e determinata per provare a infastidire le due Mercedes. La pole position di sabato non basta ed è naturale che sia così: nessun pilota si accontenta di partire davanti, soprattutto se quel pilota è quattro volte campione del mondo e guida una Ferrari.


La beffa di ieri non fa che rallentare la ripresa mentale di Vettel, che solo due anni fa si ritrovava con un titolo in più del suo rivale Hamilton e che oggi può solo ineluttabilmente rincorrerlo. Proprio il campione del mondo in carica si sta dimostrando mentalmente perfetto, con una sicurezza che va oltre la classifica favorevole e la monoposto più veloce. A suo vantaggio Seb può contare sul fatto che il rapporto con Leclerc sta pendendo sempre più verso il tedesco, anche in questo caso nonostante i dubbi di molti a inizio stagione.

Per quanto riguarda la monoposto, è ormai chiaro che l’impostazione della SF90 non è azzeccata. La lentezza in curva è allarmante, la trazione e la gestione degli pneumatici di Mercedes appaiono inimitabili e la Ferrari può contare solo sulla velocità di punta in rettilineo. I prossimi sviluppi saranno decisivi, ma sempre con la consapevolezza che anche Mercedes si svilupperà e che il mondiale è ormai chiuso. Per far sì che l’arrabbiatura e la voglia di rivalsa di Vettel si concretizzino sul gradino più alto del podio, la Ferrari dovrà escogitare qualcosa di sorprendente, altrimenti il dominio tedesco sarà destinato a continuare oltre ogni record.

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Provinciale di nascita, ma cittadino del mondo. Innamorato dello sport, ma soprattutto del calcio e della Formula 1. Impazzisce per le montagne da scalare, i palloni da calciare e i fogli e le penne per scrivere.