La prima viola di Commisso

Rocco Commisso ha assaporato il calore del pubblico gigliato per la prima in viola. L’entusiasmo è stato tanto e anche comprensibile; nell’ultimo periodo, con una salvezza ottenuta in extremis, la sfiducia e la paura si erano fatte strada nei cuori dei tifosi fiorentini. Poi dopo quel discusso pareggio con il Genoa all’improvviso una luce, la cessione, il cambio di rotta e il fascino della novità. Firenze diventa made in Usa e dalle parti dell’Artemio Franchi si respira una’ria diversa.

Commisso si è distinto per il suo carattere spumeggiante, vivace, quasi confidenziale già con la stampa. Ha saputo toccare le corde giuste per accendere il pubblico accorso alla sua presentazione. Ora però è tempo di pianificare e mettersi subito all’opera perché il tempo stringe nonostante sia da poco terminato il campionato. Ciò che ha colpito in particolare è stata una sua visione già orientata all’Europa, si pensa in grande e si punta anche a obiettivi prestigiosi come quello di creare una squadra competitiva addirittura per affrontare la Juve. Necessario rimanere con i piedi per terra però le intenzioni di voler spendere e tanto ci sono e per questo motivo ha messo in mezzo anche il fair play finanziario sperando che non possa essere un ostacolo nel suo progetto. Un’altra cosa su cui ha destato parecchie sorprese e la volontà di mantenere da una parte Chiesa, tenendo la strada dell’ultimo comunicato ufficiale della precedente gestione, dall’altra confermando Vincenzo Montella, che in tanti già davano in partenza. Insomma Commisso è arrivato e ha già mischiato le carte stravolgendo voci e rumors delle scorse settimane. Vediamo se sarà di parola.

Condividi
Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.