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Al secondo anno nel massimo campionato femminile italiano, il primo in cui la Serie A in rosa viene gestita dalla FIGC, la Juventus Women mette a segno la sua prima doppietta, conquistando campionato e Coppa Italia. Ed entrambe le volte contro la Fiorentina. Cosa vuol dire questo?

Partiamo dall’inizio, dalla acquisizione del titolo sportivo del Cuneo di Eva Callipo: appena sbarcata nel mondo del calcio femminile italiano la Juventus ha subito attirato a sè l’attenzione di addetti ai lavori ma soprattutto di giocatrici, che hanno deciso di vestire i colori della Vecchia Signora per senso di appartenenza e tifoseria. E così sono arrivate giocatrici del calibro di Laura Giuliani, Barbara Bonansea, Manuela Giugliano e Cristiana Girelli, giusto per citare alcune punte di diamante della formazione guidata da due anni da Rita Guarino, ex tecnico della Nazionale Under 17 Femminile.

La prima annata si risolse al cardiopalma, con la vittoria ai rigori della Juventus Women contro il Brescia nello spareggio scudetto, il Brescia che avrebbe poi ceduto il titolo al Milan e sarebbe ripartito dall’Eccellenza lombarda. Il secondo anno, però, ai nastri di partenza vedeva molte più squadre con l’ambizione del titolo, come la Roma di Elisabetta Bavagnoli e il Milan di Carolina Morace, che sono arrivate terze sprecando tutto all’ultima giornata contro il ChievoVerona Valpo.

Per quest’anno la squadra bianconera si è rafforzata soprattutto a livello internazionale, prelevando il portiere Bačić dall’Anderlecht, la centrocampista Sikora e l’attaccante Girelli dal fu Brescia, la centrocampista Junge-Pedersen dal Vittsjö, il difensore goleador Ekroth dal Djurgården e l’attaccante Aluko dal Chelsea. Pronti, via e le juventine sono uscite dalla Women’s Champions League ad appannaggio del Brøndby, che nel doppio confronto ha avuto ragione delle italiane grazie ad una maggiore fisicità e cinismo.

A questo punto c’era da gestire il contraccolpo psicologico e allontanare spettri e fantasmi. Cosa non sempre riuscita, se si considerano il doppio pareggio con l’Atalanta Mozzanica e le sconfitte fuori dalle mura amiche di Vinovo con il Milan e il Sassuolo. C’è stata da gestire la squadra soprattutto a livello psicologico, dopo un inizio così pesante e in questo Rita Guarino, che è laureata in Psicologia dello Sport, ha fatto un lavoro egregio: “Arrivi a un certo momento del campionato in cui, avendo perso quattro punti in una settimana, si rischia la disfatta. La forza di rimanere compatte, e di pensare che evidentemente non era stato fatto abbastanza fino a quel momento, ha fatto la differenza subito dopo. Il segreto è stato proprio il lavoro e il rimanere coerenti con gli obiettivi prefissati. In questo senso, la settimana decisiva per noi è stata quella che ci ha portato alla vittoria sul campo della Fiorentina in campionato, perché stata meritata e ci ha dato autostima e consapevolezza sui nostri mezzi”.

La Juventus ora ricorrerà sicuramente al mercato per rinforzare la squadra e fare un ulteriore passo in avanti, sia in ottica Champions che in ottica italiana, vista la presenza nella prossima Serie A Femminile dell’Inter Women e il sicuro rafforzamento di altre compagini come Milan, Fiorentina e Roma. Ma la squadra piemontese ha dimostrato che la sua non sarà un’apparizione fugace nel calcio femminile ma invece è un altro tassello che si va a incastrare in un quadro più ampio che dovrà, per forza di cose, portare le calciatrici al professionismo. E la pietra miliare sarà il Mondiale di Francia 2019 che, siamo sicuri, cambierà la percezione del calcio femminile nei tifosi italiani. E dove le calciatrici della Juventus giocheranno un ruolo importante.

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Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.