Gasperini e Pioli in scia a Mourinho

Cosa hanno in comune Gian Piero Gasperini e Stefano Pioli? Risposta facile: rispettivamente alla guida di Atalanta e Fiorentina, si giocheranno a fine aprile l’accesso alla finale di Coppa Italia 2018/2019, dopo il 3-3 nella semifinale di andata disputata al «Franchi» di Firenze. Ma se ponessimo un’altra domanda e chiedessimo chi hanno in comune Gian Piero Gasperini e Stefano Pioli, la risposta non è così banale. Sebbene, riflettendoci un po’, verrebbe spontaneo fare il nome di José Mourinho.

Già, perché recentemente i due tecnici italiani hanno mostrato atteggiamenti che hanno ricordato un po’ l’essere “fuori gli schemi” tipico dell’allenatore dell’Inter del Triplete. Partiamo da Gasperini. Il tecnico della Dea domenica scorsa a Genova contro la Sampdoria è stato suo malgrado protagonista di uno spiacevole episodio. La manata rifilata al segretario dei blucerchiati Ienca mentre stava entrando nel tunnel che portava negli spogliatoi dopo essere stato espulso per proteste dall’arbitro Fabbri gli è costata la squalifica per una giornata. Una vicenda che non finirà qui perché Ienca – il quale però, giusto sottolinearlo, non era autorizzato a essere all’ingresso del tunnel in quanto non presente in distinta – ha minacciato querela nei confronti del Gasp. Il quale ci ha ricordato Mourinho in due frangenti. In primis, nel suo “uno contro tutti”. Gasperini, una vita da genoano, contro la tribuna sampdoriana mentre attraversava il terreno di gioco dopo essere stato allontanato dalla panchina.

Un confronto diretto che ha fatto tornare alla mente i gesti di sfida di Mourinho alla tifoseria juventina durante le sfide di andata e ritorno nella fase a gironi di questa edizione della Champions League tra i bianconeri e il Manchester United allora allenato dal portoghese. Gesti di sfida compiuti dall’interista Mourinho, eterno rivale della Juventus. E poi quella mano in faccia a Ienca ha rimembrato il dito nell’occhio del mago di Setubal al compianto Tito Vilanova, durante il ritorno di Supercoppa di Spagna 2011 tra il Real Madrid allenato dal portoghese e il Barcellona.

La versione “mourinhana” di Pioli invece concerne un altro aspetto tipico dell’allenatore lusitano: quello di infiammare la vigilia di una sfida importante, attirando le attenzioni dell’ambiente avversario su di sé per togliere pressioni alla propria squadra. Ed è quello che sta facendo l’allenatore viola, in vista del ritorno della semifinale di Coppa Italia in quel di Bergamo. Da quando si è disputata l’andata (ma anche prima di quella sfida) Pioli approfitta di ogni occasione per “rendersi antipatico” agli occhi del mondo bergamasco. Una volta assolvendo Chiesa per la simulazione della partita tra Fiorentina e Atalanta in campionato, un’altra chiedendo attenzioni nel calendario delle due squadre verso la gara di fine aprile.

La strategia è fin troppo palese: fare in modo che sia lui a essere fischiato e non i calciatori, in primis Chiesa subissato di improperi durante la recente sfida di campionato disputata a Bergamo e vinta 3-1 dall’Atalanta. I tifosi atalantini si mettano l’anima in pace: questo modo di procedere continuerà fino al fischio iniziale della semifinale di ritorno. Ma lo stesso Pioli si metta l’anima in pace. Lui verrà sì fischiato. Ma siccome i fischi non sono ancora tassati, Chiesa se ne prenderà la sua buona dose lo stesso.

Condividi
Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.