Le cose Semplici

Se, come sembra ormai appurato, la SPAL dovesse guadagnare la sua seconda salvezza consecutiva, non si potrebbe più gridare al miracolo. Perché la squadra di Semplici ha saputo fare la cosa più difficile, ossia riconfermarsi in un campionato che poteva avere molte insidie. E che invece si sta rivelando a tratti esaltante, con vittorie del tutto inaspettate alla vigilia. Il segreto probabilmente consiste nell’aver mantenuto lo “scheletro” delle stagioni passate: nemmeno Lazzari, indicato da tutti come protagonista del prossimo mercato, si è mosso da Ferrara.

Dietro a questa nuova salvezza c’è programmazione e normalità. I pochi cambiamenti hanno portato Semplici a lavorare con un gruppo già collaudato, impreziosito da alcuni acquisti mirati. Alla fine il modulo è lo stesso da sempre: un 3-5-2 non troppo difensivo, in cui gli esterni permettono alla squadra di ottenere facilmente la superiorità numerica in avanti. Eppure, pur giocando praticamente senza varianti tattiche, la SPAL ha saputo sorprendere e confermarsi ai livelli dello scorso anno. Anzi, a migliorarsi ulteriormente, visto che quest’anno la salvezza arriverà con molte giornate di anticipo.

Dicevamo degli acquisti. In estate è arrivato Petagna, indicato ancora come il classico attaccante che gioca per la squadra ma che segna poco. Invece l’ex Milan ha saputo andare oltre i suoi limiti, mettendo a segno 14 reti e diventando il miglior marcatore spallino all time in Serie A. Un’esplosione inaspettata per l’appassionato medio ma che probabilmente non ha meravigliato la dirigenza emiliana, che pur di prelevarlo dall’Atalanta ha fatto un investimento importante. A centrocampo la riconferma di Kurtić e gli acquisti di Fares e Missiroli hanno rafforzato il reparto, dando a Semplici anche opzioni di qualità. A gennaio poi, mentre altre avversarie si affannavano quasi a rivoluzionare la rosa, la SPAL ha fatto pochi ritocchi ma buoni. Ha preso il promettente centrocampista della Lazio Murgia, prezioso in questo finale di stagione, e il portiere Viviano, di ritorno dalla poco felice esperienza in Portogallo con lo Sporting.

Anche contro l’Empoli si è visto una squadra con una identità fortissima, capace di ribaltare la partita e di finire in crescendo. Una squadra matura, che sa sempre cosa fare e che non si abbatte di fronte alle difficoltà che possono sorgere. La SPAL si è ampiamente meritata questa salvezza e lo ha fatto grazie al connubio di tutte le forze che la compongono. Facendo le cose semplici, come il nome del suo allenatore.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.