Drągowski strega la Dea. Per l’Atalanta un’occasione sciupata, per l’Empoli un punto d’oro

Chissà che Gasperini non abbia ripensato a quel funesto 23 agosto 2018. Quel giorno la sua Atalanta, nonostante una mole di gioco imponente e numerose palle-gol fallite, non riuscì a scalfire la resistenza del Copenaghen nell’andata dell’ultimo turno preliminare di Europa League. Poi, sette giorni più tardi, arrivò la beffa definitiva: ancora uno 0-0 nei tempi regolamentari, prima della sconfitta ai calci di rigore. Fu una vera e propria mazzata dalla quale i bergamaschi fecero fatica a riprendersi. Il loro campionato cominciò a rilento anche a causa di quegli strascichi di coppa.

E stasera l’Atalanta ha rivisto i fantasmi del passato. Chiamata a vincere per rimanere avvinghiata al treno-Champions, la squadra di Gasperini ha fallito la sua grande occasione. Contro un Empoli assetato sì di punti, ma nettamente inferiore dal punto di vista tecnico e decimato dagli infortuni, i nerazzurri hanno spinto fin da subito sull’acceleratore affidandosi al solito gioco avvolgente. In particolare è stato sulle fasce che l’Atalanta ha avuto il sopravvento, visto che i laterali ospiti erano costantemente messi in inferiorità dalle sovrapposizioni di Gosens e Hateboer.

Ma pur macinando una pressione costante, l’Atalanta non è riuscita ad abbattere il muro empolese. Il giovane greco Nikoloau (all’esordio nel campionato di Serie A), Veseli e Dell’Orco hanno bloccato sul nascere molte offensive bergamasche ma ci ha pensato soprattutto Drągowski a disinnescare ogni tentativo di Iličić e compagni. Il portiere dell’Empoli ha parato praticamente tutto, come si deduce facilmente dal confronto dei tiri in porta (18 per l’Atalanta, 1 per l’Empoli, tra l’altro effettuato dopo pochi minuti). E, nonostante un attacco un attacco sterile, in cui Caputo non è riuscito mai a rendersi pericoloso, la squadra toscana ha strappato un pareggio reso ancora più prezioso dalla inviolabilità della propria porta (evento quasi eccezionale, accaduto solo contro Cagliari, ChievoVerona e Sassuolo durante tutto l’arco del campionato).

Per l’Atalanta è sicuramente un’occasione persa. Perché sarebbe bastato un po’ più di cinismo per portare a casa una vittoria che sarebbe stata meritata al netto dei dati della gara. Adesso la rincorsa al sogno chiamato Champions League si fa sempre più difficoltosa. Intanto perché il calendario non è dei migliori (gli orobici sono attesi a tre trasferte impegnative contro Napoli, Lazio e Juventus), ma anche perché questo passo falso può produrre effetti negativi sul morale della squadra, che è storicamente il suo tallone d’Achille. L’Empoli torna stremato dalla trasferta bergamasca e falcidiato ancora una volta dagli infortuni. Ma con il morale fortificato dal preziosissimo punto conquistato questa sera. Gli uomini di Andreazzoli vogliono giocarsi le loro carte fino alla fine e il pareggio di Bergamo è un buon viatico per le prossime due delicatissime sfide contro SPAL e Bologna, che molto probabilmente segneranno, nel bene o nel male, il destino degli azzurri.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.