Young Boys, radiografia di un trionfo con uno sguardo al futuro

Young Boys campione, quindi. Nulla che non fosse previsto perlomeno da Natale, visto il grande vantaggio dei gialloneri sulla seconda già al momento della sosta. Tuttavia, a luglio, ai nastri di partenza, pur mettendo i bernesi tra i favoriti, nessuno si aspettava una marcia trionfale di queste proporzioni.

Con 7 partite ancora da disputare, i numeri dei campioni sono impressionanti: 25 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta (nel girone d’andata contro il Lucerna, ex squadra di Seoane, che ha poi inflitto ai gialloneri la delusione più amara delle stagione, estromettendoli dalla Coppa svizzera ai quarti di finale, con un sonoro 4-0). Le reti segnate sono 79, e 27 quelle incassate. Per avere una proporzione, il Basilea, secondo anche in questa graduatoria, ne ha messe a segno 52, subendone 39. Numeri che divertono gli spettatori: 25’135 i presenti in media allo Stade de Suisse, che significano 351’895 totali (fonte: SFL).

In Champions, dopo aver raggiunto la fase a gironi (eliminando la Dinamo Zagabria), gli elvetici sono usciti da ultimi del loro girone (come prevedibile, vista la caratura delle rivali), ma togliendosi la soddisfazione di battere allo Stade de Suisse la Juventus.

Un cammino trionfale, insomma, nonostante sia sfuggita, anche per quest’anno, l’accoppiata Campionato-Coppa: Seoane vedrà infatti la finale dalla tribuna. Tuttavia, sono tanti i motivi di soddisfazione, anche se questa vittoria va vista nel panorama generale del calcio svizzero, incapace di creare una rivale credibile alla compagine bernese, la quale sembra avere sostituito il Basilea nel ruolo di ammazza campionato. Però, in fondo, la stessa cosa sta accadendo anche in un torneo molto più prestigioso, come la nostra Serie A.

Tatticamente, lo Young Boys fa le cose semplici. Un 4-4-2 classico per una squadra che, dal punto di vista fisico, appare preponderante, e in grado di occupare la mediana, imponendosi coi chili sugli avversari. Ci sono anche dei piedi buoni: Sulejmani, letale sulle palle ferme, Fassnacht, bravo negli scambi e a saltare l’uomo e Sow, ancora acerbo, ma con ampi margini di crescita.

Il reparto arretrato è forse quello più debole del complesso, visto che non è sempre rapido nelel chiusure. Tuttavia, può godere della copertura del centrocampo. Davanti, le soluzioni offensive sono molto varie: Hoarau, Nsame e Assalé offrono un campionario a tutto tondo. Colpi di testa, seconde palle, azioni personali, tiri dalla distanza: non manca nulla. E i numeri, infatti, dicono tutto.

Altro aspetto fondamentale è la tenuta atletica. La compagine campione svizzera ha vinto diverse partite negli ultimi minuti. Con Fabio Celestini, tecnico del Lugano, se ne parlava in conferenza stampa la scorsa settimana, quantificando in circa 15 i punti accumulati nel finale dai bernesi (tra i quali quelli ottenuti a Cornaredo alcune settimane fa). Non episodi casuali, quindi, ma un vero e proprio marchio di fabbrica per i ragazzi di Seoane, che hanno grinta, lucidità e voglia di correre anche oltre il 90′. Sinonimo, questo, di un’ottima preparazione atletica, evidenziata anche dallo scarso numero d’infortuni muscolari in stagione finora.

Si diceva prima del livellamento verso il basso del calcio svizzero (anche se lo Zurigo ha superato la fase a gironi di Europa League: obbiettivo fallito dal Milan, che pure aveva tutt’altro budget). Tuttavia, bisogna dire che il torneo elvetico mette talvolta in mostra giocatori i quali, successivamente, vanno ad arricchire campionati più importanti. In passato Shaqiri, Embolo, Xhaka, Sommer e diversi altri sono passati dalla Super League. Oggi, invece, i gioielli più rinomati sono Mbabu e Sow, entrambi militanti nelle file giallonere.

E proprio da questi nomi (più che altro, dalla loro probabile partenza) inizia il futuro della compagine bernese, che il direttore sportivo Christoph Spycher ha sintetizzato in un’intervista concessa a Giordano De Lucia della RSI: “Per vincere ancora, devi pianificare l’avvenire, e noi abbiamo già iniziato a farlo. il nostro progetto è quello di cercare giovani talenti (e infatti la società ha sviluppato un raffinato settore scouting – ndr), magari svizzeri, e poi farli crescere. Logico che, a compimento di questo processo, possano avere l’ambizione di andare a giocare altrove, fuori dai nostri confini: ma per noi non è un problema. Quindi, siamo consapevoli che elementi come Mbabu e Sow difficilmente resteranno.” 

“Non ci aspettavamo un dominio così netto, dopo la stagione passata. Abbiamo avuto una continuità di risultati incredibile, che si è sommata ai problemi dei nostri rivali. La Champions? Per una squadra svizzera sarà sempre più difficile entrare nella fase a gironi. Sono soddisfatto di quanto fatto in questa stagione: certo, abbiamo pagato inizialmente lo scotto di non essere abituati a giocare a questi livelli, e anche qualche episodio sfortunato. Però ci siamo tolti qualche soddisfazione, e abbiamo fatto un’importante esperienza.”

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.