Lugano, Celestini: “Squadra competitiva e squadra vera non sono la stessa cosa”

Fabio Celestini, allenatore del Lugano, ha convocato 18 giocatori per la partita di sabato sera a San Gallo. Non raggiungeranno la Svizzera orientale Čovilo (che sconterà la seconda giornata di squalifica), Yao e Macek (infortunati), oltre a Brlek (non convocato per scelta tecnica). Al termine dell’allenamento, il tecnico si è intrattenuto, come d’abitudine, con i giornalisti.

(FC Lugano) “Senza dubbio, è fondamentale proseguire sul percorso che abbiamo intrapreso, dopo la sconfitta interna col Thun. Domenica abbiamo fatto anche cose buone con la palla tra i piedi, senza difendere e basta: un ottimo cambio di passo. A San Gallo ci aspetta una sfida difficile: loro pressano molto, fanno la fase offensiva con sei uomini, sono veloci e dinamici. Ci renderanno la vita difficile, e per noi sarà un ottimo test, tanto a livello difensivo che offensivo.”

“Dal Thun in poi, davanti stiamo facendo sempre un buon lavoro. Ciò che è migliorato è lo spirito di sacrificio, la voglia di lottare. Contro il Basilea, però, la squadra ha continuato a tenere il campo nonostante la rete subita: con il Thun, invece, c’eravamo persi. A San Gallo mi aspetto una prestazione completa, in una partita che potrebbe farci svoltare anche a livello di classifica: vincendo, infatti, faremmo il vuoto alle nostre spalle e, recuperando tre punti sui sangallesi, potremmo guardare avanti anziché dietro.”

“Dopo la partita col Thun, siamo cresciuti. Da Sion in poi, tutti hanno lavorato su quelli che erano i nostri difetti. Mancava coraggio per via dei risultati che non venivano, mancava la fiducia nei compagni. e quindi il coraggio. Le vittorie importanti di Lucerna e Zurigo, i pareggi contro Basilea e Sion hanno fatto molto. Persino la sconfitta con l’YB è stata vissuta come momento di crescita, dopo l’amarezza nell’immediato, per le circostanze nella quale era maturata. Non è facile, con una rosa di 25 giocatori, dirsi le cose con calma: l’ambiente lo costruisci man mano, e qua tutto ciò mancava. Squadra competitiva e squadra vera sono cose diverse, e per creare il gruppo vero serve ogni tanto anche qualche screzio. La rosa è formata da ragazzi molto diversi: ci sono lingue e nazionalità differenti, c’è gente a fine carriera, giovani ambiziosi, ragazzi che giocano sempre, altri che vorrebbero farlo, e l’amalgama non è semplice.”

“Il campionato svizzero, come sappiamo, è particolare: con dieci squadre, la metà classifica non esiste. Lotti per l’Europa, il mese dopo sei in zona retrocessione. Il Lugano è sotto di cinque punti dalla quarta, e ha cinque lunghezze di vantaggio dalla nona. Domani sera, a San Gallo, potremmo fare un importante salto in avanti, o perdere parte del vantaggio. Andremo comunque in campo con la voglia di fare bene, e vincere.”

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.