A Tula l’Europa League non è più un miraggio

Undicesimo risultato utile consecutivo per l’Arsenal, che passa a Makhachkala e consolida le proprie ambizioni europee. Al momento ha ancora a disposizione tre vie diverse per raggiungere lo storico traguardo dell’Europa League e la matematica non lo taglia fuori nemmeno da una clamorosa qualificazione in Champions League.

Da saliscendi a realtà affermata-Sei anni fa l’Arsenal si trovava in terza serie, ora è a un passo dal migliorare ulteriormente l’ottimo settimo posto della stagione scorsa. Un risultato ottenuto mediante un cammino tortuoso, visto che in mezzo ci sono state due retrocessioni e una salvezza agli spareggi, ma certificato dalla capacità espressa negli ultimi mesi di confermarsi ad alto livello. L’appellativo di saliscendi è ormai un ricordo: adesso Tula è una piazza di calcio a tutti gli effetti.

Il fallimentare esperimento autoctono-Nel 2014 Tula riuscì per la prima volta ad apparire nella geografia della massima serie. Fu però una stagione davvero tribolata quella dei ragazzi di Alenichev, anche in virtù di una strategia alquanto opinabile che prevedeva unicamente l’utilizzo di calciatori russi (ad eccezione del mediano montenegrino Kascelan, comunque in squadra da tempo). Il risultato finale fu disastroso ed ebbe il solo effetto di corroborare le tesi di coloro i quali apprezzerebbero un’eventuale riduzione del limite sugli stranieri.

La strada a tre corsie che conduce verso l’Europa-La situazione attuale dell’Arsenal è per certi versi paradossale: può imboccare tre percorsi diversi per qualificarsi all’Europa League ma le possibilità di rimanere a bocca asciutta non sono affatto esigue. Partiamo da quella più redditizia, ovvero la vittoria della coppa di Russia. In quel caso i ragazzi di Cherevchenko avrebbero in bacheca un titolo, se ne giocherebbero un altro (la Supercoppa) e sarebbero già ai gironi della seconda competizione europea, evitando così gli spigolosi turni preliminari. Per non sciupare questa via, innanzitutto, servirà una prestazione perfetta mercoledì nella semifinale di ritorno con l’Ural, impostosi di misura in casa. Poi la finale di Samara, prevista per sette giorni più di tardi, porterebbe in dote una tra Lokomotiv e Rostov. Per quanto riguarda il campionato, invece, l’Arsenal ha bisogno della quinta posizione per aggiudicarsi il secondo turno preliminare (terzo qualora il Lokomotiv dovesse vincere la coppa nazionale), oppure può accontentarsi della sesta nel caso in cui si dovesse verificare quanto ipotizzato tra parentesi e in quel caso, ovviamente, avrebbe sempre bisogno di disputare un totale di sei partite per andare alla fase a gironi. Al momento l’Arsenal è sicuro di arrivare sesto, ma ha nel mirino CSKA (a parimerito, avanti negli scontri diretti) e Spartak (una lunghezza di svantaggio, i moscoviti hanno perso sia a Mosca che a Tula) e la matematica lascia aperto anche il terzo posto, valevole per i preliminari di Champions League (cinque punti da recuperare al Krasnodar, da affrontare domenica). A due giornate dalla fine può succedere ancora di tutto: l’Arsenal, oltre ad ospitare i neroverdi, deve sfidare la Dinamo, il CSKA attende in casa l’Akhmat e il Krylya mentre lo Spartak, reduce da due provvidenziali successi risicati, ha due trasferte, a Samara e a Orenburg.

Numeri da squadra invincibile-Nel 2019 l’Arsenal non ha mai perso e soltanto lo Zenit è stato in grado di raggranellare più punti. In undici partite sono arrivate ben sette vittorie, grazie anche a una difesa granitica che ha subito due gol, a fronte dei quattordici realizzati. Statistiche che delineano in modo inoppugnabile la differenza rispetto alla prima parte di stagione, quando nelle ultime dieci giornate autunnali i punti totalizzati erano stati dodici, mentre accanto a un medesimo computo di gol segnati quelli subiti erano addirittura diciannove. Un’enormità, retaggio della vocazione offensiva impartita da Kononov durante il ritiro estivo. Il tecnico bielorusso ora allena proprio lo Spartak, diretto rivale verso l’Europa, e Cherevchenko è stato abile a conferire maggiore stabilità all’organizzazione di gioco di una squadra spesso troppo inconcludente nella gestione del punteggio. A Tula, poi, non passa nessuno: quattro delle prime cinque in classifica hanno perso (il CSKA, per la verità, sul neutro di Grozny) e il Rostov è stata l’unica squadra ad uscire corsara dalla città.

Il nodo prestiti e le incognite sul futuro-Una stagione da sogno e poi? Tanti uomini chiave dell’Arsenal non sono di proprietà del club stesso e quindi esistono poche certezze sull’organico dell’immediato futuro. Kadiri, Tkachev, Mirzov, Bakaev, Lesovoj (dallo Zenit 2!), Djordjevic, Ozegovic: tutti titolari, tutti in prestito. Il rischio di un esodo di massa esiste, anche in caso di Europa League. Soprattutto perché le ottime prestazioni di questi calciatori convinceranno molti club a trattenerli. Una questione, quindi, da affrontare nell’immediato, in modo da alzare ulteriormente l’asticella degli obiettivi. Comunque vada, questo sarà un anno da record, con il muro dei 42 punti già superato e un sensazionale sesto posto.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.