Rialzati Napoli, ora non puoi più sbagliare

Bisogno di rialzarsi, necessità di cambiare rotta. C’è una stagione intera da “aggiustare” e una finale di coppa da raggiungere. Gli ultimi due risultati in campionato hanno fatto emergere tutte le lacune di un Napoli svogliato e poco risoluto, in tutte le sue fasi. Le motivazioni nel calcio contano più di ogni altra cosa e le risposte ai tanti dubbi saranno svelate giovedì sera all’Emirates Stadium.

Troppo facile dire che sia solo una questione di testa, vincere aiutare a vincere, giocare bene ti fa entrare in forma per farlo ovunque e contro qualsiasi avversario. Invece il Napoli visto contro Empoli e Genoa è troppo fragile per giocarsi l’accesso alle semifinali di Europa League. Il ciglio alto di Ancelotti, sia nel dopo gara al Castellani che in quello di domenica sera al San Paolo, sottolinea l’insoddisfazione dell’allenatore di Reggiolo. Non voleva un approccio del genere dei suoi in campionato, alla vigilia di una sfida così importante per l’intera piazza. Non solo i “titolarissimi” sono apparsi svogliati e poco concentrati ma anche coloro i quali dovrebbero dare, a questo punto, il 110% per guadagnarsi un posto in squadra, approfittando di qualche defezione tra i compagni più in vista.

Oltre alle scarse motivazioni si insinua il dubbio che qualcosa non vada per il verso giusto in casa Napoli, troppi rumors di mercato in uscita, giocatori verso l’addio che in questo momento non sentono la fiducia dello spogliatoio o sono distratti da sirene importanti. Non vorremmo che lo spogliatoio si sia accontentato di aver blindato il secondo posto in classifica e di aver raggiunto i quarti di finale di EL. Come se il loro compito sia stato ultimato e che non ci sia voglia di buttare ancora il cuore oltre l’ostacolo e  trovare le energie supplementari per migliorare i propri obiettivi.

Per la doppia sfida all’Arsenal serve ritrovare la brillantezza e le prestazioni autunnali che hanno visto i partenopei giocarsela contro colossi del calcio europeo che conta, come PSG e Liverpool. I segnali non sono molto positivi, ad oggi, ma il tempo per ricompattarsi c’è. A questo punto non sono più ammessi errori di alcun tipo.

Condividi
Telecronista e opinionista radio/TV, già a SportItalia e addetto stampa di diverse società. Non si vive di solo calcio: ciò che fa cultura è la fame di sapere, a saziarla il dinamismo del corpo e del verbo.