Tutti sul carro del vincitore

“Ah, se avesse avuto sempre la testa!” “Sarebbe da primi tre del mondo per il braccio che ha, peccato per la testa”.
Quante volte abbiamo sentito queste frasi in relazione a Fabio Fognini. Sottolineature che diventavano puntuali cantilene ogni volta che il tennista ligure cadeva in qualche defaillance. La mancanza di continuità da una parte, gli atteggiamenti sopra le righe dall’altra. Veniva considerato un talento sprecato, mai sbocciato veramente. E intanto cresceva l’antipatia nei suoi confronti, a causa di quella sensazione di rimpianto e di quel carattere spesso indisponente.

Adesso invece, dopo la bellissima vittoria di Montecarlo, Fognini sembra essere rinato anche di fronte ai suoi detrattori più incalliti. La sua impresa viene osannata e lui riabilitato dal suo passato di bad boy. Il suo modo di stare in campo, i suoi gesti, i monologhi con se stesso tra un punto e l’altro: un tempo fonte di critiche e ora visti quasi con entusiasmo. Qualcuno lo paragona a Panatta, altri lo definiscono il miglior tennista italiano degli ultimi quarant’anni. Evidentemente basta una vittoria, seppur prestigiosa, per cambiare i giudizi e per far salire tutti sul carro del vincitore.

Andando oltre queste considerazioni, è innegabile che Fabio Fognini adesso sia un giocatore diverso rispetto al passato. Più maturo, meno personaggio. Probabilmente è stata proprio la vita privata a renderlo più tennista, oltre che più uomo. Il matrimonio con Flavia Pennetta è combaciato con il periodo di maturazione tennistica. Non a caso dal 2016 in poi si è espresso ai suoi massimi livelli, riuscendo a vincere sei finali su nove disputate. Un cambio di marcia significativo, se si pensa che lo stesso risultato lo aveva raggiunto nei dieci anni precedenti di carriera e con un rapporto vittorie/sconfitte completamente ribaltato.

Per ogni sportivo la maturità arriva in un’epoca diversa della propria carriera. Per Fognini è forse arrivato il momento di fare quella accelerata che tutti gli chiedono da quando, nel 2002, con le stimmate del predestinato, entrò a far parte del circuito professionistico. È il suo momento e Fabio deve sfruttarlo. Anche a costo di far rimanere sul carro coloro che aspettano il suo prossimo passo falso.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.