Lugano, Celestini: “Siamo tutti nelle stesse condizioni”

Tradizionale conferenza stampa, per Fabio Celestini, anticipata di un giorno. Per via della Pasqua, il calendario del campionato subirà delle modifiche. Ecco, di seguito, le principali dichiarazioni del tecnico del Lugano. (RSI)

“Lo Zurigo lo conosciamo, e sappiamo che quest’anno ha giocato con tanti moduli differenti: difesa a quattro, a tre, con gli esterni bassi. Mi aspetto molto dalla mia squadra: sappiamo bene che sarebbe importante ottenere i tre punti, nell’economia di un campionato che ci vede tutte lì. Solo poche settimane fa nessuno a Lucerna o Zurigo parlava di salvezza: oggi invece siamo lì, a pari punti, in bilico tra il giocarci qualche cosa d’importante e guardarci le spalle.”

“L’equilibrio è grande: poche settimane fa, il Thun sembrava poter insidiare il Basilea per il posto in Champions, e oggi invece è a pochi punti da noi. Ma dietro, lo Xamax ha fatto 16 punti nel 2019. Sono tanti, moltissimi per una squadra al nono posto. Il campionato svizzero è strano: sei al quinto posto, ma con questa storia dello spareggio non puoi sentirti al sicuro.”

“Su questa cosa, ho una mia idea. Si vorrebbe che il nostro campionato servisse a lanciare dei giovani. Però, ci sono anche le esigenze delle società. Ci sono dei budget, degli impegni da onorare per avere le licenze, investimenti economici. Tutto questo è incompatibile con il far giocare dei giovani: lo fai a risultato acquisito. Ma in una situazione così fluida, come fai a mettere in campo un ’99, un 2000 o un 2001?”

“Certo, capisco i tifosi: tutto questo crea incertezza, emozione, un torneo combattuto sino all’ultimo per sapere chi retrocede e chi no. Però, le società hanno l’obbiettivo di mantenere la categoria. E, per farlo, servono giocatori esperti. Non so quanto sia stato utile mettere lo spareggio in un torneo a 10 squadre, guardando tutto sotto questo punto di vista. Poi, ovviamente, è una mia idea, ci mancherebbe.” 

 

 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.