Il difficile momento dello Zurigo

L’approvazione del progetto del nuovo stadio, a Zurigo, non sta portando troppa fortuna alle squadre cittadine. Della crisi del Grasshopper, sconfitto ancora nell’ultimo fine settimana, ci siamo occupati diffusamente. Tuttavia, anche sull’altra sponda della Limmat non è che le cose stiano andando proprio benissimo.

Prima della sosta, i tigurini avevano avuto un rendimento soddisfacente. Innanzitutto, la qualificazione alla fase a eliminazione diretta dell’Europa League, traguardo prestigioso e per nulla scontato. In campionato, i biancoblù, pur non potendosi opporre allo strapotere bernese (come tutte le altre, del resto), erano giunti alla sosta attaccati al treno delle posizioni che contano, e con in tasca la qualificazione ai quarti di Coppa svizzera, oltretutto da giocarsi in casa, contro il Kriens, compagine lucernese neopromossa in Challenge League. 

La ripresa, per ora, ha tuttavia dato risultati deludenti. Scontata l’eliminazione dall’Europa League, contro il Napoli, favorito per la vittoria finale della competizione, i tigurini hanno faticato più del dovuto per imporsi in Coppa svizzera: a decidere, una rete di Winter, a una manciata di minuti dai supplementari. Ma è soprattutto in campionato che il passo della squadra zurighese si è fatto incerto: una sola vittoria in 6 partite nel girone di ritorno, 2 pareggi e 2 sconfitte, che valgono il sesto posto in classifica, a 2 punti dal Lucerna quarto.

In Coppa, i ragazzi di Ludo Magnin se la dovranno vedere con il Basilea, nel Clásico elvetico. Si giocherà al Letzigrund, è questa è l’unica nota positiva: il calore del pubblico è la sola certezza rimasta, da queste parti. Tuttavia, pur essendo i tifosi il dodicesimo uomo, non si è mai visto il loro nome sul tabellino di una partita alla voce marcatori. E, per quanto possa sembrare una considerazione banale, per vincere le partite serve segnare.

Proprio l’attacco sembra essere il problema principale dello Zurigo. Con 33 centri, i tigurini sono il terzultimo attacco del campionato, e il peggiore delle squadre che ambiscono a un piazzamento nelle prime 4 in classifica. Il Thun è infatti andato a segno 47 volte, il Lucerna 38, il San Gallo 37. La differenza la fanno le reti incassate (35), contro le 36 dei bernesi, le 43 dei confederati e le 44 dei Brodisti guidati da Zeidler.

Serve, quindi, un cambio di passo davanti. La scelta di Magnin, da parte di Canepa, era nell’ottica di far crescere e maturare i giovani. Il tecnico, con un passato anche nella Nati, viene infatti da un’esperienza nelle giovanili. Per ora, tuttavia, le cose non stanno andando nella direzione sperata: a soffrire sono proprio i ragazzi. Odey, dopo una buona partenza, sembra essersi perso. L’ex luganese Ceesay, per adesso, non trova spazi e rendimento adeguati. A tutto questo, si aggiunge una lista infortuni lunga e pesante: Pa Modou, Sauter, Nef e, da domenica pomeriggio, Antonio Marchesano e Adrian Winter. Per quest’ultimo, lo staff medico ha diagnosticato un infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro, che lo terrà fuori dai campi per almeno 6 mesi.

Chi sta invece facendo bene è Kololli. L’ex pupillo di Celestini a Losanna ha infatti segnato una doppietta, domenica, a Thun, portando a 8 il proprio bottino personale. Il numero 70 è forse uno dei più positivi nell’ambiente, sia come rendimento, che come morale. All’inviato del Blick ha infatti dichiarato“Possiamo essere soddisfatti di avere ottenuto un pareggio qua. Il Thun sta facendo una grande stagione, questo è un campo molto difficile. Speriamo che questo punto ci aiuti a superare questo momento negativo. Il rigore? Ho creduto giusto assumermi la responsabilità di calciarlo. Per me è importante questa doppietta: ora la testa è sullo Xamax, dovremo battere i rossoneri, se vogliamo rimanere agganciati alla parte alta della classifica.”

Per lo Zurigo si annuncia, quindi, una fine stagione in salita. Se il Thun, come sembra, manterrà questa continuità di rendimento, il posto da contendersi rimarrà uno solo, con almeno 3 pretendenti (assieme ai tigurini, Lucerna e San Gallo, con possibile inserimento anche del Lugano, se i ticinesi dovessero trovare continuità di rendimento). La semifinale di Coppa del mese prossimo, come sempre, sarà una partita senza pronostico: però, affrontare il Basilea, con una formazione falcidiata dagli infortuni, sarà difficilissimo. Sull’altro piatto della bilancia, una squadra fisica, capace anche di imprese inaspettate, a immagine e somiglianza del proprio scatenato allenatore. Insomma, la primavera, per Magnin, si annuncia caldissima, riscaldamento globale o meno.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.