Dominik Paris Super Gigante delle nevi

La stagione 1995 ha rappresentato un tripudio per lo sci alpino italiano. Dopo aver trionfato in passato in slalom speciale e slalom gigante, Alberto Tomba coglieva finalmente la sua prima e unica vittoria della Coppa del Mondo stracciando gli avversari con 1150 punti, un distacco difficile da colmare per l’austriaco Mader e per lo sloveno Kosir. Il primato del carabiniere bolognese offuscò un altro grande risultato italiano: quello conquistato da Peter Runggaldier nella classifica di supergigante. Discesista della Val Gardena con una medaglia mondiale d’argento in discesa libera alle spalle, Runggaldier fece sua quella Coppa dopo una battaglia con Mader e con l’altro azzurro Perathoner. Si tratta dell’unico sciatore italiano a primeggiare in questa specialità almeno fino ai giorni nostri.

Già, perché tra qualche settimana a Soldeu, in Andorra, Dominik Paris, un altro atleta del Trentino Alto Adige, potrebbe infrangere questo tabù e iscrivere il suo nome nella lista dei vincitori della Coppa del Mondo di Super G. Domenica scorsa infatti Paris è stato protagonista di una splendida doppietta a Lillehammer dove ha vinto discesa libera e super G: un risultati simile lo aveva già raggiunto a Bormio sulla Stelvio. Una prestazione eccezionale, una prova impeccabile con qualche sbavatura ma decisamente superiore alla gara degli avversari e in particolare dell’austriaco Kriechmayr. sorpassato in classifica e ora staccato di 44 punti. Un vantaggio prezioso da difendere con i denti nell’ultima gara della stagione; la pressione sarà tanta, difficile fare calcoli quando si è sugli sci a quelle velocità. Bisogna solo gettarsi giù senza paura, cercare di andare più veloce di tutti, seguire le linee giuste e soprattutto non commettere errori che ci possano rallentare, perché, come in Formula 1, anche un piccolo particolare potrebbe causare un ritardo irrecuperabile. Paris ha vinto tanto in questa stagione, cinque successi in Coppa e un titolo iridato ai mondiali di Are. Un atleta come lui gode di grande esperienza e siamo sicuri che farà attenzione a tutti i dettagli: questa Coppa se la merita perché celebrerebbe l’ottima stagione disputata, cancellando l’amarezza per quell’oro iridato non arrivato ad Are. I risultati di questa stagione nel frattempo confermano l’evoluzione dello sci azzurro, che negli ultimi anni presenta grandi atleti veloci ma pochi con la tecnica giusta per fronteggiare i big nelle specialità di slalom. Un vero peccato per gli appassionati nostrani che sognano da tempo un erede di Alberto Tomba. Vedremo se le nuove leve, che stanno facendo vedere delle buone cose in slalom gigante, riusciranno a cambiare le cose.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.