Lugano, Celestini: “Chi scenderà in campo, farà bene come i titolari assenti”

Ultima trasferta, questa di Neuchâtel, per il Lugano di Fabio Celestini. In palio, ci sono 3 punti che potrebbero consentire ai bianconeri di mantenere le distanze dalle inseguitrici a un terzo posto che, a oggi, vale l’accesso alla fase a gironi di Europa League. Sicuri assenti, gli squalificati Gerndt e Črnigoj. La squadra partirà per la Svizzera romanda domattina: il calcio d’inizio sarà alle 20.00. Al termine dell’allenamento, l’allenatore ha incontrato la stampa: ecco le sue principali dichiarazioni (FC Lugano).

“Il risultato di Berna non ha influito particolarmente sulle nostre motivazioni: c’è pressione, ma è positiva” sono state le prime parole del tecnico“Comunque vada, siamo salvi, abbiamo fatto 44 punti, disputando un grande girone di ritorno, che ci vede con una differenza reti di più 1, capaci d’infilare una serie di 10 partite senza sconfitte. Non voglio pensare che qualcuno sarebbe deluso se non arrivassimo terzi, sarebbe una barzelletta. Premesso questo, vogliamo assolutamente difendere uno dei posti europei.”

“Mancherà Gerndt, e spero che Armando faccia una buona partita, ripetendo la prestazione di Basilea. Sono sicuro che darà tutto, e sarebbe fantastico se le sue prestazioni regalassero di nuovo l’Europa al Lugano, come due stagioni fa. Non è la prima volta in stagione che mi ritrovo a fare i conti con delle assenze: la mia certezza è che lo spirito e la voglia della squadra sono sempre andati al di là dei singoli. Chi gioca dà sempre il massimo, e io costruisco una squadra su misura per chi scende in campo.”

“Troveremo un avversario motivato, anche se dovrà per forza aspettarsi risultati positivi dagli altri campi. Non li abbiamo mai battuti in campionato, servirà una grande prestazione a livello di gioco: loro proveranno a vincere, è la loro unica possibilità. Siamo una squadra di carattere: parlo molto con tutti, e questo aiuta. La società ci ha messo del suo per creare un’ambiente di lavoro sereno: questa è anche una bellissima storia umana, e questo aiuta a raggiungere traguardi.”

“Le discussioni di giovedì sera con la panchina del San Gallo fanno parte del calcio. Con loro c’erano stati problemi all’andata, quando Itten si fece male. Loro erano nervosi, in occasione di un fallo di gioco il loro fisioterapista è partito verso il quarto uomo: non si fa, ci sono delle regole. Sugli arbitri, ogni tanto resto perplesso riguardo alla gestione dei cartellini: veniamo ammoniti più spesso degli altri, per interventi sui quali si sorvola per giocatori delle altre squadre. Ma non voglio scuse, non le accetto neppure dai ragazzi”

“Penso al mio futuro, com’è normale che sia. Sono stato accolto bene da tutti, ho passato bei momenti anche lontano dai campi di gioco: non era facile, visto che la mia famiglia è lontana. Stiamo parlando, ma non c’è ancora chiarezza dal punto di vista societario: certo, se dovessi partire per Panama, sapendo poi di non tornare, non nego che un po’ di emozione ci sarà.” 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.