Aria di rivoluzione (ma non si sa quanto grande)

La sosta per le Nazionali sarà l’occasione per tutte le società europee per staccare per un’ultima volta prima del tour de force finale di stagione. Un discorso che vale anche e soprattutto per il Napoli, che al ritorno dei suoi giocatori dagli impegni internazionali potrà pensare, in parte, al campionato, con l’obiettivo di difendere un secondo posto che non dovrebbe più essere in discussione, e soprattutto sull’Europa League, l’ultimo obiettivo reale di una stagione che già qualcuno preferisce definire “di transizione”.

Stagione di passaggio o meno, l’impressione è che in casa dei partenopei stia già tirando aria di rivoluzione estiva. Il primo anno di Ancelotti lascerà dietro di sé diversi aspetti positivi, ma anche la consapevolezza che l’era Sarri è finita e con questa anche l’avventura di alcuni giocatori in azzurro che, dopo aver toccato l’apice, ora stanno lentamente calando. De Laurentiis e Giuntoli stanno già lavorano per il mercato, ma la partenza di Hamšík, capitano e simbolo del Napoli per quasi un decennio, è già un primo segnale di cambiamento non indifferente.

In difesa, sicuramente arriverà un nuovo terzino destro. Hysaj è uno dei giocatori che non sono riusciti a superare indenni il passaggio da Sarri ad Ancelotti e l’idea di una nuova esperienza, in Italia o all’estero, sarà presa in considerazione. Ancelotti vuole un giocatore di spinta, sullo stile di Malcuit, ma con una maggiore maturità rispetto al francese e, magari, già tanta gavetta alle spalle: Lazzari della SPAL, confermatosi a ottimi livelli anche quest’anno, è il nome che sembra meglio riassumere queste necessità. Al centro della retroguardia, invece, bisognerà pensare a trovare un nuovo compagno per Koulibaly (che, salvo sorprese, rimarrà al San Paolo, essendo il punto di riferimento di Ancelotti): Albiol si avvicina a fine carriera e le alternative proposte quest’anno non si sono dimostrate all’altezza di una grande squadra.

Diversi cambi arriveranno anche a centrocampo, anche se è il futuro di Allan a stabilire quanto importanti. Il PSG farà di tutto per portare via da Napoli il brasiliano e forse l’intenzione della dirigenza azzurra è quella di lasciarlo andare davanti a una cifra folle, da reinvestire poi in un suo sostituto. Barella sarebbe l’erede ideale, ma bisogna battere una concorrenza italiana ed europea molto ostica. Di sicuro, invece, servirà trovare il sostituto di Hamšík, che ha fatto sentire la sua assenza soprattutto per aver lasciato vuota la casella della cabina di regia. Fabian Ruiz ha fatto un’ottima stagione, ma è giovane e deve ancora crescere. Giuntoli avrebbe bloccato Fornals, un ragazzo che ha le potenzialità per diventare uno dei migliori giocatori d’Europa in quel reparto, anche se forse Ancelotti spera ancora nel colpo di un “10” di livello internazionale. Infine, sono in uscita sia Diawara (decisamente bocciato e mai riuscito a trovare una propria collocazione precisa) che Rog (reduce dall’esperienza finora fallimentare con il Siviglia).

Sugli esterni, si andrà verso la conferma di Zielinski e Callejón (anche se probabilmente andrà per l’ultima stagione a Napoli), Verdi dovrebbe avere una seconda chance viste le poche occasioni avute per mettersi in mostra, mentre partirà uno tra Ounas e Younes. L’algerino ha giocato senza dubbio la sua miglior stagione a Napoli finora, ma adesso è il momento delle scelte: o riceve maggior fiducia e comincia a diventare un titolare stabile su cui puntare oppure bisogna lasciarlo giocare in prestito. All’ex Bordeaux la tecnica non manca e, piano piano, sta riuscendo anche a essere meno anarchico. Ma a 22 anni, bisogna giocare per poter dimostrare di essere davvero grandi.

Infine, l’ultima delicata questione è legata all’attacco. Mertens ha dimostrato di essere in fase calante dopo aver raggiunto l’apice con Sarri e la tentazione è quella di salutare Napoli senza chiudere male la sua avventura. Lozano sarà la grande scommessa di Giuntoli e DeLa, un investimento importante per un giocatore molto stimato in tutta Europa. Resta da capire cosa accadrà a Insigne, reduce finora da una stagione di alti e bassi, ma in questo momento praticamente incedibile alle cifre richieste dal Napoli. Per Milik, invece, il finale di stagione potrebbe essere importante per garantirsi il posto del prossimo anno. Il polacco ha vissuto la sua migliore stagione in azzurro, ma in casa Napoli la tentazione di un forte investimento per una punta resta viva, pur non essendo la priorità.

Insomma, in casa Napoli potrebbe essere tempo di rivoluzione, ma non si sa quanto grande. Al momento parlano solo le indiscrezioni e serviranno i fatti in estate per non smentirle. Ma la dirigenza per adesso vuole aspettare, perché tanto passerà anche da quanto accadrà nel finale di stagione. Ecco perché questa ultima corsa potrebbe essere decisiva per capire chi riuscirà a resistere a questo potenziale vento di cambiamento e chi, invece, verrà trascinato via.

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.