Under 23 e Primavera: le due macchie stagionali della Juventus regina d’Italia

Un’altra stagione di dominio assoluto. Nemmeno il detrattore più convinto può mettere in dubbio il fatto che la Juventus sia l’assoluta padrona della Serie A. A dare ragione ai bianconeri è anche la storia. Mai nessuno, durante le 115 edizioni del campionato, aveva realizzato un filotto così lungo. Neanche il Grande Torino, fermo a quota 5. Tutto questo, unito alla tradizione, che fa della Juventus una delle squadre più attente al settore giovanile, potrebbe far pensare a una egemonia anche in Serie C – dove esordiva la formazione under 23 – e nel Campionato Primavera. Invece queste due squadre hanno deluso ogni aspettativa, non riuscendo a lasciare un’impronta ben definita.

La formazione Under 23, guidata dall’ex allenatore del Mestre Mauro Zironelli, aveva attorno a sé gli occhi di curiosi e critici. La curiosità era naturalmente dettata dalla novità di vedere una squadra B impegnata in un campionato professionistico. Anche perché secondo alcuni rappresenterebbe il modo migliore per far emergere i calciatori più giovani, che spesso si trovano impantanati in anni di prestiti. Ma c’era comunque una fetta importante di tifosi e addetti ai lavori che ne hanno criticato la scelta: a Pisa, ad esempio, per protesta nei confronti della decisione della Lega, gli ultras hanno disertato sia la trasferta che la gara casalinga.

Farcita di ex primavera e di quattro fuori quota scafati per la categoria – nella fattispecie Nocchi, Alcibiade, Del Prete e Mokulu – si pensava che la Juventus U23 avrebbe recitato un ruolo da protagonista o che quantomeno si sarebbe qualificata per i playoff. Invece i bianconeri hanno pagato lo scotto dell’esordio: ne è scaturita una stagione totalmente anonima, terminata al dodicesimo posto, in cui gli squilli di tromba sono stati davvero pochi.

Ma se la Juventus Under 23 ha qualche attenuante, dovuta alla mancanza di esperienza rispetto alle altre squadre di C, lo stesso non si può dire per la formazione Primavera. La squadra allenata da Francesco Baldini ha toppato clamorosamente le prime sei posizioni, che gli avrebbero consentito di approdare alla fase finale. L’ottavo posto non è soddisfacente per una formazione che comunque partiva tra i favoriti ai nastri di partenza. A destare perplessità è stata soprattutto la fase difensiva: 54 gol subiti (come il Genoa terzultimo) sono davvero troppi e hanno finito per vanificare il buon bottino di reti realizzate.

In conclusione, se per la prima squadra l’annata è stata l’ennesimo trionfo, non si può dire lo stesso per le seconde linee. L’Under 23 e la Primavera rappresentano due macchioline nella ennesima stagione da favola per la Juventus. E conoscendola la dirigenza juventina non sarà affatto contenta.