Russia, la volata per l’Europa coinvolge nove squadre

Nove squadre per sei posti: chi rappresenterà la Russia nelle coppe europee della prossima stagione?

La migliore stagione internazionale di sempre non ha trovato seguito in quella in corso, con le squadre russe che hanno ottenuto il punteggio più basso dell’ultimo quindicennio. Ecco perché chi si qualificherà avrà una responsabilità maggiore: il Portogallo aspetta un altro passo falso per soffiare il sesto posto in graduatoria e, conseguentemente, un piazzamento in Champions League.

Vediamo nel dettaglio la volata conclusiva per quanto riguarda la parte alta della classifica. Ancora da sciogliere la questione della coppa di Russia, con le semifinali di ritorno in programma il 15 maggio. Il Rostov ospita la Lokomotiv dopo il 2-2 di Mosca, l’Arsenal è chiamato alla rimonta contro l’Ural (1-0 a Ekaterinburg).

ZENIT 57 punti

Memori delle recenti rimonte a San Pietroburgo preferiscono non esultare prima della certezza matematica, ma la vittoria del campionato ormai è soltanto una formalità. Resta da capire quando questo accadrà, magari già sabato: qualora lo Zenit espugnasse il campo dell’Akhmat dovrebbe sperare che, in serata, l’Arsenal (mai sconfitto nel 2019) non perda in casa con la Lokomotiv (anch’essa sempre a punti, peraltro come la capolista, dopo la pausa). Sono passati quattro anni dall’ultimo trionfo e dall’ultima qualificazione alla Champions League, dove giocò un girone sensazionale; finalmente lo Zenit è pronto a tornare ad un livello di sua competenza, superando alcune stagioni tribolate che hanno visto scendere in campo una versione sbiadita e mediocre.

LOKOMOTIV 49 punti

L’avvio stentato, soprattutto in fase realizzativa, aveva prodotto grosse perplessità sulle chance dei ferrovieri di confermarsi dopo la vittoria della scorsa stagione. La gestione esperta di Semin, invece, ha mantenuto il Lokomotiv nei binari giusti, tenendo a bada con pragmatismo squadre più appariscenti e frizzanti. Più che il primato l’obiettivo deve essere quello di difendere i gironi di Champions League: il vantaggio sul Krasnodar è buono, ma guai a mollare la presa. Anche perché dopo la pessima campagna europea dell’autunno passato i moscoviti vogliono a tutti i costi riprovarci.

KRASNODAR 46 punti

Il Krasnodar ha fatto la sua gavetta in Europa League, affermandosi come una realtà ormai consolidata ed è chiamato al salto di qualità. Gli eventuali turni preliminari nascondono molte insidie e il secondo posto sembra irraggiungibile, comunque la squadra ha ritrovato fiducia dopo il pesante successo con il CSKA. La primavera è stata difficile ma i ragazzi di Musaev meritano di chiudere la stagione col botto. Il calendario è aspro, soprattutto perché in trasferta il Krasnodar non vince proprio dal match di andata col CSKA, quindi un girone fa, e ora avrà tre partite di fila proprio lontano da casa.

CSKA 44 punti

L’attuale posizione del CSKA è analizzabile da due punti di vista completamente opposti. Prendendo in considerazione le scarse certezze estive, frutto del massiccio rinnovamento della rosa, la compagine moscovita può dirsi soddisfatta della propria annata, soprattutto perché sono state poste basi importanti per un futuro decisamente roseo. Certo, nelle ultime settimane sono stati persi malamente alcuni punti decisivi per la corsa alla Champions League, vedi le due partite casalinghe con Ufa e Orenburg, nelle quali la retroguardia di Goncharenko ha subito ben cinque reti. Troppe, se confrontate alle tredici delle altre ventiquattro giornate. Il quarto posto dovrebbe essere al sicuro, sebbene il CSKA nutra ancora, a ragione, grandi velleità per salire sul podio.

SPARTAK 40 punti

In casa Spartak il caos regna sovrano e i biancorossi non vedono l’ora che questa stagione finisca. Con o senza Europa, alla fine, cambia poco. Il bielorusso Kononov, dopo un avvio incoraggiante, sembra aver perso le redini dello spogliatoio e i risultati continuano a peggiorare. Il calendario, in realtà, è amico, visto che il coefficiente calcolato in base alla classifica delle avversarie è il più alto di tutti. Ma lo Spartak attuale difficilmente espugnerà i campi di Ural (qui ci ha già perso in coppa) e Krylya Sovetov. L’Arsenal, a tal proposito, non si farà trovare impreparata.

ARSENAL 39 punti

Una macchina da Europa. A Tula, dopo averla sfiorata dodici mesi fa, ora la sognano per davvero. In primavera non hanno mai perso, subendo soltanto due reti in nove partite. E, soprattutto, esistono tre vie per raggiungere l’Europa League, ovvero attraverso la vittoria in coppa di Russia, che è anche la più redditizia, oppure mediante il piazzamento in campionato, perché un eventuale successo della Lokomotiv nel secondo trofeo nazionale renderebbe utile anche il sesto posto, occupato adesso proprio dall’Arsenal. Il calendario propone due sfide durissime in casa, ma i ragazzi di Cherevchenko tra le mura amiche sono insuperabili: hanno già battuto le altre del quintetto di testa e complessivamente hanno subito una sola sconfitta, per mano del Rostov. La sconfitta dell’Anzhi a Krasnojarsk, poi, potrebbe rendere ancora più agevole il viaggio in Daghestan.

ORENBURG 36 punti

La sconfitta patita a Kazan taglia fuori la compagine di Fedotov, autrice comunque di una stagione pazzesca. Partita come neopromossa, non è mai stata coinvolta nella lotta per non retrocedere. Un traguardo importante dopo la dolorosa retrocessione nello spareggio con lo SKA (decisivi i calci di rigore dopo nessuna rete in 210’). Nelle ultime gare casalinghe ha rosicchiato punti a Rostov e Arsenal, a breve ospiterà lo Spartak: sarà lui l’arbitro della corsa all’Europa League?

ROSTOV 36 punti

La sensazione è che in riva al Don abbiano staccato la spina, lasciando tutte le attenzioni alla coppa. Nelle ultime settimane gli uomini di Karpin hanno perso molti punti in modo evitabile, tant’è che con un po’ più di attenzione si troverebbero almeno davanti allo Spartak. Pensare a una rimonta adesso non ha senso, anche perché il Rostov, tenendo conto della classifica delle avversarie, ha il calendario peggiore di tutti. Ecco perché il campionato, ormai, merita interesse soltanto per racimolare gli ultimi punti per la salvezza matematica. Poi la testa e il cuore saranno rivolti alla semifinale di ritorno con il Lokomotiv (15 maggio): il 2-2 in trasferta mette Popov e compagni nella stessa posizione del quarto col Krasnodar, battuto poi di misura tra le mura amiche.

AKHMAT 35 punti

Nel segno della continuità. Senza però alcun acuto. La compagine di Grozny ha il merito di salvarsi sempre con grande tranquillità ma fallisce costantemente lo step successivo, facendosi beffare per quanto riguarda l’Europa da squadre certamente non superiori. Quest’anno l’Akhmat ha avuto un rendimento insolito, non sfruttando appieno il fattore campo, noto punto di forza: meglio fuori casa, dove ha raccolto ben sei vittorie. Il risultato finale, però, è il solito. Un campionato anonimo, nel bene e nel male.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.