La vera anti-Juve è a Marassi: Genova, Genoa e quel primato inaspettato

C’è una Serie A, quella nota ai più, che anche (e forse soprattutto) per l’anno 2018/2019 sta proponendo una “non-lotta” Scudetto; come già successo spesso e volentieri dal 2011/2012 in avanti, la Juventus sta imprimendo sul massimo Campionato Tricolore il proprio marchio, per l’ottava volta consecutiva nella stagione in corso, salvo clamorosi stravolgimenti nel finale di stagione. Netta la superiorità dei bianconeri nei confronti di una concorrenza che spesso si è ostacolata a vicenda facendo il gioco della compagine guidata da Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri; solamente lo stesso Allegri agli albori dell’egemonia piemontese e Maurizio Sarri con il suo fiero Napoli nel 2015/16 e 2017/18 riuscirono a opporre alla Juventus una resistenza tale da scrivere una lotta Scudetto che giungesse ai titoli di coda del Campionato, a differenza degli altri successi juventini festeggiati e avallati dalla matematica con un anticipo sempre più macroscopico.

Il copione, come anticipato in apertura, sembra destinato a ripetersi anche nella stagione in corso con i Campioni d’Italia in carica pronti a festeggiare nuovamente; la recente sconfitta di Marassi contro il Genoa però (figlia anche della storica impresa timbrata negli Ottavi di Champions League contro l’Atlético) unitamente alla concomitante astinenza forzata da Serie A causa sosta per le Nazionali è però lo spunto che da il là a un altro Campionato. Un Campionato buono solo al fine di mero dato statistico, ma che dato la manifesta superiorità juventina da “Conte I” in poi non può non essere considerato meritevole di menzione: il Campionato delle squadre che alla Juventus hanno “sottratto” più punti dal 2011 a oggi, che vedrebbe al comando Genova e il Genoa in particolare.

Il 2-0 di domenica scorsa infatti ha spinto il club di Enrico Preziosi in testa a questa graduatoria, che per inciso vede il Grifone forte di 13 punti raccolti contro i bianconeri dalla stagione 2011/2012: tre vittorie e quattro pareggi incoronano a 13 punti i liguri in testa a un Campionato ancora “in corso”, con Napoli e Roma a inseguire con 12 lunghezze in classifica (tre vittorie e tre pareggia a testa per capitolini e partenopei). Il sorprendente primato del club rossoblù pone ovviamente le sue fondamenta a Marassi (10 dei 13 punti in questione sono infatti arrivate nel giardino di casa), e ha visto nella stagione in corso i liguri far propri 4 dei 6 punti a disposizione proprio contro la compagine Campione d’Italia ritrovando per giunta punti lontano da Genova a distanza di 6 anni dall’1-1 del gennaio 2013 siglato Quagliarella (per la Juventus) e Borriello (Genoa).

Il bottino genoano nasce nella stagione 2011/2012, con i rossoblù (allenati da Malesani all’andata e da Marino al ritorno) capaci prima di imporre con un gol di Caracciolo al minuto 85′ il 2-2 casalingo ai bianconeri prima del pari invìolate di Marassi di una Juventus spesso poco cinica nella prima stagione di Antonio Conte; se da un lato Barzagli, Bonucci e Chiellini sono i sopravvissuti di quel 2-2 torinese, sul versante opposto il cavallo di ritorno Miguel Veloso è l’unico superstite rossoblù. A quel doppio pareggio seguì l’1-1 strappato a Torino nel 2013 e menzionato in precedenza, mentre a ingigantire la mole di punti del Grifone contribuiscono tre successi casalinghi: l’1-0 del 2014 refertato al 94′ da  Antonini (su assist di Matri, nel frattempo passato al Genoa), il 3-1 del Novembre 2016 favorito da un Simeone in giornata di grazia e il 2-0  domenica scorsa rifilato ai danni di una Juventus comprensibilmente senza troppe energie dopo il sopracitato ritorno di Champions.

Un record di punti che, pur nell’eterogeneità delle rose disegnate da Preziosi per il suo Grifone in tutti questi anni, presenta un elemento comune ai “vari Genoa” che si sono succeduti; l’agonismo di un club che dal suo ritorno in Serie A nel 2007 ha sempre fatto della “garra” uno dei propri punti di forza, mettendo sul terreno di gioco specialmente a Marassi e nelle gare di cartello una determinazione e una solidità cui spesso faceva da contraltare la presenza di giocatori di assoluto spessore tecnico negli ultimi trenta metri. Un record di punti che può inorgoglire il Genoa, all’interno di una manifestazione che premia nettamente il capoluogo ligure grazie al rilevante contributo della Sampdoria: i 10 punti raccolti dai blucerchiati infatti pongono il club di Massimo Ferrero al quarto posto ex-aequo con l’Inter in questa speciale graduatoria, fatta per la compagine oggi allenata da Giampaolo di 3 successi e 1 pareggio. Un bottino che con 23 punti complessivi permette a Genova di sopravanzare nettamente Roma e Milano ferme a 17 (12 punti giallorossi e 5 biancocelesti nei confini del Raccordo Anulare, 10 dell’Inter e 7 del Milan nel capoluogo lombardo) con ChievoVerona ed Hellas comprensibilmente più staccate ma comunque capaci di raggranellare 8 punti (5 dell’Hellas e 3 del ChievoVerona).

E le altre rivali storiche dei bianconeri? Detto del Napoli secondo in classifica e maggiore antagonista ai bianconeri in ottica Scudetto capace di conquistare 12 punti contro i piemontesi (3 vittorie e 3 pareggi), la Fiorentina annovera 8 lunghezze (2 vittorie e 2 pareggi, con il gioiello rappresentato dall’indimenticabile 4-2 per i toscani centrato in rimonta nel 2013), mentre il Torino che con i bianconeri condivide la residenza annovera solamente 4 punti in questa speciale graduatoria incamerati quasi integralmente grazie al derby vinto in rimonta nel 2014/15 con le reti di Darmian e Quagliarella. Non Milano, non Roma, non Napoli; Genova, e il Genoa in particolare, sembrano essere il vero spauracchio del club di Andrea Agnelli dall’instaurazione della propria egemonia. Un dato, quello preso in analisi, che come ampiamente ricordato in apertura è da prendersi come mera ricorrenza statistica, pur se troppo evidente per potersi considerare una semplice casualità. Piuttosto, forse, l’evidenza concreta delle qualità delle due compagini liguri nel nostro massimo Campionato e della bontà dell’operato delle rispettive proprietà; che però, forse, alla luce delle evidenze sopra raccolte necessiterebbero di uno sforzo davvero minimale per far sorridere e sognare più in grande i propri tifosi anche nella classifica dell’altra Serie A, quella vera.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.