Rugby league, riepilogo NRL 2018 | 2/a parte

Riepilogo di fine 2018 nel rugby league. Emisfero nord ed emisfero sud, competizioni di club e nazionali: ecco i maggiori verdetti e le aspettative in vista del 2019.

È andato in archivio il 2018 del rugby league. Un’annata intensa e ricca di eventi, condita da dinamiche tipiche delle stagioni post-mondiali ma anche di nuove tendenze. Quasi completato il quadro delle nazionali che parteciperanno alla Rugby League World Cup 2021 in Inghilterra; ancora da assegnare alcuni posti.

Dopo il riepilogo della stagione inglese, spazio a quella australiana. Ha portato a casa il titolo di campione National Rugby League (NRL) la compagine dei Sydney Roosters, club storico, fondato nel 1908 come Eastern Suburbs District
Rugby League Football Club. Quello conquistato dagli uomini di Trent Robinson è il 14/o titolo nazionale, da abbinare ai 3 titoli di campione del mondo per club conquistati nel 1976, 2003 e 2014.

Una stagione, quella 2018, dominata fin dall’inizio. Fra gli artefici del successo spicca James Tedesco, estremo classe 1993, cresciuto nei Camden Ramsalla ed “esploso” a livello professionistico coi Wests Tigers, prima del passaggio ai Roosters. Di origine italiana – come spiega eloquentemente il cognome – ha rappresentato l’Italia alle Coppe del Mondo 2013 e 2017, occupando diverse posizioni in campo (estremo, centro e mediano). Protagonista anche con la maglia di New South Wales nello State of Origin, Teddy è stato decisivo sia in regular season che nei playoff, che hanno visto gli Easts battere in sequenza Cronulla-Sutherland Sharks, South Sydney Rabbitohs e Melbourne Storm.

Accanto all’ex n. 1 della nazionale italiana, ha brillato la stella di Cooper Cronk, mediano titolare della nazionale australiana dal 2007 al 2017, capace di giocare la finalissima nonostante un infortunio. Ex di turno, ha militato negli Storm dal 2004 al 2017, Dally M Player of the Year in due occasioni (2013, 2016).

A livello internazionale, l’Australia – detentrice del titolo iridato e n. 1 del ranking della Rugby League International Federation – ha disputato solo 2 test match, per il disappunto dei fan, che vedono nei Kangaroos gli autentici maestri di questo codice del rugby, al pari degli All Blacks nel rugby union, o del Brasile nel calcio.
Ko 26-24 al Mount Smart Stadium di Auckland contro una Nuova Zelanda reduce dal flop mondiale, la selezione Green&Gold ha poi sconfitto Tonga – autentica rivelazione della RLWC 2017 – 16-34 nella stessa sede, grazie alle mete di Daly Cherry-Evans, dello stesso Tedesco, e alle doppiette di Valentine Holmes e Tom Trbojevic.

Foto: Twitter @sydneyroosters

Squadre ora al lavoro in vista della stagione 2019. Oltre ai match amichevoli, riflettori puntati soprattutto sull’All-Star match che verrà disputato venerdì 15 novembre tra Indigenous All Stars e Māori All Stars. Celebrazione delle identità cultuali “autoctone” di Australia e Nuova Zelanda, la partita vedrà tantissime stelle scendere in campo all’AAMI Park di Victoria.
L’altro grande evento che precederà l’inizio del campionato è il World Club Challenge tra Wigan Warriors (campioni della Super League) e gli stessi Roosters.

PROSEGUE…

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen.